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Nel cuore dei Monti Iblei, nella provincia di Ragusa, Giarratana è un tranquillo borgo barocco che custodisce una memoria storica. È un luogo in cui le storie di chi è partito verso terre lontane si intrecciano con la valorizzazione del centro antico e la promozione delle tradizioni locali.

Da qui continua il nostro viaggio all’interno della Rete dei Musei promossa da ANCI Sicilia, che questa volta ci porta a scoprire uno degli oltre dieci musei dell’emigrazione presenti in Sicilia. È la prima tappa di un percorso che attraversa borghi accomunati da un esodo durato più di un secolo e che oggi torna a parlare attraverso il turismo delle radici: un movimento nuovo, fatto di discendenti che cercano le proprie origini e di comunità che riscoprono il valore della loro storia.

Museo Ibleo dell’Emigrazione: il viaggio della memoria tra lettere, valigie e la colonia in Paraguay

Fiore all’occhiello dell’offerta culturale di Giarratana è il Museo Ibleo dell’Emigrazione. Situato negli ammezzati barocchi di Palazzo Barone, è un punto di riferimento scientifico e documentale. Inaugurato il 20 aprile 2012, espone un ricco patrimonio fatto di lettere autografe, fotografie d’epoca, pannelli esplicativi, filmati d’archivio e le storiche “valigie di cartone” con i biglietti di viaggio delle grandi partenze, ma anche un archivio dati di tutti i giarratanesi emigrati nel mondo.

Tra i passaggi più toccanti dell’allestimento figura la sezione dedicata alla tragedia di Marcinelle, con i cinque siciliani che persero la vita insieme agli altri i 131 minatori italiani, attratti dalle opportunità economiche che offriva il Belgio.

Particolarmente affascinante è la sezione dedicata alla riscoperta della colonia iblea nel Paraguay. Nel 1899, circa 254 famiglie siciliane partirono per fondare la Colonia Trinacria. Sebbene il progetto coloniale originario, guidato dall’avvocato Giuseppe Paternò De Stefano, sia poi fallito, le radici iblee sono rimaste vive nel cuore dell’America del Sud e continuano a essere oggetto di ricerche e scambi culturali.

Per il sindaco di Giarratana, Bartolo Giaquinta, “la Rete dei Musei promossa da ANCI Sicilia è fondamentale perché dà ai musei di un piccolo comune una visibilità straordinaria. Per noi – dice – questi luoghi rappresentano la memoria viva del territorio, dal ricordo delle grandi migrazioni del passato fino alla ricostruzione del nostro borgo agricolo”.

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Giaquinta sottolinea anche un aspetto che oggi sta diventando decisivo: grazie alla Rete, chi arriva a Giarratana per cercare le proprie origini, spinto dal turismo delle radici, non si limita a visitare il museo dell’emigrazione. La Rete dei Musei di ANCI Sicilia permette di entrare in un territorio, scoprirne il centro storico, le tradizioni, la vita quotidiana. E di capire come la comunità si è trasformata nel tempo.

Il Museo a cielo aperto del “Cuozzo”

Abbinata spesso alla visita al Museo Ibleo dell’Emigrazione, c’è la passeggiata verso la parte più alta e antica del paese, denominata “u Cuozzu”, dove la storia esce dalle teche per farsi spazio urbano ed etno-antropologico. Riconosciuto dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, il Museo a Cielo Aperto trasforma le viuzze e le antiche abitazioni del borgo in un diario vivente degli usi e costumi locali.

Negli ambienti allestiti con arredi e attrezzi autentici è possibile ammirare la ricostruzione della vita familiare dell’Ottocento: dalla tipica culla sospesa “a naca a vientu” agli strumenti della masseria come “u quararuni” per la ricotta e gli aratri tradizionali, passando per il mercato, la sartoria e la vecchia bottega (“a putia”). È in questa cornice che ogni anno, nel periodo natalizio, prende vita il Presepe vivente di Giarratana. I cittadini indossano abiti d’epoca e rianimano gli antichi mestieri lungo un percorso illuminato a lume di candela che sale fino ai ruderi del Castello dei Settimo.

L’Antiquarium e le radici antiche: il patrimonio archeologico millenario di Giarratana

L’offerta culturale di Giarratana non si ferma alla storia recente. Negli spazi di Palazzo Barone trova posto anche l’Antiquarium archeologico, che custodisce importanti reperti di epoca romana e preromana.

Il territorio giarratanese, inoltre, ospita l’area di Calaforno, sede di un insediamento preistorico risalente a oltre 4.500 anni fa con un ipogeo unico per estensione nel Mediterraneo. A ciò si aggiungono i resti di una villa romana del II secolo d.C., oggetto di interventi di scavo e valorizzazione finanziati con fondi europei per la piena fruibilità.

Un viaggio a Giarratana, però, non può prescindere dalla scoperta delle sue eccellenze gastronomiche. La regina incontrastata è la celebre cipolla, varietà dolce, schiacciata e di grandi dimensioni.

Nata oltre 35 anni fa su intuizione dell’allora parroco padre Cavalieri, la Sagra della Cipolla che si svolge ad agosto è oggi un evento di grande richiamo. Una nuova generazione di giovani imprenditori sta oggi rilanciando il prodotto con lavorazioni innovative, come creme dolci, cipolla alla grappa e agrodolce, ma anche al limone o al peperoncino, affiancate dalla coltivazione dello zafferano puro e degli aromi Iblei.

Tra i prodotti da forno spiccano le tradizionali focacce salate con cipolla e pomodoro o cipolla e ricotta, mentre nell’arte dolciaria il fiore all’occhiello è il tipico torrone bianco e morbido preparato con albume d’uovo, mandorle e pistacchi, giunto alla terza generazione di mastri torronai.

Integrazione e ritorno alle radici: il nuovo volto dell’accoglienza di Giarratana e i discendenti d’oltremare

Negli ultimi anni Giarratana sta vivendo un fenomeno nuovo. Al contrario di quanto accadeva in passato, il paese prova a ripopolarsi grazie ai discendenti degli emigrati che arrivano soprattutto dal Sudamerica, ma anche grazie a molti brasiliani non originari della Sicilia che scelgono di trasferirsi qui per i mesi necessari al riconoscimento della cittadinanza italiana e, nel frattempo, affittano o acquistano casa, frequentano il centro storico, entrano in relazione con la comunità. È una forma di turismo residenziale che sta riportando vita nel borgo.

A questa nuova presenza si affianca un legame che a Giarratana non si è mai interrotto. Ogni 22 agosto la Giornata del Giarratanese nel Mondo riunisce chi è partito e chi torna, creando un ponte tra generazioni e storie diverse. La memoria dell’emigrazione continua così a vivere non solo nei musei, ma nella comunità che ogni anno accoglie i suoi figli e nipoti rientrati dall’estero.

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Alessia Anselmo

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