Una filiera corta 100% made in Italy, soluzioni compatte all’avanguardia sul mercato e un impegno concreto verso la sostenibilità: sono questi i punti di forza di Italclem, azienda che, da quasi cinquant’anni, ha preso a cuore la sicurezza degli impianti grazie a prodotti affidabili e di alta qualità
Italclem nasce nel 1977 dall’esperienza di un team di progettisti specializzati nel settore elettrotecnico. Nel corso degli anni l’azienda ha evoluto il proprio core business, passando dalla produzione di interruttori e prese per uso domestico alla progettazione e realizzazione di interruttori modulari automatici e differenziali, sviluppati per rispondere alle crescenti esigenze di sicurezza e protezione degli impianti elettrici, con costante attenzione all’innovazione.
Oggi Italclem si distingue per una filiera interamente italiana: la produzione è concentrata nello stabilimento di Storo (in Trentino), mentre la progettazione avviene presso la sede di Brescia. Azienda a conduzione familiare e indipendente da grandi gruppi multinazionali, Italclem valorizza la qualità, la competenza e il know-how del Made in Italy.
Barbara Rossi, Responsabile Commerciale Italclem, ripercorre insieme a noi la storia e i punti di forza dell’azienda.
«Italclem opera dal 1977 ed è quindi vicina al compimento del cinquantesimo anno di attività. Da sempre abbiamo un ufficio di progettazione interno e ci occupiamo direttamente della produzione dei nostri prodotti, dallo stampaggio delle parti plastiche al loro assemblaggio, fino alle prove eseguite sul 100% della nostra produzione. Ci avvaliamo anche di una rete in outsourcing per garantirci un’adeguata flessibilità nella realizzazione di sottoassiemi e per poter rispondere adeguatamente ai picchi nella domanda».
Quali sono state le ultime novità dal punto di vista del vostro asset aziendale?
«L’azienda ha una struttura proprietaria su base familiare e siamo quindi indipendenti dai grossi gruppi e dalle multinazionali. Nel corso degli anni abbiamo voluto fermamente – e siamo riusciti – a mantenere la produzione in Italia, operando con due sedi: una sede amministrativa a Brescia e una sede produttiva presso il nostro stabilimento in Trentino».
Quali sono i vostri prodotti di punta?

«Il nostro core business è l’interruttore differenziale magnetotermico compatto, sviluppato e perfezionato secondo le più recenti prescrizioni normative e con l’obiettivo di massima sicurezza e durata nel tempo. Il nostro fiore all’occhiello è il differenziale magnetotermico tipo B, che abbiamo sviluppato sia nella versione bipolare che quadripolare in ingombri particolarmente ridotti: due moduli DIN e mezzo per l’1P+N e quattro moduli DIN e mezzo per il 3P+N. Al momento siamo l’unica azienda a presentare questo prodotto sul mercato italiano.
Un altro prodotto per noi da sempre rappresentativo è il differenziale magnetotermico quadripolare in soli quattro moduli DIN, che abbiamo progettato nell’ormai lontano 1997, e possiamo dire con orgoglio di essere stati tra i primissimi a presentare sul mercato questo tipo di soluzione. Inizialmente proposto come tipo AC, è stato affiancato dopo poco tempo dal tipo A e, lo scorso anno, abbiamo sviluppato anche la versione in quattro moduli del tipo F.
Quel che possiamo affermare, in linea generale, è che la qualità non è un’opzione, bensì un must per prodotti destinati alla protezione delle persone. Questo obiettivo per noi diventa sempre più tassativo, per poterci realmente differenziare come produttore italiano in un mercato dove operano players che producono letteralmente in tutto il mondo».
Verso quali tendenze si sta muovendo il mercato di vostra competenza?
«Il mercato di destinazione degli interruttori di protezione si sta ampliando in direzioni diverse dal tradizionale binomio “domestico” e “industriale”; dal mondo delle energie alternative all’efficientamento energetico, fino alle opportunità offerte dai data center, il mercato degli interruttori magnetotermici e differenziali si sta evolvendo velocemente. Basti pensare al classico centralino domestico che, da una semplice protezione con un interruttore differenziale tipo AC, richiederebbe ora un differenziale tipo F per poter davvero proteggere tutto quanto è installato in un’abitazione (elettrodomestici con inverter, condizionatori d’aria, PC, etc.)».
Ci sono novità di prodotto previste nei prossimi mesi?
«La gamma dei prodotti CLEM è sempre stata profondamente canalizzata nei prodotti modulari DIN, con particolare enfasi sugli interruttori differenziali. Il nostro obiettivo è quello di ampliare la gamma introducendo ulteriori accessori e articoli che rendano l’offerta più completa e attraente per una platea sempre più vasta».

In che modo Italclem integra la sostenibilità ambientale nella progettazione e produzione dei propri interruttori?
«L’azienda è da sempre particolarmente attenta all’impatto ambientale della propria attività e dei propri prodotti. Abbiamo recentemente eliminato le plastiche con alogeni dai nostri interruttori, orientandoci su polimeri halogen free. Inoltre, cerchiamo di abbracciare sempre più il concetto di economia circolare, assicurando prodotti di qualità che, oltre a impattare sulla sicurezza degli utilizzatori, hanno anche una lunga durata nel tempo, con evidente impatto sul loro ciclo di vita e minimizzazione dei rifiuti. Meno prodotti guasti da sostituire significano meno spostamenti inutili da parte di chi li deve reinstallare, meno spedizioni di pezzi in garanzia, meno rifiuti da smaltire».
Quali iniziative sono state messe in campo per garantire continuità alla fornitura dei vostri prodotti a rivenditori e professionisti?
«Il mercato elettrico è sempre più invaso da prodotti di origine asiatica, che hanno certamente il grandissimo plus del prezzo come attrattiva principale. La chiave di volta per un’azienda con produzione italiana o europea è quella di saper garantire la continuità delle forniture anche in presenza di shock esterni, situazione ormai all’ordine del giorno.
Prendiamo, ad esempio, quanto è successo durante il COVID 19, o le attuali criticità a seguito della guerra in Iran: riuscire a garantire ai propri clienti la continuità delle forniture è un fattore di successo non indifferente. La nostra catena di fornitura è “corta”, in quanto privilegiamo ampiamente fornitori localizzati in Italia, o comunque in Europa, in modo da accorciare i lead-time e minimizzare il rischio geopolitico. Essendo il prodotto finito realizzato all’interno della nostra fabbrica, questo ci garantisce molta flessibilità nella produzione anche di codici non necessariamente ad alto rigiro, ma che potrebbero essere critici in determinate commesse».

Quali sono i servizi di pre e post-vendita che l’azienda è in grado di offrire ai propri clienti?
«La struttura produttiva di Italclem prevede un rapporto con una solida rete di fornitori e subfornitori, che, affiancati alla produzione nella propria fabbrica, consentono flessibilità nella gestione delle commesse. Inoltre, avendo sia un nostro Ufficio Progettazione interno che la produzione diretta, la nostra conoscenza del prodotto e dei singoli lotti è molto approfondita, garantendo un’assistenza tecnica post-vendita “di prima mano”.
Infine, per quanto riguarda la vendita al cliente finale, questa può avvenire tramite il distributore tradizionale oppure, nelle aree dove il nostro prodotto non è facilmente reperibile tramite GDO, attraverso la vendita diretta dal nostro magazzino alla sede del cliente».
In che modo i vostri prodotti ottimizzano il lavoro degli installatori e dei progettisti? quali i vantaggi nel loro utilizzo?
«Quello che sempre ci ripetiamo è che gli installatori e tutte le aziende che utilizzano il nostro prodotto devono essere messi nelle condizioni di installarlo e poi di potersene “dimenticare”. Questo perché il prodotto funziona nel tempo e chi l’ha installato non deve poi ricevere segnalazioni di malfunzionamenti da sistemare, con conseguente perdita di tempo e tutti i costi (sommersi e non) connessi.
Il nostro obiettivo è quello di offrire ai nostri clienti prodotti e soluzioni di qualità a un prezzo adeguato, fidelizzando il cliente e invogliandolo a riacquistare grazie a fattori molto tangibili.
Inoltre, nello sviluppo di nuovi prodotti e soluzioni cerchiamo sempre di considerare l’aspetto della compattezza, riducendo le dimensioni dei prodotti ove possibile e sempre nel rispetto dell’assoluta sicurezza; si pensi al differenziale magnetotermico 3P+N in quattro moduli DIN, oppure alla versione 63A in soli cinque moduli DIN».
Avete previsto delle promozioni o dei servizi nei confronti degli installatori?
«Stiamo vivendo un momento complesso sul mercato. Le turbolenze sono iniziate da qualche mese, causando considerevoli aumenti nei costi di acquisto delle materie prime. Il nostro sforzo è stato quello di assicurare ai nostri utilizzatori la stabilità dei prezzi fino a luglio, così da evitare spirali inflazionistiche e aumenti a catena. Il nostro obiettivo, nei confronti dei nostri clienti, è quello di essere un partner affidabile e il più possibile stabile, cercando da sempre di dimostrarlo nella gestione dei nostri prezzi di vendita, che devono essere adeguatamente competitivi e non soggetti a cambi repentini».
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