Vini Rossi Terredora Di Paolo

di Enrico Malgi

Due mesi fa ho assaggiato e recensito sei bottiglie di vino bianco ed una di rosato della storica azienda irpina Terredora di Daniela e Paolo Mastroberardino di Montefusco.

Vini Terredora Di Paolo

Controetichette Vini Terredora Di Paolo

In questa occasione, invece, è la volta di prendere in esame sei etichette di vino rosso di solo Aglianico.

Controetichette Vini Rossi Terredora Di Paolo

Aglianico Campania Igt 2021. Soltanto Aglianico maturato in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 10,00 euro.
Nel calice si manifesta un luminoso colore rosso rubino giovane e pimpante. Bouquet detentore di una sfilza di ottimi profumi, i quali vanno subito a stuzzicare un naso curioso e disponibile alla bisogna. In prima fila si schiera una gradevole pregnanza fruttata di marasca e di susina nera, coadiuvata da impertinenti e minuscole drupe del sottobosco. Il prosieguo olfattivo rivela eterogenee captazioni di viola, petali di rosa, erbe aromatiche e sussurri speziati di noce moscata e di chiodi di garofano. In bocca penetra un sorso approcciabile, arrotondato, fresco, morbido, sapido, equilibrato, incalzante, avviluppante, nitido, intrigante e ben modulato. Tannini godibili. Buona la serbevolezza. Affondo finale decisamente piacevole. Da abbinare ad un piatto di pasta e fagioli e tagliere di salumi.
Aglianico Irpinia Corte di Giso Doc 2019. Aglianico in purezza allevato a Gesualdo. Affinamento in piccoli fusti di rovere per un anno, a cui segue un’elevazione in vetro per un altro anno. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 12,00 euro.
Alla vista si appalesa un appariscente e coreografico colore rosso rubino carico, che vira verso una tonalità più scura di granato. Il profilo olfattivo trasmette subito voluttuosi e compiacenti aromi di amarena, prugna, mandorla, cassis, mirtilli, more, violetta, rosa di Castiglia, sentori vegetali di macchia mediterranea, spunti speziati di pepe nero e zenzero e percezioni terziarie di incenso, tabacco, caffè torrefatto e liquirizia. In bocca fa il suo ingresso un sorso avvolgente, armonioso, schietto, goliardico, teso, complesso, tonico, balsamico, sensuale, seducente ed incisivo. Trama tannica splendidamente evoluta. Legno ben calibrato. Finezza palatale avvincente, materica, intensa, reattiva, infiltrante, corroborante, sapida, fine, glicerica, equilibrata e dinamica. Resterà in sella ancora per alcuni anni. Scatto finale persistente. Da provare su ad un piatto di pasta al sugo e ad una fetta di carne impanata.
Taurasi Fatica Contadina Docg 2017. Aglianico e basta coltivato a Lapio e Montemiletto. Maturazione in barriques per un anno e mezzo e poi in botti di rovere di Slavonia per sei mesi. Affinamento in boccia dai 24 ai 36 mesi. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 22,00 euro.
Veste cromatica segnata da uno scintillante colore rosso granato. Al naso salgono eterei e pluralistici profumi di ciliegia, prugna secca, mandorla, carruba, scorza d’arancia, cassis, mirtilli, rosa damascena, violetta, eucalipto, timo, pepe nero, noce moscata, cioccolato fondente, caffè torrefatto, tabacco e catrame. In bocca fa il suo ingresso un sorso ampio, profondo, ottimamente strutturato, esuberante, focoso, terroso, solido, sanguigno, sostanzioso, voluminoso, materico, austero, viscerale, e corposo. In appresso il vino si rivela anche balsamico, morbido, accomodante, infiltrante, plastico e tagliente di freschezza. Tessitura tannica gradevole. Legno già digerito. Potenzialità di conservazione ancora integra. Chiosa finale edonistica. Da preferire su un piatto di pasta al ragù e capretto al forno con patate.
Taurasi Pago Dei Fusi Docg 2015. Aglianico allevato a Pietradefusi sulle colline della Valle del fiume Calore. Maturazione in barriques per due anni ed affinamento in bottiglia per tre anni prima che il vino venga messo in commercio. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 24,00 euro.
Calice tinto da uno scintillante colore rosso granato concentrato. Avvolgente ed abbondante di tante cose buone l’ottimo bouquet, riccamente dotato com’è di eclettici aromi. L’incipit racconta di una gradevole scorta di un puro distillato fruttato di ciliegia, prugna, fragola, carruba, fichi, mandorle tostate, ribes e mirtilli. In simbiosi risaltano poi umori di fiori vestiti di rosso, screziature vegetali di erbe officinali e finezze speziate di chiodi di garofano, pepe nero, vaniglia e noce moscata. A completare tutto il registro olfattivo ci pensano poi effluvi terziari di ottimo livello. Al palato si approccia un sorso sapido, bene affilato, glicerico, cangiante, etereo, arrotondato, corroborante e dinamico. Portamento austero. Tannini affusolati. Legno raffinato. Gli undici anni sul groppone sono come un soffio di vento. Retroaroma impagabile. Che cosa gli vogliamo dare per accompagnare la beva? Carne e maccheroni penso che possano andare bene e così ho fatto io!
Taurasi CampoRe Riserva Docg 2010. L’Aglianico di questa bottiglia viene da Lapio, privilegiato comune irpino che si fregia sia della Docg Fiano di Avellino e sia di quella del Taurasi, che condivide col confinante comune di Montefalcione. Vino maturato in piccoli fusti di rovere francese per trenta mesi, mentre in boccia affina per quattro anni. Tenore alcolico di quattordici gradi. Prezzo finale orientativo di 50,00 euro.
Nel calice si staglia una fulgida ed accattivante tonalità di un rosso granato. Dal copioso bouquet si sprigiona una generosa messe di bene articolati profumi, i quali si accostano subito al naso per essere scansionati. In concreto si materializzano credenziali olfattive di tanta buona frutta fresca rossa della pianta e del sottobosco, unitamente a suadenze floreali di viola e di rosa Lanchester, a percezioni vegetali di eucalipto e timo, a sentori speziati di pepe nero e noce moscata ed afflati terziari di incenso, tabacco, caffè torrefatto e catrame. Sottofondo lievemente sulfureo. L’impatto del sorso sulla lingua si rivela polposo, fresco, voluminoso, scalpitante, temperamentale, vibrante, materico, sostanzioso, intrigante, scattante, reattivo, elegante e raffinato. Tannini talentuosi. Legno ben dosato. Accelerazione palatale ottimamente evoluta, fine, balsamica e ben ritmata. Zenit ancora lontano. Affondo finale epicureo e persistente. Perfetto l’abbinamento con un piatto di pasta al forno e formaggi irpini stagionati.
Taurasi Fatica Contadina Docg 2005 Magnum. Aglianico maturato ed affinato come la bottiglia di 750 ml. Gradazione alcolica di tredici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 170.00 euro.

Taurasi Docg 2005 Magnum Terredora Di Paolo

Livrea disegnata su uno spartito di colore rosso fuoco. Ampiezza aromatica gioiosamente esaltante, che regala al naso ammalianti e pluralistiche fragranze di amarena, prugna secca, scorza d’arancia, gelso nero, ribes nero, mora selvatica, fiori appassiti, corteccia di eucalipto, erbe officinali e cadenze speziate. E poi ancora giocosità di tabacco essiccato, pepe nero, cuoio, resina, china, ginepro, carne affumicata, terra umida, pirite goudron. In bocca il sorso imprime subito al palato un’energia motrice, che dona così uno sviluppo bene equilibrato e ritmato, pervicace, prorompente, esuberante, opulento, maestoso, ruggente e goloso. Frutto croccante e maturo. Impalcatura tannica imperiale. Legno ben cementato. Pregnanza gustativa balsamica, incisiva, armonica, sontuosa, aristocratica, emozionale, razionale e dotata di una spalla acida tagliente di freschezza. Un vino questo che dopo ventun anni è ancora in sella e che osa imperterrito sfidare il tempo. Chiusura su toni molto lunghi e piacevoli. Su cacciagione e caprino laticauda.

Un discorso a parte merita poi l’impego della magnum, cioè una bottiglia di un litro e mezzo. Questo comporta una maturazione del vino più lenta, costante ed equilibrata ed una connotazione di una migliore freschezza, complessità ed aromaticità. Senza dimenticare poi che il processo di ossidazione qui viene molto ritardato. Ecco spiegato, quindi, l’immutata dose di freschezza che pervade questo vino e la sua straordinaria longevità.
In questa occasione ho potuto godere di un’eccellente degustazione di vini davvero magnifici. L’azienda Terredora è un’istituzione a livello nazionale ed i vini prodotti sono sempre longevi e molto affidabili. Un’ultima postilla la voglio spendere per la bassa alcolicità di questi vini di Aglianico, che non superano mai i quattordici gradi. Questo vuol dire maggiore approcciabilità e bevibilità e per un Aglianico irpino questo è un bel risultato, non vi pare?

Terredora Di Paolo S.S.A.
Montefusco (Av) – Contrada Serra
Tel. 0825 968215 – [email protected] – www.terredora.com
Enologo: Paolo Mastroberardino
Ettari di proprietà: 200 – Bottiglie prodotte: 700.000
Vitigni: Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe

 

Scheda del 3 giugno 2026

Vini Bianchi e Rosato Terredora Di Paolo

Vini Bianchi e Rosato Terredora Dipaolo

di Enrico Malgi

La storia dell’azienda vitivinicola Terredora di Montefusco si intreccia e si lega indissolubilmente insieme col vocato territorio irpino fin dal 1994, quando Walter Mastroberardino, insieme con i suoi tre figli Daniela, Lucio e Paolo e la moglie Dora Di Paolo, fonda l’azienda Terredora, che richiama il nome della sua consorte. L’inizio era comunque partito fin dal 1978, quando erano state acquisite le tenute aziendali.
Gli anni susseguenti sono stati segnati da molteplici successi ed encomi, ma purtroppo anche da luttuosi avvenimenti, come la scomparsa di mamma Dora, a cui è seguita nel 2013 quella di Lucio e poi nel 2025 è venuto a mancare anche il patriarca Walter. Adesso a reggere le sorti aziendali sono rimasti Paolo e sua sorella Daniela, attuale presidente nazionale Donne del Vino.
La produzione è molto ampia e variegata e di cui recentemente ho potuto assaggiare ben dodici bottiglie, più una di magnum. Ho pensato bene di suddividere i report in due parti: prima i sei vini bianchi ed un rosato e prossimamente mi dedicherò ai sei rossi.

Controetichette Viini Bianchi e Rosato Terredora Dipoalo

Yam Bianco Campania Igt. Classico blend bianco irpino assemblato con Fiano, Greco e Falanghina. Uve raccolte ad inizio di ottobre. Maturazione in acciaio. Gradazione alcolica di dodici e mezzo. Prezzo finale orientativo di 10,00 euro.

Yam Bianco Campania Igt

Nel calice traspare un gioioso e luminoso colore giallo paglierino. Dal complesso bouquet si sprigiona una variegata sfilza di ottimi profumi, che un naso molto attivo riesce a decifrare attraverso gradevoli afflati di clementina, pesca bianca, pera spadona, nocciola, banana, gelsomino, magnolia, sambuco, timo, aneto e sospiri speziati. L’attacco in bocca si rivela fresco e succoso, nitido e seducente, duttile e morbido, sapido ed armonico, aggraziato e rotondo, setoso e raffinato, scattante e goliardico. Silhouette agile, snella, affascinante ed elegante. Buona la serbevolezza. Scatto finale godurioso. Vino provato su un piatto di eliche alla crema di zucchine e con tocchi di pancetta e per secondo carne di pollo in tegame con contorno di verdure ed è andato benissimo.
Coda di Volpe Le Starse Irpinia Doc 2025. Soltanto Coda di Volpe coltivata a Gesualdo. Vendemmia effettuata ad inizio di ottobre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo orientativo finale di 13,00 euro.
Alla vista risalta un bel colore giallo paglierino limpido, attraversato da giovani riflessi verdolini. Lo spettro aromatico si dimostra estremamente espressivo nelle sue sfaccettate composizioni olfattive, laddove sciorina eterogenei e promiscui profumi, che in prima istanza rivelano percezioni fruttate di pera kaiser, mela cotogna, pesca bianca, albicocca, pompelmo, melone bianco, papaia ed ananas. Di seguito spiccano poi piacevoli sensazioni di ginestra, fiori di acacia, mirto, salvia, camomilla, chiodi di garofano e zenzero. Approccio palatale secco, pulito, abbastanza fresco, sapido, accomodante, glicerico, essenziale, intrigante, elegante, gentile, armonico, fruttato, equilibrato e scattante. Da monitorare la longevità. Affondo finale appagante. Da preferire su un risotto ai funghi porcini e formaggi a pasta molle.
Greco di Tufo Terre degli Angeli Docg 2025. Ovviamente Greco in purezza allevato a Santa Paolina. Raccolta delle uve ad inizio di ottobre. Affinamento in acciaio. Tenore alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 15,00 euro.

Greco di Tufo Terre degli Angeli Docg 2025 – Terredora Di Paolo

Come da prassi nel calice risalta uno scenografico e sfavillante colore giallo paglierino già carico. Crogiolo estremamente interessante e propositivo, dal quale si propaga una complessa e molteplice composizione di gradevoli aromi. La primogenitura è ovviamente di pertinenza di intrecci fruttati di pesca gialla, albicocca, pera coscia, pompelmo, mandorla e clementina. Dappresso emergono poi doviziosi aromi di ginestra, iris, caprifoglio, tiglio, citronella, cannella e chiodi di garofano. In bocca penetra un sorso che subito trova la sua giusta spinta attraverso gradevoli afflati di freschezza, insieme a connotazioni di intensità, potenza, succosità, rotondità, vitalità, affidabilità, armonia, equilibrio e sapidità. Gusto corroborante, stimolante, vibrante, scalpitante, elegante, raffinato, voluttuoso, ammaliante e dinamico. Siamo appena all’inizio di un lungo percorso. Scatto finale persistente. L’ho testato su un piatto di pasta e fagioli borlotti e poi su polpo all’insalata con patate lesse e fagiolini.
Falanghina Corte di Giso Irpinia Doc 2025. Falanghina al 100% coltivata negli areali di Montemiletto. Montefusco e Gesualdo. Vendemmia effettuata a metà ottobre. Maturazione in acciaio. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 17,00 euro.
Occhi attenti e premurosi scrutano nel calice un luminoso ed imberbe colore giallo paglierino, venato di lampi verdognoli. Bouquet appassionato e sospiroso, ben sostenuto da variegati ed eterogenei profumi, i quali rimembrano caratteristiche essenze di melone bianco, albicocca, mela golden, banana, frutto della passione, agrumi, ginestra, fiori di limone, agni di pino, chiodi di garofano e zenzero. In una bocca molto ospitale ed accogliente esordisce un sorso bello fresco e morbido, sapido e citrino, tonico e vibrante, lineare e succoso, aggraziato e dinamico, elegante e seducente, carezzevole e giocoso, raffinato e fascinoso, soave e cristallino. Serbevolezza tutta da esplorare. Allungo finale edonistico. Da abbinare ad un bel risotto ai frutti di mare e latticini freschi.
Fiano di Avellino Terredora Docg 2025. Fiano coltivato nei vocati areali di Lapio e Montefalcione. Raccolta delle uve nel mese di ottobre. Affinamento in acciaio. Tasso alcolico di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 17,00 euro.
Nel calice occhieggia un solare ed attraente colore giallo paglierino abbastanza carico. Dal complesso ed interessante bouquet si eleva una cospicua e diffusa messe di eccellenti profumi, che come incipit trasmettono al naso voluttuose percezioni fruttate di nocciola, pesca bianca, albicocca, mela annurca, cedro ed ananas. Di seguito vengono rimarcate poi gradevoli punteggiature di biancospino, magnolia, tiglio, muschio, felce, camomilla, cannella e chiodi di garofano. L’approccio palatale narra di un sorso sapido, profondo, scalpitante, tonico, glicerico, delizioso, scattante, affidabile, arioso, avvincente e tagliente di primaria acidità, per cui la bocca sperimenta un’avvolgente freschezza.  Appeal elegante, cangiante, seducente, balsamico e vezzoso. Tattilità aristocratica, plastica, arrotondata, solida, reattiva e dinamica. Longevità a lunga gittata. Chiusura edonistica. Da spendere su un piatto di linguine ai ricci di mare tagliere di salumi irpini.
Fiano di Avellino CampoRe Riserva Docg 2020. Fiano allevato a Lapio. Vendemmia tardiva, con le uve raccolte a fine ottobre. Fermentazione in barriques ed affinamento sui lieviti per sei mesi. Elevazione in vetro per due anni minimo. Alcolicità di tredici gradi. Prezzo finale orientativo di 26,00 euro
Alla vista si appalesa un fulgido ed accattivante cromatismo giallo paglierino decisamente carico e dorato. Bouquet sapientemente affastellato da abbondanti umori fruttati, floreali e vegetali di ottimo livello, insieme con conturbanti profumi speziati di chiodi di garofano, noce moscata e zafferano e proposizioni terziarie. In bocca debutta un sorso molto fresco, minerale, scorrevole, balsamico, mentolato, avviluppante, incalzante, leggiadro, stuzzicante, palpitante, irresistibile, temprato, sfaccettato ed ammiccante. Nelle pieghe il vino si dimostra anche arrotondato, invitante, espansivo, morbido, minerale, agrumato, seducente, fibroso, sferzante, caratteriale, rassicurante, soave, cristallino e bene equilibrato. Mentre l’accelerazione palatale conferma una percezione tattile intrigante, gioviale, affascinante, raffinata, sublime e gioiosamente ritmata. Longevità senza alcun limite. Affondo finale da incorniciare. Da abbinare ad un risotto alla pescatora e catalana di crostacei. Un grande Fiano davvero, frutto di un immenso areale come quello di Lapio. Senza trascurare poi la vendemmia tardiva e l’impiego del legno piccolo che insieme contribuiscono ad elevare il tasso di complessità e di un’ottima struttura di questo eccellente Fiano.
Rosaenovae Rosato Irpino Doc 2025. Soltanto Aglianico vendemmiato a fine ottobre. Affinamento in acciaio. Alcolicità di quattordici gradi. Prezzo finale orientativo di 12,00 euro.
Nel calice si appalesa uno splendente ed affascinante colore rosato tenue tipo provenzale. Ventaglio olfattivo generosamente prodigo di elegiaci profumi, che vanno a stuzzicare proditoriamente le narici. In primis risaltano capillari credenziali fruttate di ciliegia, melagrana, albicocca, pesca gialla, chinotto, fragola, pompelmo rosa, mirtilli e ribes. Seguite a ruota da sontuose effusioni di violetta, peonia, erbe aromatiche e captazioni speziate. L’incontro del sorso con le papille gustative risulta subito scorrevole, tagliente, glicerico, sapido, vellutato, fine, raffinato, elegante, equilibrato e suadente. Tattilità aggregante, goliardica, intrigante, ammaliante, deliziosa, stimolante, ariosa e ben calibrata da parte di un magnifico rosato, il quale sa sfoggiare con nonchalance elementi di fascino, fierezza, grazia, eleganza, leggiadrìa e seduzione. Chiosa finale edonistica. Da preferire su una bella zuppa di pesce e sull’immancabile pizza margherita.

Una sontuosa batteria di eccellenti vini questi di Terredora Di Paolo, i quali riescono a comunicare una sensazione di grande benessere ed appagamento, consolidando ed attestando così la convinzione che l’Irpinia risulta essere un privilegiato territorio di assoluta qualità vitivinicola ed un modello da seguire per tutto il settore nazionale. La famiglia Mastroberardino Di Paolo poi è un valore aggiunto di storia, conoscenza, sapere, fierezza e di grande passione per tutto il mondo del vino, oltre che fulgido esempio per tutti i viticoltori irpini e non solo!

Terredora Di Paolo
Montefusco (Av) – Contrada Serra
Tel. 0825 968215 – [email protected] – www.terredora.it
Enologo: Paolo Mastroberardino
Ettari di proprietà: 200 – Bottiglie prodotte: 700.000
Vitigni: Aglianico, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe




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Luciano Pignataro

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