Che cos’hanno in comune l’arci-antisemita Adolf Hitler di ieri e il sionista cristiano Mike Huckabee di oggi? Più di quanto si pensi.
Nel mondo d’oggi, il fanatismo sionista Cristiano sposato da Mike Huckabee e la supremazia ebraica incarnata nell’Israele sionista pongono la più grave minaccia singola alla pace mondiale e all’armonia fra le fedi delle popolazioni del globo. Lì per lì, Adolf Hitler e l’ambasciatore USA in Israele (reverendo) Mike Huckabee hanno nulla in comune.
Ma a uno sguardo più attento, le loro ideologie diametralmente opposte riguardo alla singola categoria demografica del popolo ebraico dovrebbero essere considerate ugualmente tossiche.
Sono entrambe le minacce più gravi alla pace mondiale (cioè al benessere generale e alla sicurezza dell’umanità in genere), benché le loro strenue convinzioni siano radicate in due cosmologie radicalmente differenti. Richiamando l’ovvio, la visione di Hitler era ancorata al suo odio ossessivo per gli ebrei che indusse la categorica disumanizzazione e demonizzazione del popolo ebraico da sterminare nel suo insieme. Come Untermenschen, ossia subumani, gli ebrei non meritavano di vivere: ecco l’essenza della sua ideologia.
La visione di Huckabee è l’amore incondizionato per gli ebrei in quanto “popolo eletto da Dio” con il loro diritto divino a quella terra dell’Asia occidentale e alla leadership mondiale. Cioè, se anche comporta che tutta la regione sia in fiamme, che si distrugga l’armonia o la coesistenza pacifica fra le diverse nazioni e comunità basare sulle fedi, e che vada in rovina l’economia mondiale, che è appunto ciò che la guerra di USA-Israele contro l’Iran ha cominciato a fare.
Vale la pena ricordare che le convinzioni razziste-suprematiste (ariane) di Hitler come espresse nel suo Mein Kampf (pubblicato la prima volta nel 1925) e le politiche naziste risultanti e la 2^ guerra mondiale che accesero costarono la vita a 60 milioni di esseri umani a livello mondiale. Mentre l’anatema meritatamente colpì i nazisti, non altrettanto l’ideologia razzate-suprematista basata sulla gerarchia razziale pseudo- scientifica europea del 19° secolo, che pure arrivò ai campi di sterminio e alla devastante 2^ guerra mondiale. Per i non-europei, nel mondo esterno colonizzato dagli europei, il nazismo tedesco e i colonialismi europei differivano solo nell’intensità (della loro brutalità e crudeltà), ma non nel genere.
Ciò detto, quel che fece Hitler fu questo: adottò il razzismo suprematista di etnia e fede quintessenzialmente dell’Europa Cristiana e l’applicò alle popolazioni integrali d’Europa nello sforzo di espandere con noncuranza genocida lo spazio vitale (il territorio) per la propria razza ariana eletta, del Reich, alle spese dei “sub-umani” (ebrei europei dell’ovest e dell’est) e delle “razze inferiori” (come polacchi/slavi, sinti e rom, etc.). La sua acquisizione di terre genocida con guerre d’aggressione, Hitler la giustificava col linguaggio della superiorità statuale del popolo eletto – l’ariano – per i propri bisogni di spazio, soprattutto alimentare, e di purezza razziale.
Ovviamente, tali idee anti-umane e assunte dallo stato, non erano ristrette alle sole società e agli stati europei suprematisti bianchi e cristiani, pur letali e devastatrici globalmente a vario livello; ma la loro potenza di fuoco, muscolarità economica e controllo geografico e demografico furono ben maggiori del solo stato fascista d’Asia, il Giappone imperiale. Che, ancorato nella propria ideologia razzista-suprematista di “Discendenti del Sole”, sotto l’imperatore Hirohito e il suo capo militare, primo ministro generale Togyo, condusse guerre d’aggressione in tutto l’Estremo Oriente e il SudEst asiatico, fino ai confini indo-birmani.
Con l’espansione del controllo territorial e della dominazione militare giapponese, le popolazioni locali vennero schiavizzate per i bisogni bellici di Tokyo e quelli sessuali delle sue truppe fasciste, in marcia verso l’India britannica, dove il Giappone tentò, invano, di soppiantare la dominazione coloniale britannica con la propria, fascista, perpetrando intanto un genocidio da manuale in Manciuria, e in Corea, già annesse come colonie.
A confronto con l’enormità dei crimini razzisti-suprematisti fascisti terminati con i due importanti tribunali militari internazionali di Norimberga e Tokyo, non bisognerebbe attribuire significato comportamentale improprio o eccessivo a quanto pubblicizza il modesto ambasciatore USA a Gerusalemme, si potrebbe obiettare. Dopo tutto, gli ambasciatori, di nomina politica o di carriera, servono all’uzzolo dei propri capi in patria, e quindi non si possono rimuovere in un batter d’occhio, pur con lo status e il prestigio conferitigli. Huckabee non è però giusto uno fra le centinaia di rappresentanti diplomatici al mondo. E’ un sionista cristiano americano primario di un paese dove elettori sionisti cristiani e loro chiese e reti di relazioni formano un formidabile, seppur ufficioso, pilastro della lobby d’Israele in USA.
Intanto i milionari sionisti (zionaires) esercitano potere determinante sulla politica USA “Israele-giusto-o-sbagliato” fin dall’assassinio di J.F.Kennedy nel 1963, considerati legati a Israele, e comunque già il solo numero di voti sionisti cristiani sferza i politici USA a mantenere fluido il sostegno incondizionato di Washington a Israele.
Quasi ottant’anni dopo la fondazione genocida d’Israele – sbirciamo anche solo la Nakba originaria del 1948 – come stato di maggioranza ebraica sulla maggioranza territoriale araba, l’ideologia della Supremazia Ebraica dei sionisti, sia nella diaspora ebraica sia fra gli ebrei israeliani in Israele, si pone come una delle più gravi minacce all’armonia e alla pace fra le varie popolazioni umane che costituiscono i quasi 200 stati membri ufficiali dell’ONU.
Il Centro di Ricerca Pew con sede in USA ha svolto un sondaggio d’opinioni in trentasei membri ONU, prevalentemente dopo la guerra d’aggressione congiunta di USA-Israele contro l’Iran iniziata il 28 febbraio scorso. Ne risulta un 67% mediano di adulti con opinioni negative verso Israele. Non solo paesi a maggioranza musulmana come Bangladesh, Indonesia, Malaysia, Pakistan, Turchia, e Cisgiordania e Geruusalemme-est hanno opinioni aspramente negative d’Israele, ma altrettanto popolazioni europee e altre a maggioranza non musulmana in Asia e LatinAmerica. Solo in India, immersa nell’Hindutva (nazionalismo islamofobico d’estrema destra con rivestimento hindu) e paesi sub-sahariani (come Nigeria, SudAfrica [!], Kenya e Ghana, presumibilmente con robuste enclave di sionisti cristiani) i locali consideravano positivamente Israele.
Dalla fine della Seconda guerra mondiale, ossia post-Olocausto, gli sfrontati imperialismi secolari europei con le loro politiche e pratiche suprematiste tipiche duplici – bianche e cristiane, sono stati soppiantati da istituzioni di governo globali e dal diritto internazionale (guida) della Dichiarazione Universale (non vincolante) dei Diritti Umani e dalle Convenzioni – vincolanti – su genocidio, tortura, crimini di guerra, etc.
Oggi, gli Stati Uniti, sotto la crescente influenza del sionismo cristiano – promosso aggressivamente da Mike Huckabee e dal segretario USA alla guerra Pete Hegseth – e Israele sotto il controllo dei due fascisti messianici primari, cioè Smotrich e Ben Gvir, entrambi ricercati dalla Corte Penale Internazionale, hanno messo indietro l’orologio storico, non solo prima dei decenni ante 2^ guerra mondiale 1920 e 1930, ma addirittura ai primi tempi degli arraffamenti genocidi di terre e risorse dell’Europa cristiana nel cosiddetto Nuovo Mondo iniziati da Cristoforo Colombo nel 1492. Questa predazione giunse ad essere benedetta dalla chiesa cattolica e dagli stati cattolici di Spagna e Portogallo. Ambo le istituzioni religiose e politico-feudali si basavano sulla supremazia gemella di fede e razza nei confronti dei popoli non-europei, ossia “gente senza storia”.
Tanto per non dimenticare, per parecchi secoli di Europa giudeo-cristiana, la Tratta transatlantica degli Schiavi e la schiavizzazione degli africani rapiti, nonché il massacro di popolazioni indigene per brama delle loro terre, furono ritenute assonanti con i sentimenti morali del Signore, le filosofie dell’”Illuminismo europeo” e il pensiero giuridico europeo.
Il passato non è neppure passato: rivive nei nostri tempi tribolati. L’umanità ci è già passata.
Vale la pena ripassare che nella sua diplomaticamente disastrosa intervista di 3 ore con Tucker Carlson nel febbraio scorso, l’ambasciatore USA Huckabee, arcisionista cristiano, ha detto in modo inequivocabile al suo intervistatore conservatore Cristiano che Israele ha il diritto divino di prendersi tutte le terre “dall’Eufrate al Nilo”, sulla base della sua lettura del libro della Genesi. Due volte la Corte di Giustizia Internazionale (ICC) aveva emanato la propria opinione legale, affermando che Israele costruendo insediamenti nella Palestina pre-1967 è in chiara trasgressione del diritto internazionale, [per non parlare dell’arraffamento di altre terre sovrane in Siria e Libano del Sud, (come pure potenzialmente di parti di Iraq, Arabia Saudita e Turchia, come il grande Israele biblico – Eretz Israel– di Tel Aviv–prevede)].
Una settimana fa [inizio giugno – ndt], nel suo saluto iniziale di 14 minuti all’università Yeshiva, l’istituzione tradizionale rabbinica d’Israele che gli conferiva la medaglia presidenziale per Eccellente Leadership Globale, l’ambasciatore reverendo Huckabee promette solennemente con “obbligo eterno” da cristiano, di fare tutto ciò in suo potere per proteggere il popolo ebraico, popolo Eletto da Dio sulla Terra Promessa d’Israele. Di fatto, Huckabee annunciava che le sue tre generazioni, vale a dire sua figlia che è ora governatrice dell’Arkansas, funzione elettiva da lui stesso previamente detenuta, e i suoi 3 figli, sono preparati a patrocinare e proteggere Israele quale terra promessa del Popolo Eletto da Dio.
In uno specifico discorso che gli attrasse un tonante applauso da studenti, docenti, genitori israeliani e ogni altro israeliano del gremito uditorio, il fanatico americano nella sua veste diplomatica ufficiale ha scelto di elevare la Bibbia, sia la Torah ebraica che il Nuovo Testamento dei cristiani, al di sopra del diritto internazionale, designato a prevenire futuri olocausti e un’altra guerra mondiale.
Enfaticamente, la validità scritturale di qualunque dottrina basata sulla fede è di necessità confinata ai credenti, checché ne sia il nome. In un mondo in cui ci sono multipli sistemi di fede e comunità non di fede con centinaia di milioni di persone umane, stabilire il primato della propria fede religiosa o sacra scrittura eletta è attizzare a livello mondiale risentimento, paura, e avversione della/e fede/i così elevata/e e delle popolazioni basate sulla fede.
L’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’articolo 18 della Convenzione Internazionale sui Diritti Civile e Politici e la Dichiarazione sull’Eliminazione di Tutte le Fotme d’Intolleranza e di Discriminazione Basata su Religione o Credenza garantiscono libertà di religione, ossia i singoli individui hanno il diritto di scegliere la propria fede/religione. Ma nessuno ha il diritto d’imporre le proprie opinioni basate sulla fede al resto del mondo che può non condividere la stessa fede o credere nella validità di qualunque ed ogni scrittura, di nuovo qualunque ne sia il nome.
Inoltre, gli obblighi personali biblicamente fondati di Huckabee di proteggere la sua terra promessa da Dio abitata dal popolo Eletto, dopo i “3.800 anni di legame ininterrotto” con la terra è anche più inquietante alla luce del persistere degli israeliani nel genocidio con vittime in diretta a Gaza.
Al momento Israele sta infliggendo alla gente del Sud-Libano “il trattamento di Gaza” (polizia etnica e terra bruciata o totale distruzione a fine genocida), avando violentemente sfollato un milione di persone nel gir di qualche settimana.
Alla Forza di Difesa Israeliana è stato ordinato di assumere il controllo del 70% dell’enclave devastata di Gaza, spremendone la popolazione in un’area ancora più angusta mantenendone l’assedio medievale.
L’ICC ha recentemente emesso un mandato d’arresto per il capo del partito Sionista Religioso di Estrema Destra e ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich, che ha dichiarato l’istituzione di oltre 100 insediamenti ebraici nuovi (illegali) in Cisgiordania, in smaccato sprezzo per le risoluzioni a valanga dell’Assemblea Generale ONU, il diritto internazionale, e l’opinione legale del principale organo giudiziario ONU, ossia la Corte Internazionale di Giustizia (ICJ, Trib. de L’Aja). .
Israele ha Introdotto la pena di morte per i soli palestinesi detenuti nelle carceri israeliane, dove sono sottoposti per routine a tortura, stupro e varie forme di violenza sessuale, ivi compresi stupri da parte di cani carcerari addestrati da Israele.
Secondo il rinomato giornalista israeliano antisionista Gideon Levy, il 94% della popolazione ebraica israeliana in Israele approva e sostiene la guerra d’aggressione di Netanyahu contro l’Iran, e ne vuole la continuazione, con o senza il sostegno di Washington. Che Israele non disponga di profondità militare strategica o di truppe sufficienti senza l’apporto statunitense, è tutt’altra questione. Né gli ebrei israeliani badano a quanto la guerra illegale e non provocata contro l’Iran sia già risultata in estreme difficoltà economiche per miliardi di persone nel mondo per aver scardinato grevemente il flusso e la produzione di fertilizzanti, scorte di foraggio, gas e petrolio, e altri prodotti petrolchimici necessari all’economia globale.
Oggi, Israele come stato membro ONU resta in attesa del verdetto finale ICJ sul caso di genocidio in Palestina, i suoi dirigenti sono di fronte a mandati d’arresto multipli e la sua società è diffusamente odiata – come evidenziato dai reperti del sondaggio del Pew Research Center in oltre 30 paesi del globo.
Tutto quanto riguarda Israele attualmente è oggetto di odio, risentimento e opposizione in tutto il mondo, almeno a livello di pubblica opinione consapevole, non per il giudaismo e la loro identità come ebrei, ma a causa di Israele e dello spregevole razzismo sadico degli israeliani e i loro atti genocidi verso 7 milioni di palestinesi sotto occupazione israeliana dal 1967.
Che Huckabee si impegni solennemente e ripetutamente a “proteggere eternamente” questo Israele e i suoi israeliani dovrebbe essere considerato come nulla meno che un’espressione di fanatismo biblico, ai limiti del fascismo con rivestimento cristiano. Quanto Huckabee ha fatto nel suo discorso inaugurale all’università Yeshiva è semplicemente il rovesciamento dell’essenzialismo razzista hitleriano: Hitler demonizzava e disumanizzava “gli ebrei”, usando quelli Tedeschi come capro espiatorio per tutti i mali economici e sociali patiti dalla Germania dopo l’umiliante sconfitta nella 1^ guerra mondiale; mentre Huckabee ha effettivamente deificato TUTTI gli ebrei e rafforzato l’autopercezione suprematista ebraica giunta a definire il sionismo e permeare tutti gli spazi sionisti.
Né la demonizzazione e disumanizzazione del popolo ebraico – o in quanto a ciò qualunque categoria demografica –né la loro deificazione o sovrelevazione giungerà a buona conclusione. Sappiamo che cosa successe alla fine quando il popolo ebraico fu demonizzato e disumanizzato. Riusciamo anche a constatare l’instabilità economica che si collega a Israele, alle guerre interminabili che Israele ha istigato in Asia occidentale, e la distruzione del diritto internazionale, quando la supremazia ebraica o il suo eccezionalismo se preferite, viene rafforzato, sostenuto e protetto da sionisti cristiani delle ex-entità coloniali europee.
Ecco una selezione di quanto detto dall’ambasciatore Huckabee da registrare negli annali dei genocidi della storia:
“Non sono sionista perché sia ebreo, Lo sono perché credo nella Bibbia. Gli ebrei del mondo, pur essendo solo 0.2% della sua popolazione hanno creato un impatto sovraproporzionale sul mondo stesso. Purtroppo, c’è gente che vi odia per quello; più di quanto vi abbiano. Odiano il Dio che vi scelse più di 3.800 anni fa, dandovi un luogo chiamato Israele e uno scopo che è presentare la legge e la luce a tutto il mondo. A nessun altro il Creatore dell’Universo ha dato una tale missione”.
Per il sionista cristiano di Little Rock (Arkansas), Israele è la prova irrefutabile di ciò che il Profeta disse sarebbe giunta a buon fine: “che l’osso disseccato sarebbe di nuovo vissuto, e che il deserto sarebbe fiorito”. Avendo fatto oltre 100 visite a questa terra promessa (?) di Israele dal 1973, il predicatore andava ripetendo la solita vieta propaganda fondativa israeliana “C’era nulla lì. Era deserto e roccia. Nulla ci cresceva, nulla di verde, [tutto] bruno e senza vita. Usando l’incredibile ispirazione e l’innovazione della irrigazione a goccia inventata da israeliani ha creato qualcosa di sorprendente, una fattoria; divenuta verde di frutta e verdura, rigogliosa di qualcosa che ci cresceva e vegetava”. (Continuando:) “(Dio) incaricò anche il popolo ebraico di lavorare ben sodo, in modo sacrificale, per rendere davvero (Israele) la terra del latte e miele”.
Citando il libro della Genesi, Huckabee esortò il suo pubblico a guidare il mondo, nonostante i tentativi di eradicare e distruggere il popolo scelto da Dio e la loro terra promessa, suscitando un sonoro applauso.
Poi ripetè ancora l’opinione pavloviana che il mondo abbia sempre odiato gli ebrei:
“Ci saranno sempre coloro che trovano ragioni – irrazionali – per odiare gli ebrei. È stato così fin da quando Dio scelse Abramo sul monte Moriah (Genesi 22). Voi avete un legame ininterrotto di 3.800 anni a questa terra”.
EDITORIAL, 8 Jun 2026
#954 | Maung Zarni – TRANSCEND Media Service
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis
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