Dieci anni di musica, incontri e contaminazioni. Da questa sera il Mish Mash Festival torna al Castello di Milazzo dal 10 al 12 agosto 2026.
Tre giorni costruiti come un viaggio tra indie, cantautorato, elettronica e club culture, ma anche arti visive, danza e performance. Un percorso che quest’anno assume un significato particolare: dieci anni fa nasceva la scommessa di riportare la musica dal vivo nella provincia di Messina e, insieme, di avvicinare soprattutto i giovani a uno dei luoghi più importanti del territorio.
Oggi quella scommessa ha ottenuto oltre 47 mila presenze nelle prime nove edizioni e più di 130 artisti ospitati, tra cui Gazzelle nel 2017, i Coma_Cose e Frah Quintale 2018, i Pinguini Tattici Nucleari nel 2019. E la lista è davvero lunga. Ma il risultato più difficile è stato forse un altro: aver trasformato il Castello, almeno per alcuni giorni dell’anno, in un luogo riconoscibile anche dalle nuove generazioni.
La musica valorizza il patrimonio cultuale
“Arrivare alla decima edizione rappresenta sicuramente una sfida vinta – afferma Lucrezia Muscianisi, presidente dell’Associazione Culturale Mosaico, organizzatrice del festival –. Non ci aspettavamo di arrivare fin qui o, comunque, non immaginavamo di riuscirci nel modo in cui ci siamo arrivati”.
Il progetto nasceva da due esigenze strettamente legate: riempire un vuoto nella proposta musicale della provincia e utilizzare la cultura contemporanea come strumento per riscoprire il patrimonio storico.
“Volevamo riportare la musica live all’interno di una provincia che ne era praticamente priva e far conoscere soprattutto ai più giovani il territorio di Milazzo e il Castello in particolare. Crediamo di esserci riusciti. Attraverso la musica, come avviene in moltissimi Paesi anche fuori dall’Italia, si può fare valorizzazione del patrimonio culturale. Questo è stato da sempre il nostro modello” chiarisce Muscianisi.
Il Castello non rappresenta, dunque, una semplice ambientazione. È parte del racconto del Mish Mash, luogo di passaggio tra ciò che Milazzo conserva e ciò che prova ancora a costruire. Un principio che ritorna anche nel concept scelto per il decennale, ispirato al viaggio, alla mitologia greca e all’epica omerica, con un richiamo al legame tra la città e la leggenda di Polifemo.
Gli spazi del festival
Gli spazi della Cittadella fortificata saranno articolati attorno a due palchi. Nell’ex monastero benedettino si svolgeranno i warm-up e i dj set, accompagnati dal video mapping immersivo curato da Pixel Shapes. Il piazzale del Duomo ospiterà invece il main stage e i concerti principali.
La musica sarà affiancata dalle arti visive e performative. Nei tre giorni sarà presentato La tela di Penelope, spettacolo della compagnia Opificio del Movimento e delle Arti liberamente ispirato all’Odissea. Il viaggio viene raccontato attraverso Penelope, la sua attesa, la perseveranza e la capacità di resistere al tempo e all’assenza.
Il Castello ospiterà anche una mostra celebrativa dedicata ai dieci anni del festival, curata dall’Associazione Mosaico insieme al fotografo Francesco Algeri, e l’opera itinerante dello street artist Andrea Sposari. A completare l’esperienza, installazioni e progetti visivi destinati a dialogare con gli spazi monumentali.
Il programma del 10 agosto
Ad aprire la decima edizione saranno Tutti Fenomeni, Turbolenta, Faccianuvola e Nico Arezzo. Tutti Fenomeni torna sul palco del Mish Mash portando dal vivo anche i brani del nuovo album Lunedì. Al suo fianco, la dj e producer italo-marocchina-algerina Turbolenta, con una ricerca che mette in relazione elettronica e radici nordafricane.
La prima giornata attraverserà inoltre la scrittura musicale di faccianuvola e il percorso artistico di Nico Arezzo, componendo già dalla serata inaugurale quel miscuglio di linguaggi che ha dato il nome al festival.
Oggi, dalle 19.45 alle 21, la Terrazza delle Benedettine ospiterà anche la prima sessione gratuita di yoga guidata da Erika Iannello e realizzata in collaborazione con Naturizia. L’attività è riservata a un massimo di 21 partecipanti. I cancelli saranno aperti dalle 19.30 alle 3.
Il programma dell’11 agosto
La seconda giornata vedrà salire sul palco Yīn Yīn, Sam Ruffillo, Ditonellapiaga e Bouganville.
Gli olandesi Yīn Yīn porteranno al Castello una miscela di psichedelia, funk, disco ed elettronica dal respiro internazionale. Sam Ruffillo condurrà invece il pubblico tra house, disco e sonorità della club culture europea.
Attesa anche Ditonellapiaga, tra le cantautrici più riconoscibili della sua generazione, che arriva a Milazzo con il nuovo capitolo discografico Miss Italia, insieme ai brani che hanno segnato il suo percorso. La lineup della giornata sarà completata dai Bouganville.
Anche l’11 agosto, dalle 19.45 alle 21, sarà possibile partecipare alla sessione gratuita di yoga sulla Terrazza delle Benedettine. Proseguiranno inoltre le installazioni, le attività performative e lo spettacolo La tela di Penelope. Apertura dei cancelli alle 19.30 e chiusura alle 3.
Il programma del 12 agosto
Il terzo e ultimo appuntamento sarà affidato a Tony Pitony, Amore Audio, Le Feste Antonacci e Pufuleti.
Tony Pitony, tra i fenomeni più discussi e seguiti della nuova scena musicale italiana, guiderà la serata conclusiva. Con lui Amore Audio, Le Feste Antonacci e Pufuleti, per un finale che manterrà insieme sperimentazione, ironia, contaminazione e cultura del club.
Continueranno anche nell’ultima giornata le performance di OMA e il percorso artistico costruito negli spazi del Castello. Come nelle serate precedenti, i cancelli resteranno aperti dalle 19.30 alle 3. Il calendario musicale, orari e indicazioni per l’accesso sono disponibili nella pagina informativa dell’organizzazione.
Una lineup costruita durante tutto l’anno
Dietro le tre serate c’è un lavoro che comincia molti mesi prima dell’apertura del Castello. La scelta degli artisti nasce dall’identità musicale del festival, ma deve confrontarsi con disponibilità, tour, agenzie, produzione e sostenibilità.
“Il modus operandi è sempre lo stesso: cominciamo a ottobre – spiega Muscianisi –. Ci sono innanzitutto i gusti personali, ma poi bisogna fare i conti con i rapporti con le agenzie e con i tour degli artisti. La lineup di quest’anno rappresenta tutte le sfaccettature del festival, quel calderone e quel “mish mash” di generi che affrontiamo ogni anno”.
Accanto ai nomi principali trovano spazio anche dj set e progetti emergenti. Il programma comprende Freja, Lodomil & MTM ed Erika De Gaetano, oltre a Claudio Covato, Moyre e Piazza Trento’s, vincitori del contest “Figli delle Stelle”. Una scelta coerente con l’idea del festival come luogo nel quale non si arriva soltanto per ascoltare un artista già conosciuto, ma anche per scoprirne altri.
Dopo i dieci anni, la sfida di una Music Commission
“Dopo il decennale punteremo, anche grazie alla Sicilia Music Conference, ad avere un ruolo più attivo come interlocutori, anche a livello politico – anticipa Muscianisi –. Vogliamo far comprendere alla Regione Siciliana l’importanza di avere una Music Commission e il valore dei festival sul territorio. Vogliamo avvicinare sempre più giovani a un modello diverso da quello del grande concerto negli stadi, che consenta di scoprire nuovi artisti e di valorizzare la scena musicale territoriale e indipendente”.
Il futuro immaginato non coincide con la rincorsa al grande concerto negli stadi, ma con la difesa di un modello differente, capace di mettere in relazione pubblico, artisti e luoghi.
“Vogliamo avvicinare sempre di più i giovani a un modello che consenta di scoprire nuovi artisti e, soprattutto, di valorizzare la scena musicale territoriale e indipendente. Credo che questo sia il ruolo di un boutique festival: far passare dei messaggi ed essere per il territorio uno strumento artistico e promozionale, ma anche un modello sostenibile”.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Valentina Di Salvo
Source link





