Parliamo del Progetto di riqualificazione del comprensorio sciistico Sellata-Pierfaone ad Abriola che prevede interventi per circa 8 milioni di euro totali. L’intervento, finanziato attraverso il Programma operativo complementare al Por Fesr Basilicata, punterebbe a rilanciare il turismo montano 12 mesi all’anno.
È prevista tra l’altro, l’installazione di una pista in manto sintetico da sci, che permetterà a sciatori professionisti di allenarsi simulando perfettamente le sensazioni della neve vera anche in piena estate. Insomma, una pista lunga 480 metri fruibile 365 giorni all’anno, anche senza neve.
Verranno create 4 nuove aree parcheggio mirate, inclusa un’area di sosta attrezzata per i camper. Queste aree saranno connesse alle piste da nuovi percorsi pedonali pavimentati. È prevista anche una struttura che al piano terra ospiterà locali commerciali dedicati alla promozione dei prodotti tipici locali, mentre al primo piano offrirà servizi di bar, ristorazione e un’area solarium panoramica. Verranno inoltre realizzate strutture prefabbricate dedicate al noleggio sci, al deposito attrezzature.
Oggi ci occupiamo appunto del lotto II della gara indetta dalla Centrale Unica di Committenza tra i Comuni di Tito, Sant’Angelo Le Fratte, Sasso di Castalda e Satriano di Lucania a cui il Comune di Abriola ha affidato la procedura: nuova seggiovia, pista sintetica, lavori civili.
Il proponente del Progetto, ossia il Comune di Abriola, nella figura dell’ingegnere Valentino Fellone, chiede in data 19 maggio 2026, al Dipartimento Ambiente e Energia della Regione Basilicata, l’avvio del procedimento relativamente al progetto di “Interventi Infrastrutturali di Rigenerazione e Riqualificazione degli Impianti Sportivi Esistenti Progetto di riqualificazione dell’area adiacente la pista del Comprensorio sciistico Sellata Pierfaone nel Comune di Abriola. II lotto.”
L’11 giugno 2026, meno di un mese dopo, la Direzione Generale dell’Ambiente del Territorio e dell’Energia della Regione determina il parere favorevole di Valutazione di Incidenza Ambientale, fase di screening, per il Progetto. Veloci vero?
Spieghiamo prima la differenza. La VIncA (Valutazione di Incidenza Ambientale) è l’intera procedura di legge per capire se un’opera o un piano danneggiano un’area protetta, per esempio Natura 2000. Lo screening VIncA è solo il primo livello (o fase iniziale) di questa procedura: cioè un controllo rapido per decidere se l’opera è sicura o se serve un’analisi più profonda. Come vedremo qualcuno ha deciso che l’opera è sicura e non serve un’analisi più approfondita.
Sfogliando i documenti abbiamo avvertito il dovere di fare alcune domande. Nel Formulario modello Screening VIncA presentato alla Regione, c’è scritto che non è previsto alcun abbattimento di alberi. Al contrario, nell’allegato n. 38 al Progetto (Relazione piedilista abbattimento piante), leggiamo che saranno abbattuti 951 alberi. Perché? Di questi tempi gli alberi sono più preziosi che mai.
E ancora, da una parte leggiamo che la morfologia del terreno non sarebbe stata toccata e dall’altra leggiamo che è previsto un tunnel. Come mai? È prevista una pista da sci in materiale sintetico. Che rapporto c’è tra un habitat naturale e il materiale sintetico? Ma al Ministero il proponente ha inviato solo il formulario Vinca screening, o anche tutto il progetto?
Siamo certi che tutta l’area interessata dai lavori sia esterna alla Z.S.C (Zona Speciale di Conservazione)? Certo è che tutta l’area è dentro il Parco Nazionale Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese. Siamo certi che almeno una parte dell’area non rientri nei siti Natura 2000?
Sul versante paesaggistico il Progetto fa riferimento al Piano Territoriale Paesistico ed Ambientale di Area Vasta (P.T.P.A.A.V.) “Sellata–Volturino–Madonna di Viggiano”, un vecchio strumento di pianificazione paesaggistica della Regione Basilicata, datato 1990 e aggiornato con una Variante Generale nel 2005. Un Piano di 36 anni fa, aggiornato 21 anni fa. Sarà mica cambiato qualcosa nel frattempo? Chissà.
L’area ricade nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri ed è soggetta a tutela paesaggistica ai sensi del D.lgs. 42/2004. Purtroppo non esiste un Piano paesaggistico regionale: se fosse esistito, il Progetto Pierfaone sarebbe stato possibile nella forma attuale?
Leggiamo che la Regione ha acquisito soltanto il parere dell’Ente Parco Nazionale Appennino Lucano – Val d’Agri – Lagonegrese. Ci sembra, però, che per la mole di lavori civili e di cosiddetta “riqualificazione” sarebbe stato opportuno ascoltare il parere dell’Arpab, dell’Asl e magari convocare anche una Conferenza di servizio, o semplicemente organizzare una consultazione pubblica, a prescindere dal fatto che la Vinca formato screening non lo prevede. Sul fatto che l’area non rientri in un sito Natura 2000, abbiamo qualche dubbio. Per evitare qualunque problema sarebbe stato opportuno chiedere la Vinca. Ma qualcuno ha fretta.
La nostra curiosità si fa “morbosa” quando scopriamo, che sul sito della Centrale Unica di Committenza non è stata ancora pubblicata la determina di aggiudicazione dei lavori. Non sappiamo chi sono le imprese che eseguiranno le opere del lotto II. Però, magia magia, i lavori sono iniziati. Quali? Quelli per la pista sintetica, 1,39 milioni. Sul totem di cantiere non è indicato il documento di permesso a costruire. Non occorre? Fatecelo sapere. Di fianco al cartello di cantiere per la pista sintetica c’è un altro totem completamente in bianco: ci fate sapere a che serve e perché è lì?
Bene, come spesso avviene, i dubbi vengono soltanto a noi giornalisti. Ecco, circa un mese fa, l’ annuncio in pompa magna della grande opera e sopralluogo alla Sellata di politici e imprenditori. I soliti annunci con la promessa che anche questa “grandiosa opera” segnerà lo sviluppo. In questo caso lo sviluppo del turismo nella montagna lucana. Ce lo auguriamo.
Alla fine dei lavori il Comune di Abriola dovrà affidare la gestione di “tanto ben di Dio”: la seggiovia, la pista da sci, i locali commerciali e tutto il resto. Lo farà con un bando? Probabile. Seguiremo l’iter. Intanto a gioire dovrebbero essere le attività già presenti alla Sellata: l’Hotel Parco ricevimenti Pierfaone, l’Hotel La Maddalena, Hotel Chalet Sellata. Attività che possono crescere ulteriormente grazie al Progetto da 8 milioni finanziato dalla Regione Basilicata con i fondi europei. Un bel circuito di imprese private già attive: dalla Service 2000 Srl, al Consorzio Turistico di Abriola e altri. Questo circuito è dentro un’area più vasta di relazioni? Ci ritorneremo.
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Michele Finizio
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