Quando il peso dei debiti mette a rischio la serenità familiare e il futuro personale, ogni giorno senza una soluzione può aggravare la situazione finanziaria ed emotiva dell’individuo. Le storie di chi si è trovato stritolato dai debiti non sono più eccezioni, ma rappresentano un fenomeno che riguarda ormai milioni di italiani. Oggi esiste finalmente uno strumento più accessibile e risolutivo per chi rischia di non rialzarsi più sotto il peso dell’insolvenza: la recente evoluzione della normativa permette di affrontare anche casi molto complessi con modalità che prima non erano possibili.
La nuova disciplina in materia di crisi da sovraindebitamento rappresenta un punto di svolta rispetto al passato. Semplifica i percorsi per liberarsi da situazioni finanziarie ingestibili e tutela realmente anche le famiglie che vedono moltiplicarsi le posizioni debitorie tra i propri membri. Ecco perché chi si trova in questa condizione oggi ha più strumenti, tempi più veloci e costi ridotti rispetto al decennio precedente.
I dati ufficiali ISTAT del 2024 indicano che il 23,1% degli italiani è a rischio di povertà o esclusione sociale. Meno dello 0,2% delle persone ha usufruito degli strumenti previsti dalla legge nonostante siano oltre 7 milioni i cittadini interessati dal fenomeno. Questo dimostra quanto la conoscenza e la consapevolezza di questi strumenti sia ancora troppo bassa rispetto alla reale portata del problema.
L’urgenza non è solo individuale ma collettiva: la legge in vigore offre una tutela concreta contro l’impoverimento e una reale possibilità di tornare a una vita normale. Comprendere a fondo il suo funzionamento e la portata delle novità introdotte dal Codice della Crisi d’Impresa può fare davvero la differenza per chi si sente senza via d’uscita e per chi opera nel settore dell’assistenza al debitore.
Come funziona oggi la legge per cancellare i debiti: le principali novità del Codice della Crisi d’Impresa
Con l’entrata in vigore del Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.lgs. 14/2019), si è assistito a un profondo restyling delle procedure dedicate ai soggetti sovraindebitati, cioè privati cittadini, famiglie e imprenditori non fallibili. Le novità più rilevanti hanno riguardato modalità, tempi e costi per accedere a procedure di esdebitazione, restituendo efficienza e umanità a un sistema che prima rischiava di moltiplicare il disagio dei debitori.
La normativa precedente (Legge 3/2012) aveva già aperto uno spiraglio: prevedeva tre strumenti per la gestione dell’insolvenza civile, ma ogni membro della famiglia coinvolto doveva affrontare singolarmente tempi lunghi, costi elevati e percorsi spesso paralleli. Il risultato era, in molti casi, un aggravio di oneri e una minore efficacia.
Con il nuovo impianto normativo, si parla finalmente di procedura congiunta per famiglie. Questa nuova possibilità trova fondamento all’articolo 66 di detto Codice, tra i punti di maggiore impatto per la vita delle persone. In pratica:
- Un solo fascicolo: tutti i membri indebitati della famiglia possono presentare una domanda unitaria, invece di procedure distinte e costose.
- Minori costi e tempi più brevi: la gestione accorpata riduce spese di perizia, compensi professionali e contributi di giustizia, velocizzando le decisioni del Tribunale.
- Un quadro patrimoniale unico: è più semplice per il magistrato (e per la famiglia) valutare correttamente la situazione complessiva.
- Protezione effettiva dei beni necessari: la legge mantiene l’attenzione sul rispetto della dignità e dei bisogni essenziali di chi si trova in difficoltà.
Tecnicamente, il Codice distingue tra “accordo con i creditori”, “piano del consumatore” e “liquidazione controllata”, ciascuno con regole chiare sui requisiti per l’accesso, i tempi e gli effetti sulla posizione patrimoniale del debitore. Tutte le procedure garantiscono la possibilità di ottenere l’esdebitazione, cioè la cancellazione dei debiti residui una volta concluso il percorso richiesto.
Analisi dettagliata delle procedure:
| Accordo con i creditori | Comporta una negoziazione vera e propria tra debitore e creditori, con approvazione del Tribunale; adatto per famiglie e piccoli imprenditori che possono offrire un piano di rimborso parziale ma sostenibile. |
| Piano del consumatore | Riservato a chi ha solo debiti personali, non serve l’approvazione dei creditori ma il giudizio del Tribunale. Particolarmente tutelante per i nuclei familiari di privati cittadini. |
| Liquidazione controllata | Riservata a situazioni di particolare gravità o insolvenza definitiva; implica la vendita dei beni disponibili e la distribuzione del ricavato tra i creditori, con la tutela di una soglia minima di reddito vitale. |
Errore comune: pensare che si sia esclusi dalla procedura in caso di assenza di beni. Al contrario, la normativa riconosce la necessità di tutelare chi vive una situazione reddituale già compromessa, anche attraverso una liquidazione che non comporta l’azzeramento totale delle risorse necessarie per una vita dignitosa.
Un ulteriore errore ricorrente riguarda la mancata valutazione dei debiti “solidali” all’interno della famiglia: la procedura congiunta permette di affrontare anche i casi di mutui cointestati e debiti condivisi eliminando conflitti e doppi iter.
Nel nuovo quadro normativo, la parola chiave è dunque esdebitazione sostenibile: tutte le misure mirano a restituire equilibrio tra diritti del creditore e tutela della persona sovraindebitata. Questo principio è stato rinforzato anche dalla Corte Costituzionale e dalle più recenti circolari degli Uffici di Composizione della Crisi (OCC).
La storia di Domenico, ex artigiano travolto da debiti dopo la chiusura dell’azienda e la perdita del lavoro, dimostra la concretezza dei vantaggi introdotti. Grazie alla liquidazione controllata ha potuto conservare quanto necessario al dignitoso sostentamento e destinare solo il possibile al pagamento dei creditori, alleggerendo il peso complessivo e aprendo una reale prospettiva di uscita dalla crisi.
I vantaggi pratici della procedura congiunta: esempi concreti e casi reali
La possibilità di avviare una procedura congiunta rappresenta il vero salto di qualità della disciplina attuale sul sovraindebitamento. Prima di questa rivoluzione normativa, una famiglia composta da più soggetti indebitati doveva avviare altrettante procedure autonome, con carichi gestionali e psicologici spesso insostenibili. Ora tutto è più lineare e vantaggioso per chi si trova sotto pressione debitoria.
Principali benefici della procedura unica per i nuclei familiari:
- Risparmio economico significativo: il passaggio da procedure separate a una sola comporta riduzione sensibile di:
- onorari dei professionisti incaricati
- costi delle perizie patrimoniali
- contributi di giustizia e oneri ai gestori della crisi
- Tempistica più breve: un solo iter processuale
- Maggiore trasparenza e coerenza: il giudice valuta l’intera situazione familiare e prende decisioni efficaci evitando pareri discordanti da magistrati diversi.
- Vantaggio psicologico: mantenere una visione unitaria dei problemi aiuta a supportarsi a vicenda e a rafforzare la determinazione nel percorso di uscita da una situazione pesante.
Immaginiamo, ad esempio, una coppia alle prese con debiti personali e condivisi: prestiti personali, carte revolving, un mutuo cointestato. Secondo la vecchia disciplina avrebbero dovuto intentare due iter distinti, con rischi di esiti diversi e doppie difficoltà. Ora basta un’unica istanza e il Tribunale valuta globalmente tutto il carico debitorio e patrimoniale del nucleo.
Caso concreto: la storia di Domenico, ex imprenditore costretto a chiudere dopo anni di difficoltà, ulteriormente aggravate da disgregazione familiare e perdita di lavoro. Dopo un calvario di debiti lievitati fino a 160mila euro, ha potuto presentare domanda di liquidazione controllata al Tribunale. Il provvedimento finale gli ha permesso una riduzione superiore al 90% del debito complessivo, garantendo al contempo la sopravvivenza dignitosa per sé e per la sua famiglia. Il meccanismo applicato è lo stesso che le famiglie possono ora utilizzare in via congiunta, secondo la più recente legge.
Numeri e dati dimostrano come queste innovazioni rappresentino una risposta reale a una crisi sociale ampia. Nel solo 2023, infatti, in Italia sono state avviate appena 7.748 istanze formali contro centinaia di migliaia di famiglie bisognose. Il gap rispetto a paesi come Germania e Francia (dove le domande sono dieci volte di più) conferma la necessità di un’informazione più approfondita e di una cultura della prevenzione del sovraindebitamento.
Sintesi operativa degli step della procedura congiunta:
- Analisi e ricostruzione del quadro debitorio completo della famiglia;
- Predisposizione della domanda unitaria presso l’OCC competente;
- Stima degli asset da destinare alla procedura e messa in sicurezza delle somme necessarie per la vita quotidiana;
- Presentazione al Tribunale e nomina del gestore della crisi;
- Avvio del piano di pagamento sostenibile e decorrenza della protezione legale da pignoramenti e azioni esecutive.
Attenzione agli errori ricorrenti: spesso si crede che le procedure siano praticabili solo in presenza di beni o di stipendi elevati: al contrario, la nuova regolamentazione pone la dignità personale e familiare al centro, assicurando “il necessario” alla quotidianità e destinando solo le eccedenze ai creditori.
Susanna Gatti
Susanna Gatti ha studiato legge e possiede una solida formazione in ambito giuridico e fiscale. Nel corso degli anni ha approfondito in particolare le problematiche legate a multe, pignoramenti e controlli fiscali, collaborando con studi legali e realtà aziendali per contribuire all’analisi di situazioni complesse e all’individuazione di soluzioni efficaci.
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