Nuovo servizio SISDA dell’INPS per chiedere il progetto di vita individuale: chi può presentare domanda, requisiti, province coinvolte e procedura online.
È operativo il nuovo servizio “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, attraverso il quale le persone con disabilità residenti nei territori interessati dalla sperimentazione della riforma possono presentare online la richiesta per avviare l’elaborazione del proprio progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.
Il servizio, attivato dall’INPS nell’agosto 2026, permette non soltanto di inoltrare l’istanza, ma soprattutto di autorizzare l’Istituto a trasmettere direttamente all’Ambito Territoriale Sociale (ATS) competente il certificato di disabilità e le altre informazioni necessarie per dare avvio alla valutazione multidimensionale. Parallelamente è stato attivato un secondo servizio SISDA attraverso il quale gli operatori degli ATS possono consultare e gestire le richieste ricevute.
L’obiettivo è quindi ridurre i passaggi burocratici tra cittadino, INPS e servizi territoriali. Il sistema informatizzato, infatti, raccoglie le istanze e trasmette la documentazione all’ATS, al quale spetta poi avviare la valutazione multidimensionale.
Cos’è il progetto di vita per le persone con disabilità
Il progetto di vita è uno degli strumenti centrali introdotti dal Decreto Legislativo n. 62 del 2024, che ha riformato il sistema di accertamento della disabilità.
Non si tratta di una singola prestazione o di un nuovo bonus. È, piuttosto, un percorso personalizzato costruito intorno alla persona, ai suoi bisogni, alle sue aspettative e agli obiettivi che intende raggiungere.
Secondo la definizione dell’INPS, il progetto serve a individuare in maniera unitaria i sostegni formali e informali necessari per migliorare la qualità della vita, sviluppare le potenzialità della persona e favorirne l’autonomia e la partecipazione nei diversi contesti liberamente scelti.
La persona con disabilità, quindi, non è soltanto destinataria degli interventi, ma partecipa alla costruzione del progetto. Possono rientrarvi, ad esempio, i sostegni sanitari e sociosanitari, l’assistenza sociale, l’inclusione lavorativa, la formazione, l’abitazione, la domiciliarità e gli altri interventi utili a realizzare concretamente i suoi obiettivi.
Va sottolineata, in particolare, la libertà di scegliere dove e con chi vivere e la possibilità dell’interessato di chiedere modifiche e integrazioni al progetto secondo i propri desideri e le proprie aspettative.
A cosa serve il servizio SISDA
La possibilità di chiedere il progetto di vita è prevista dall’articolo 15 del D.Lgs. 62/2024. La normativa è stata modificata nel 2026 proprio per consentire alla persona interessata di presentare all’INPS un’istanza con cui chiedere la trasmissione telematica del certificato di disabilità agli enti competenti per l’elaborazione del progetto di vita. A tale scopo l’INPS deve mettere a disposizione uno specifico servizio informatico, interoperabile anche con eventuali piattaforme regionali.
È da questa previsione che nasce il servizio SISDA, acronimo di Sistema Informativo Salute, Disabilità e Anziani. L’INPS ne ha disciplinato l’utilizzo per i cittadini con il messaggio n. 2550 del 4 agosto 2026, mentre il successivo messaggio n. 2551 riguarda le funzioni riservate agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali.
In pratica, il cittadino avvia il percorso e autorizza l’INPS a far arrivare direttamente all’ATS una parte essenziale della documentazione già in possesso dell’Istituto.
Chi può chiedere il progetto di vita online
Non tutti possono ancora utilizzare SISDA. Nella fase attuale sono necessarie due condizioni: bisogna risiedere in uno dei territori nei quali è in corso la sperimentazione (tra poco ti diremo quali sono) e possedere una delle certificazioni previste.
Può presentare la richiesta chi ha una certificazione rilasciata ai sensi della Legge 104/1992 prima dell’entrata nel nuovo sistema, secondo quanto previsto dall’articolo 35, comma 4, del D.Lgs. 62/2024.
In alternativa, è necessario possedere il nuovo certificato attestante la condizione di disabilità ai sensi del D.Lgs. 62/2024, nel quale risulti almeno una delle seguenti condizioni:
- invalidità civile superiore al 33%;
- residuo visivo non superiore a 1/20 in entrambi gli occhi o nell’occhio migliore, anche con correzione, oppure residuo perimetrico binoculare inferiore al 10%;
- sordità congenita o acquisita nell’età evolutiva con i requisiti indicati dalla normativa;
- necessità di sostegno almeno di livello lieve ai sensi dell’articolo 3, comma 2, della Legge 104/1992;
- per i minori, difficoltà persistenti nello svolgimento dei compiti propri dell’età oppure ipoacusia con perdita uditiva superiore ai limiti previsti;
- per gli ultrasessantasettenni, difficoltà persistenti nello svolgimento delle funzioni proprie dell’età almeno di tipo lieve, corrispondenti a un’invalidità compresa tra il 33,3% e il 66,6%.
Il possesso di questi requisiti permette di presentare l’istanza, ma non comporta automaticamente l’approvazione di un determinato progetto: la sua concreta definizione spetta all’ATS e dipende dagli esiti della successiva valutazione multidimensionale.
In quali province è possibile utilizzare SISDA
Per ora il servizio segue il calendario della sperimentazione della riforma. Il comunicato INPS del 6 agosto 2026 individua i territori nei quali è possibile utilizzare questo canale.
| Avvio | Province |
|---|---|
| 1° gennaio 2025 | Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari, Trieste |
| 30 settembre 2025 | Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza |
| 1° marzo 2026 | Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bergamo, Bologna, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Campobasso, Caserta, Catania, Chieti, Como, Cosenza, Crotone, Cuneo, La Spezia, Mantova, Massa Carrara, Messina, Milano, Pavia, Piacenza, Pordenone, Potenza, Ravenna, Reggio Calabria, Rimini, Roma, Savona, Sondrio, Terni, Torino, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vibo Valentia |
Chi risiede fuori da questi territori non può, allo stato, utilizzare questa specifica procedura SISDA. La riforma della disabilità è destinata comunque a entrare a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.
Chi è escluso dalla domanda
L’INPS prevede per il momento una specifica esclusione per le persone ultrasettantenni non autosufficienti che, secondo i criteri richiamati dall’Allegato 3 al D.P.C.M. n. 159/2013, siano titolari dell’indennità di accompagnamento per invalidità civile o per cecità assoluta.
L’esclusione è collegata alla necessità di coordinare la riforma della disabilità con quella riguardante le politiche a favore delle persone anziane prevista dal D.Lgs. 29/2024.
È importante, dunque, non confondere questa esclusione con il requisito previsto per gli ultrasessantasettenni: una persona che ha superato i 67 anni non è automaticamente esclusa dal progetto di vita; la limitazione indicata dall’INPS riguarda la specifica categoria degli ultrasettantenni non autosufficienti titolari delle prestazioni sopra indicate.
Come presentare la domanda per il progetto di vita
La procedura SISDA è accessibile dal portale INPS nell’area dedicata a “Sostegni, Sussidi e Indennità”, sezione “Per disabili/invalidi/inabili”.
L’accesso avviene tramite identità digitale. Per autenticarsi serve lo SPID almeno di livello 2, la CIE di livello 3 o la CNS; il messaggio INPS n. 2550 contempla inoltre l’accesso tramite eIDAS.
La richiesta può essere presentata direttamente dalla persona con disabilità. Nel caso di un minore può provvedere il genitore. Possono inoltre agire il tutore, il curatore o l’amministratore di sostegno, nei limiti dei poteri attribuiti con il provvedimento di nomina e con le necessarie deleghe per l’accesso ai servizi digitali.
Quali documenti vengono inviati dall’INPS all’ATS
Il vantaggio principale di SISDA è che il cittadino non deve procurarsi e consegnare nuovamente agli uffici una serie di informazioni già detenute dall’INPS.
Con l’invio dell’istanza, infatti, la persona autorizza l’Istituto a trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale competente per il Comune di residenza, oppure all’altro ente individuato dalla normativa regionale, il certificato attestante la condizione di disabilità, le sue eventuali variazioni successive, il questionario WHODAS e i recapiti comunicati dall’interessato.
Terminato questo passaggio, non è l’INPS a elaborare il progetto. Sarà l’ATS a contattare la persona con disabilità e ad avviare il procedimento di valutazione multidimensionale che conduce alla predisposizione del progetto di vita.
Cos’è la valutazione multidimensionale
È questo un passaggio fondamentale. Il progetto di vita non viene costruito soltanto sulla base di una percentuale di invalidità o di una diagnosi medica.
La riforma introduce una valutazione multidimensionale, fondata su un approccio più ampio, che deve considerare la situazione concreta della persona, il suo funzionamento, i bisogni, le capacità, gli obiettivi e il contesto nel quale vive.
Il D.Lgs. 62/2024 prevede che questa fase sia svolta con un approccio multidisciplinare e con la partecipazione della persona con disabilità o di chi la rappresenta, allo scopo di individuare sostegni e accomodamenti ragionevoli necessari per l’effettivo esercizio dei suoi diritti.
È proprio per questo che il progetto viene definito individuale, personalizzato e partecipato.
Cosa possono fare gli operatori degli ATS
Il sistema funziona anche dall’altro lato. Attraverso il servizio “SISDA – Consultazione istanze per il progetto di vita”, gli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali e degli altri enti regionali competenti possono visualizzare le domande ricevute.
L’accesso è riservato agli operatori preventivamente autorizzati dall’INPS mediante il modulo AA17. Una volta entrati nel sistema possono consultare le informazioni e i documenti disponibili, compresi i certificati definitivi, ricercare le pratiche attraverso dati come nominativo, codice fiscale o codice DOMUS e, concluso il procedimento, registrarne l’esito. Le nuove richieste vengono evidenziate con lo stato “Nuova”.
In questo modo SISDA diventa il punto di collegamento informatico tra INPS e servizi territoriali, evitando che l’intero passaggio documentale ricada sulla persona con disabilità.
Si può chiedere il progetto di vita senza passare dall’INPS?
Sì. Questo è un punto importante.
Il nuovo servizio SISDA non elimina l’altro canale previsto dall’articolo 23 del D.Lgs. 62/2024. La domanda per la predisposizione del progetto di vita può essere presentata in forma libera e in qualsiasi momento direttamente all’Ambito Territoriale Sociale competente, oppure all’altro ente eventualmente individuato dalla legge regionale.
La differenza è soprattutto pratica. Con SISDA è l’INPS, previa autorizzazione dell’interessato, a trasmettere telematicamente la documentazione all’ATS; con il canale diretto il rapporto viene invece avviato presso l’ente territoriale.
Pertanto, quando si afferma che la domanda SISDA deve essere presentata telematicamente, bisogna precisare che l’obbligatorietà dell’online riguarda quel particolare canale, non il diritto di chiedere in assoluto l’elaborazione del progetto di vita.
Il progetto di vita è obbligatorio?
No. La scelta se attivarlo appartiene alla persona con disabilità.
L’INPS chiarisce espressamente che chi decide di non avviare il progetto di vita può comunque rivolgersi ai servizi territoriali per chiedere gli interventi e i sostegni disponibili. Inoltre, la mancata richiesta del progetto non incide sull’erogazione delle prestazioni economiche collegate al riconoscimento della disabilità.
Non presentare la domanda, quindi, non significa perdere automaticamente pensioni, indennità o altri trattamenti economici già spettanti.
In sintesi: cosa cambia con SISDA
La novità introdotta nell’agosto 2026 consiste soprattutto nella creazione di un canale digitale unico tra cittadino, INPS e Ambito Territoriale Sociale.
La persona con disabilità che possiede i requisiti e risiede in uno dei territori della sperimentazione può avviare online il percorso; l’INPS trasferisce all’ente competente la documentazione già disponibile; l’ATS prende in carico la richiesta e attiva la valutazione multidimensionale; da questa nasce, con la partecipazione dell’interessato, il progetto destinato a coordinare i sostegni necessari per realizzarne concretamente obiettivi, aspettative e scelte di vita. È esattamente la logica con cui l’INPS presenta i nuovi servizi: meno passaggi amministrativi e una maggiore integrazione fra i soggetti coinvolti.
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Paolo Remer
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