C’è stato un tempo nel quale per iscriversi al Partito Comunista Italiano occorreva che l’aspirante venisse accompagnato in Sezione da due iscritti che garantissero per lui davanti al Segretario politico. E per essere sicuri della sua fede ideologica, prima della consegna della tessera il Commissario politico sottoponeva l’iscrivendo ad un esame. In tempi recenti le maglie si sono allargate molto: al punto da indurre molti a sospettare che la Segretaria Nazionale Elly Schlein sia sta eletta grazie ai voti portati ai gazebo dai militanti del Movimento 5 Stelle per boicottare Stefano Bonaccini che invece aveva fatto il pieno tra gli iscritti certificati.

A sfiorare il ridicolo, a volte, ci si mette poco. E se non ci fossero di mezzo una delicata vicenda politica nazionale ed un sindaco, nonché ex presidente della Provincia di Latina, ci sarebbe quasi da sorridere. Ma è andata così: il Partito Democratico ci ha messo quattro mesi pieni, per decidere se far aderire, o, meglio, se far tornare a casa, Gerardo Stefanelli, dopo la sua uscita da Italia viva di Matteo Renzi. Ma oggi Stefanelli ce l’ha fatta: è iscritto ai Dem, come confermato da una nota del segretario provinciale, Omar Sarubbo, “sentito il segretario regionale, Daniele Leodori“. 

La via del ritorno

Gerardo Stefanelli

Che ci volesse tanto, nessuno degli osservatori politici se lo sarebbe aspettato. Ma occorre fare un passo indietro. Stefanelli, fino a sette anni fa, era un esponente del Pd, arrivato nei Dem dall’Udc guidata a livello pontino dal compianto senatore Michele Forte, in cui era politicamente cresciuto. Poi, nel 2019, sceglie di uscire dal Pd per aderire a Italia viva. Diventa uno dei fedelissimi di Matteo Renzi.

Stefanelli è sindaco di Minturno, eletto la prima volta nel 2016 e riconfermato nel 2021; e, nel dicembre 2021, viene eletto presidente della Provincia di Latina, da una particolare maggioranza formata da Pd, Fi e civici. Maggioranza che lo sorregge fino al marzo scorso, quando si deve tornare al voto in via Costa. Fi si smarca, e torna nell’alveo del centrodestra. Stefanelli dice no a una ricandidatura provinciale. Qualche giorno dopo convoca una conferenza stampa, in cui annuncia la volontà di tornare nel Pd.

Ai primi di aprile, presenta, in modalità online, sul sito del Pd, la richiesta di iscrizione e di tesseramento. Passa una settimana, ne passano due, passa un mese, ne passano due, ma nulla si sa.

La lunga attesa

Elly Schlein

Si apprende dopo un po’ che da Roma frenano. Il tema è nazionale, ovvero l’intesa del campo largo dell’opposizione al Governo Meloni. E che, tra Iv e Pd in particolare, ci sarebbe qualche screzio per i “cambi di casacca” incrociati. Sul tavolo c’è la vicenda di Marianna Madia, pronta a uscire dal Pd per aderire a Iv. Elly Schlein, segretaria nazionale del Pd, non l’avrebbe presa bene. Arriva la voce relativa a Stefanelli, che per Iv è l’unico sindaco in provincia di Latina, pronto a entrare nel Pd. E Matteo Renzi non la prenderebbe bene.

A Latina, intanto, si freme. Sarubbo, che è sì un fine tessitore ma alla fine è anche un uomo che dai e dai, perde pure la pazienza, prima telefona a Roma, poi scrive anche. Con parole che, secondo indiscrezioni, sarebbero del tenore tipo “che dobbiamo fare?“. Detto in soldoni: qui si rischia il ridicolo.

Due mesi fa, rompe gli indugi e manda una nota alla stampa: “La vicenda va sbloccata. Passa altro tempo. Per fortuna del Pd, la vicenda un po’ si placa e esce dai radar mediatici. Fino a oggi. Con la nota di Sarubbo che conferma: Stefanelli è iscritto.

Sentito il Segretario

Daniele Leodori (Foto: Erica Del Vecchio © Teleuniverso)

Ma Sarubbo fa precedere la nota odierna da una frase che non passa inosservata (anche perché è pure sottolineata): “Sentito il Segretario Regionale Daniele Leodori, che mi ha confermato l’avvenuto rilascio del nulla osta da parte del Partito Democratico Nazionale all’adesione di Gerardo Stefanelli, comunico quanto segue“. Ergo: io ho fatto tutto quello che dovevo, ma la vicenda era sul tavolo nazionale.

C’è un altro motivo dietro al semaforo rimasto rosso per quattro mesi: il rientro di Gerardo Stefanelli va ad alterare gli equilibri interni alle componenti del Partito Democratico in provincia di Latina. Il sindaco di Minturno nel corso della sua prima stagione Dem era in sintonia con il senatore Claudio Moscardelli e con la sua uscita di scena era vicino al consigliere regionale Salvatore La Penna.

Gerardo Stefanelli

Faticosamente, in provincia di Latina è stato ricostruito un equilibrio interno, nel quale la maggioranza della Federazione è nelle mani di Rete Democratica (Claudio Mancini) con una buona presenza degli esponenti di Area Dem. Il ritorno di Stefanelli incide in quegli equilibri: sposta l’asse su Area Dem. Stefanelli non lo dice ma a parlare sono le evidenze: «Non aderisco a nessuna componente: sono amico di Salvatore La Penna che è stato sempre vicino ai problemi di Minturno e sono grato al Segretario regionale Daniele Leodori che mi ha messo nella condizione di tornare a mettere a disposizione del Pd la mia esperienza. I miei riferimenti sono il Segretario Regionale Leodori ed il Segretario Provinciale Sarubbo».

Al di là delle parole: in provincia di Latina da quando è venuta meno la presenza di Enrico Forte la componente di AreaDem non ha più avuto una figura altrettanto di spessore e con altrettanto consenso. La ritrova adesso con l’ingresso di Stefanelli. Che costringe a rivedere gli equilibri interni.

La saggezza di Sarubbo

Seguono a questo punto i baci e gli abbracci di rito. Dice il Segretario Provinciale: “Rivolgo un caloroso benvenuto a Gerardo Stefanelli nella nostra comunità politica. L’ufficializzazione della sua iscrizione rappresenta un passaggio importante, frutto di un percorso di condivisione consolidato sul campo in questi anni di governo insieme nel Comune di Minturno e in Provincia. Gerardo porta con sé una significativa esperienza politica e amministrativa e una conoscenza del territorio che siamo certi saprà mettere a disposizione del lavoro comune“. 

Omar Sarubbo

È un segnale importantissimo: Omar Sarubbo è consapevole del fatto che una presenza come quella di Gerardo Stefanelli sia ingombrante, sia sotto l’aspetto elettorale che quello politico. E che molto probabilmente si collocherà comunque in uno schema romano che non gli è del tutto favorevole. Ma nonostante questo ha lavorato ed ha spinto molto per il pieno e completo ritorno di Gerardo Stefanelli nel Pd. Perché è un valore aggiunto per il Partito: è una percentuale di voto in più che alle prossime elezioni peserà e non poco.

Tradotto: il braccio di ferro è finito. Stefanelli rientra e per adesso i vecchi equilibri politici provinciali restano confermati e inalterati. Sul piano dei voti sarà un’altra cosa, li si giocherà la vera partita amministrativa: Stefanelli si giocherà le carte in vista delle prossime elezioni, pronto a portare benzina nel serbatoio elettorale del Pd. Ma anche a reclamare un posto da pilota in una delle corse che ci saranno da affrontare. Magari senza dover portare due garanti a testimonianza della sua fedeltà.


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