ALESSANDRIA -In un tempo in cui l’intelligenza artificiale sta portando una vera e propria rivoluzione nel lavoro, nelle relazioni, nell’accesso alla conoscenza e nei processi decisionali, il digitale deve essere sostenibile. Per rispondere a questo quadro sempre più urgente, Amapola Società Benefit diventa sostenitrice di Sloweb APS, associazione impegnata nella diffusione di un uso responsabile degli strumenti informatici, del web e delle applicazioni Internet.
La riflessione sull’impatto delle tecnologie è entrata con forza anche nel dibattito pubblico e sociale, fino a essere richiamata da una recente Enciclica dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e persona umana. In questo contesto, la nuova collaborazione nasce dalla volontà di contribuire alla crescita di una cultura della sostenibilità capace di includere la dimensione digitale. Un ambito che tocca ogni impresa, ogni istituzione e ogni comunità: dalla sicurezza dei dati al tecnostress, dai consumi energetici dei data center all’accessibilità dei servizi, dalle implicazioni sull’evoluzione delle professioni alle domande etiche poste dall’intelligenza artificiale.
Due percorsi complementari
Amapola è una società di consulenza specializzata in sostenibilità, con sede ad Alessandria, Milano e Torino, che dal 2009 accompagna imprese e organizzazioni nella costruzione di strategie e progetti capaci di rendere la sostenibilità concreta, comprensibile e condivisa con gli stakeholder. Diventata Società Benefit nel 2021, con i suoi obiettivi di beneficio comune intende contribuire alla diffusione della cultura della sostenibilità su tutti i fronti.
Sloweb APS promuove un uso responsabile, consapevole e partecipativo del digitale, dello sviluppo software e delle infrastrutture IT. Attraverso attività di divulgazione, sensibilizzazione, formazione, advisory e pubblicazioni, l’associazione rappresenta un punto di riferimento in Italia per chi intende interrogarsi sugli impatti ambientali, sociali ed etici delle tecnologie.
L’azione delle due realtà è complementare: Amapola porta la propria esperienza nei percorsi ESG, nella comunicazione responsabile e nello stakeholder engagement; Sloweb contribuisce con competenze specifiche sul digitale sostenibile e con una rete di professionisti impegnati a diffondere pratiche più consapevoli nell’utilizzo e nello sviluppo delle tecnologie.
Il digitale è materiale
Parlare di sostenibilità digitale significa riconoscere che anche ciò che appare immateriale ha un peso concreto. Come riporta Sloweb, il settore ICT è responsabile di quasi il 4% delle emissioni globali di CO₂, mentre data center e reti assorbiranno in previsione fino al 10% della domanda globale di elettricità. Ma l’impatto del digitale non è solo ambientale: riguarda l’accessibilità, se in Italia il 60% dei siti web non rispetta i requisiti minimi per le persone ipovedenti; il benessere, con il 40% dei lavoratori digitali che soffre di tecnostress; la sicurezza e la governance dei dati, in uno scenario europeo che tra il 2025 e il 2026 ha registrato in media 443 data breach notificati al giorno.
La sostenibilità digitale introduce quindi il principio di responsabilità nella produzione, nella gestione e nell’uso delle tecnologie, considerando hardware, software, servizi informatici e pratiche quotidiane. Un approccio che guarda alle tre dimensioni ESG: ambientale, con attenzione a emissioni, circolarità ed e-waste; sociale, con focus su accessibilità, equità e benessere; di governance, rispetto a sovranità digitale, sicurezza, privacy ed etica.
Tecnologia, persone e bene comune
«L’intelligenza artificiale sta portando nel presente una domanda che non possiamo più rimandare: quale idea di progresso vogliamo costruire?» dichiara Sergio Vazzoler, Co-founder di Amapola. «La sostenibilità non può fermarsi ai processi produttivi, all’energia o alle materie prime. Riguarda oggi moltissimo il modo in cui usiamo dati, piattaforme, algoritmi e strumenti digitali. Sostenere Sloweb significa dare forza a un approccio che unisce responsabilità, senso critico e attenzione alle persone. Perché il digitale, che occupa una parte imprescindibile delle nostre vite, sia davvero sostenibile, deve restare comprensibile, governabile e orientato al bene comune».
«L’utilizzo delle tecnologie digitali è strategico ed essenziale ormai in qualsiasi attività pubblica o privata, non solo nel settore dell’innovazione e della tecnologia ma in tutte le aree di business» afferma Pietro Jarre, tra i fondatori di Sloweb APS. «Deve essere compreso, progettato e governato da chi fa impresa con consapevolezza ed esaminato come un capitolo già significativo, ma destinato a essere sempre più cruciale, nelle politiche di sostenibilità. L’intelligenza artificiale non ha fatto che accelerare e amplificare l’impatto. Per questo come Sloweb APS promuoviamo la sostenibilità digitale e crediamo nell’opportunità delle collaborazioni con società esperte in sostenibilità per rendere concreta la nostra filosofia. Siamo certi che l’attenzione pubblica su questo fronte crescerà molto nei prossimi anni».
Dalla consapevolezza all’azione
Il sostegno di Amapola a Sloweb APS si traduce nella volontà di contribuire alla diffusione di una cultura della sostenibilità digitale capace di parlare alle imprese, alle istituzioni, alle comunità e alle persone. Una cultura che non separa innovazione e responsabilità, ma le tiene insieme: dalla consapevolezza sull’impronta ambientale delle tecnologie alla promozione di comportamenti digitali più sobri e accessibili, dalla governance dei dati alla formazione sull’uso etico e produttivo dell’AI.
In questa prospettiva, il dialogo tra Amapola e Sloweb potrà diventare anche supporto concreto per le organizzazioni che vogliono valutare il proprio livello di maturità digitale, definire policy e linee guida, formare le persone, ridurre gli impatti ambientali dei propri strumenti e integrare la responsabilità digitale nelle strategie ESG. Un percorso che parte dalla cultura e dalla sensibilizzazione e arriva all’operatività, senza perdere di vista il punto centrale: tenere nella giusta considerazione l’impatto delle tecnologie digitali su tutte le dimensioni della sostenibilità.
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Fabrizio Laddago
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