Quando il caldo diventa difficile da sopportare e non si dispone di un condizionatore, tornano puntualmente a circolare piccoli rimedi domestici che promettono di rendere più fresca la casa con quello che si ha già a disposizione. Uno dei più conosciuti consiste nel mettere una bottiglia d’acqua congelata, oppure una bacinella piena di ghiaccio, davanti a un ventilatore, nella speranza di trasformarlo in una sorta di climatizzatore artigianale.
L’idea non è completamente priva di senso, perché l’aria che passa vicino a una superficie molto fredda può effettivamente cedere una parte del proprio calore. Il punto, però, è capire quale sia la portata reale dell’effetto: una bottiglia ghiacciata può rendere più gradevole il flusso d’aria nelle immediate vicinanze, ma difficilmente è in grado di abbassare in maniera significativa la temperatura di un’intera stanza.
Cosa succede mettendo una bottiglia ghiacciata davanti al ventilatore
Dal punto di vista fisico il meccanismo è piuttosto semplice. Il ghiaccio contenuto nella bottiglia ha una temperatura inferiore rispetto all’aria della stanza e assorbe calore mentre si riscalda e passa progressivamente dallo stato solido a quello liquido. L’aria spinta dal ventilatore, entrando in contatto con la superficie fredda della bottiglia, può quindi raffreddarsi leggermente prima di raggiungere chi si trova davanti.
Si tratta però di uno scambio termico limitato, la bottiglia contiene una quantità finita di ghiaccio e, una volta che questo si è sciolto e l’acqua si è avvicinata alla temperatura dell’ambiente, il suo effetto refrigerante praticamente scompare. In altre parole, non esiste un processo continuo capace di sottrarre calore alla stanza e portarlo all’esterno.
È proprio questa la differenza fondamentale rispetto a un condizionatore. Un sistema di climatizzazione utilizza un ciclo frigorifero per prelevare calore dall’ambiente interno e trasferirlo verso l’esterno; frigoriferi e condizionatori, infatti, non “producono freddo”, ma spostano energia termica da un ambiente all’altro attraverso un sistema che richiede lavoro ed energia.
Una bottiglia congelata, invece, si limita ad assorbire temporaneamente una certa quantità di calore prima di raggiungere l’equilibrio termico con la stanza.
Il ventilatore non abbassa davvero la temperatura della stanza
C’è poi un altro elemento che spesso viene trascurato. Un normale ventilatore non è progettato per abbassare la temperatura dell’ambiente: muove l’aria e permette al nostro corpo di disperdere calore più facilmente, in particolare favorendo l’evaporazione del sudore.
Il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti riassume il concetto in maniera molto semplice: i ventilatori raffreddano le persone, non le stanze. Per questo ha senso spegnerli quando non c’è nessuno nell’ambiente, perché lasciarli funzionare non continua a “raffreddare” la camera come farebbe un climatizzatore.
La bottiglia di ghiaccio può modificare leggermente questo scenario perché introduce una superficie fredda davanti al flusso d’aria. Chi è seduto vicino al ventilatore può quindi percepire una brezza più fresca del normale, soprattutto all’inizio, ma parlare di un vero raffreddamento dell’intera stanza sarebbe eccessivo, più la stanza è grande, più questo limite diventa evidente.
C’è anche il problema del freezer
Il trucco presenta inoltre un piccolo paradosso energetico. Per ottenere quella bottiglia ghiacciata bisogna prima congelarla. Il freezer sottrae calore all’acqua e lo trasferisce nell’ambiente circostante attraverso il proprio circuito frigorifero. Per farlo consuma energia elettrica e il calore complessivamente ceduto all’esterno dell’apparecchio comprende anche l’energia utilizzata dal compressore.
È lo stesso principio della termodinamica che regola il funzionamento di un frigorifero: il calore estratto dal suo interno viene scaricato nella stanza insieme all’energia impiegata per effettuare il trasferimento.
Questo non significa che sia inutile prendere una bottiglia già congelata e metterla davanti al ventilatore quando si ha molto caldo. Significa semplicemente che congelare continuamente grandi quantità d’acqua con l’obiettivo di raffreddare la stessa abitazione non equivale a utilizzare un climatizzatore e non produce un raffreddamento netto comparabile. Il vantaggio, quando c’è, è soprattutto locale e temporaneo.
Può almeno farci percepire meno caldo?
Se ci troviamo abbastanza vicini al ventilatore, una bottiglia ghiacciata può rendere il flusso d’aria momentaneamente più fresco e aumentare il comfort. L’effetto dipende però da molti fattori: dimensioni e numero delle bottiglie, quantità di ghiaccio, distanza dal ventilatore, velocità dell’aria, temperatura della stanza e condizioni di umidità.
Non bisogna quindi aspettarsi che una singola bottiglia trasformi una camera a 30 o 32 °C in un ambiente fresco. È più realistico immaginarla come un piccolo aiuto personale, utile mentre si lavora alla scrivania, si guarda la televisione o si cerca un po’ di sollievo prima di andare a dormire.
Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità distingue chiaramente il raffreddamento della persona da quello dell’abitazione. Durante le ondate di caldo consiglia, tra le altre cose, di bagnare la pelle con un panno umido o uno spruzzino e di utilizzare ventilatori entro determinate condizioni di temperatura, perché il movimento dell’aria può aiutare il corpo a disperdere calore.
Quando il ventilatore non è più sufficiente
C’è però un aspetto importante, soprattutto durante le ondate di caldo estremo. Il ventilatore non deve essere considerato una protezione sufficiente in qualsiasi condizione.
Le indicazioni delle autorità sanitarie non sono perfettamente identiche sulle soglie precise, anche perché temperatura, umidità, età e condizioni di salute modificano la risposta dell’organismo. Il CDC raccomanda di usare i ventilatori per rinfrescarsi quando la temperatura interna è inferiore a circa 32 °C, mentre l’OMS indica che oltre temperature estremamente elevate il ventilatore può diventare inefficace o addirittura aumentare il carico termico sul corpo.
Questo è particolarmente importante per anziani, bambini piccoli e persone con patologie croniche, che possono essere più vulnerabili agli effetti delle temperature elevate.
Se compaiono sintomi come forte debolezza, vertigini, nausea, confusione o altri segnali compatibili con un malessere da calore, una bottiglia ghiacciata davanti al ventilatore non è ovviamente una soluzione: bisogna spostarsi in un luogo fresco e seguire le indicazioni sanitarie appropriate.
Per raffreddare casa conta soprattutto impedire al calore di entrare
Se l’obiettivo è mantenere effettivamente più fresca una stanza, alcuni accorgimenti hanno una base decisamente più solida del trucco della bottiglia.
L’OMS e l’NHS consigliano durante il giorno di chiudere finestre, tende, persiane o tapparelle quando all’esterno fa più caldo, in modo da limitare l’ingresso della radiazione solare e dell’aria rovente. Le finestre possono poi essere aperte la sera e durante la notte, quando la temperatura esterna scende al di sotto di quella interna.
Ridurre le fonti di calore presenti in casa può essere altrettanto utile. Elettrodomestici, forno e altri dispositivi producono calore durante il funzionamento; il Dipartimento dell’Energia statunitense suggerisce, per esempio, di preferire durante l’estate sistemi di cottura che producano meno calore rispetto al forno tradizionale quando possibile.
Nelle ore più fresche si può invece sfruttare la ventilazione naturale creando correnti d’aria tra finestre poste su lati diversi dell’abitazione, quando la configurazione della casa lo permette.
Quindi, la bottiglia ghiacciata funziona oppure no?
Se l’obiettivo è raffreddare sensibilmente un’intera stanza, la risposta è sostanzialmente no. Una bottiglia d’acqua congelata dispone di una capacità limitata di assorbire calore e non dispone di un sistema capace di trasferirlo continuamente fuori dall’abitazione, come avviene con un condizionatore.
Se invece l’obiettivo è ottenere per un po’ un flusso d’aria leggermente più fresco vicino al ventilatore, allora il trucco può avere un effetto percepibile, soprattutto restando nelle sue immediate vicinanze.
Più che un condizionatore fai-da-te, insomma, è un sistema di raffrescamento molto localizzato e temporaneo. Può regalare un po’ di sollievo nelle serate calde, ma quando le temperature diventano elevate la strategia più efficace resta ridurre l’ingresso di calore durante il giorno, ventilare la casa quando fuori è più fresco e, nelle situazioni di caldo intenso, cercare ambienti adeguatamente climatizzati.
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Marco Crisciotti
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