A cura della Redazione.

L’indice Istat FOI del mese di luglio 2026 cresce dello 0,3% su base mensile toccando quota 103,1, con una variazione annuale pari al 2,8%.

L’indice FOI è l’indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati utilizzato per la rivalutazione annuale dei canoni di locazione, dell’assegno di mantenimento per il coniuge, delle pensioni, e in generale per tutte le rivalutazioni di legge.

Ricordiamo inoltre che dal 2026 l’Istat ha introdotto la nuova base di calcolo e che pertanto, a partire da gennaio, l’indice FOI ha ricominciato a crescere dal valore 100. Per questo motivo è assolutamente normale (e non va considerato un errore) il fatto che l’indice attuale risulti più basso rispetto a quelli dell’anno scorso o degli anni precedenti.

Per ottenere un indice omogeneo confrontabile nel tempo, bisogna utilizzare i coefficienti di raccordo pubblicati dall’Istat ogni volta che vi è un cambio della base di riferimento e, naturalmente, tutte le nostre applicazioni di calcolo applicano automaticamente i raccordi tra tutte le basi coinvolte, per qualsiasi intervallo di tempo.

Secondo il comunicato Istat, a luglio 2026, l’inflazione si riduce di un decimo di punto (2,9% dal 3% di giugno) per un rallentamento della crescita dei beni energetici e degli alimentari non lavorati, che si riflette in un rallentamento della crescita del cosiddetto ‘carrello della spesa’.

Dopo quest’ultimo aggiornamento, le percentuali da utilizzare per l’adeguamento annuale degli affitti, che vanno calcolate come variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, considerato il coefficiente di raccordo, risultano le seguenti:

  • 2,1% per le rivalutazioni al 75%
  • 2,8% per le rivalutazioni al 100%.

Tabella riepilogativa (*):

Indice generale FOI 103,1
Variazione percentuale rispetto al mese precedente +0,3
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese dell’anno precedente +2,8
Variazione percentuale rispetto allo stesso mese
di due anni precedenti
+4,3

(*) Per un raffronto con i mesi precedenti consulta la tabella degli ultimi indici istat.

L’indice FOI di agosto sarà pubblicato dall’ISTAT il

16 settembre 2026.


Applicazioni di Calcolo

In seguito alla pubblicazione del nuovo indice Istat abbiamo aggiornato come di consueto tutte le nostre applicazioni di calcolo che ne fanno uso.

Ricordiamo ancora una volta che, per le variazioni annuali Istat, come ad esempio l’adeguamento del canone di locazione, non si deve calcolare la semplice differenza algebrica degli indici ma bisogna determinare la variazione percentuale dell’indice FOI di quest’anno rispetto al valore dell’indice FOI dello scorso anno, riferiti ovviamente allo stesso mese.

Se, come detto, gli indici sono espressi in basi diverse, bisogna tener conto anche dei coefficienti di raccordo tra le basi, operazioni queste che le nostre applicazioni eseguono automaticamente eliminando ogni possibilità di errore.

Per approfondire il metodo di calcolo della variazione precentuale consulta questa pagina.

Di seguito le nostre applicazioni che fanno uso dell’indice Istat FOI:

Nota sull’aggiornamento dell’Indice FOI

L’Istat pubblica una stima provvisoria dei prezzi al consumo a fine mese e fornisce un’indicazione sull’andamento dell’indice NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività).

E’ bene ricordare però che, per tutte le rivalutazioni monetarie di legge, è obbligatorio fare riferimento esclusivamente all’indice FOI definitivo il cui valore ufficiale è pubblicato dell’Istat solo verso la metà del mese successivo a quello di riferimento; per questo motivo bisogna sempre attendere qualche settimana in più per poter calcolare la rivalutazione relativa al mese precedente.

L’aggiornamento dell’indice Istat FOI nelle nostre applicazioni avviene nello stesso giorno in cui l’Istat pubblica il valore dell’indice sul proprio sito istituzionale; il comunicato stampa è diffuso in mattinata e pubblicato sul sito istituzionale dell’Istat, generalmente dopo le 10.

Titoli di Stato

Ad oggi non sono ancora disponibili i rendimenti medi dei BOT ed il valore del rendistato relativi al mese di luglio.

Ne daremo conto in questo articolo quando la Banca d’Italia avrà pubblicato i dati aggiornati.

Comunicato ISTAT

Nel mese di luglio 2026 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una variazione del +0,3% su base mensile e del +2,9% su base annua (da +3,0% di giugno); la stima preliminare era 2,8%.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Energetici non regolamentati (da +13,3% a +11,4%), degli Alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,6%) e dei Servizi vari (da +2,5% a +1,8%); in accelerazione sono, invece, i prezzi degli Energetici regolamentati (da +9,2% a +14,8%), dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,1% a +1,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +3,0%).

Nel mese di luglio l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta da +1,9% a +1,8%.

I prezzi dei beni decelerano (da +3,3% a +3,2%), mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione (da +2,6% a +2,7%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni passa da -0,7 a -0,5 punti percentuali.

Il tasso di variazione tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona scende (da +1,3% a +1,0%), come quello dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +3,9% a +3,4%).

La variazione congiunturale dell’indice generale riflette l’aumento dei prezzi degli Energetici regolamentati (+6,5%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,6%), degli Energetici non regolamentati (+0,5%), degli Alimentari lavorati e dei Servizi relativi all’abitazione (+0,3% entrambi); tali effetti sono solo parzialmente compensati dalla diminuzione degli Alimentari non lavorati (-1,3%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,7% per l’indice generale e a +1,8% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) registra una variazione pari a -1,0% su base mensile, a causa dei saldi estivi di cui il NIC non tiene conto, e a +2,9% su base annua (da +3,0% del mese precedente), confermando la stima preliminare.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale pari a +0,3% e una tendenziale di +2,8%.

A luglio 2026 l’inflazione scende al +2,9% (dal +3,0% di giugno), per effetto soprattutto della dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati e degli Energetici non regolamentati.

Di contro, un sostegno all’inflazione è esercitato dai prezzi degli Energetici regolamentati e di alcune tipologie di servizi. I prezzi dei beni che compongono il “carrello della spesa” rallentano su base annua portandosi al +1,0%, mentre l’inflazione di fondo rimane stabile (a +1,6%).

L’inflazione acquisita a luglio, per il 2026, sale a +2,7%.



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