#Finsubito news – Il contributo UDC alla Legge di Bilancio – MARCHE


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Cari Amici, Care Amiche,

la legge di Bilancio 2027 rappresenta un passaggio importante per il futuro del nostro Paese. Una manovra che guarda alle esigenze concrete degli italiani, con particolare attenzione al ceto medio, alle famiglie, ai giovani, ai lavoratori, alle imprese e agli anziani.

Come Unione di Centro esprimiamo grande soddisfazione per l’impostazione della manovra del Governo Meloni e, soprattutto, per il fatto che alcune delle battaglie che portiamo avanti da mesi trovino finalmente spazio nelle scelte dell’Esecutivo.

Per noi la politica deve partire dalla vita quotidiana delle persone: dalle difficoltà di una giovane coppia che cerca casa, dai sacrifici di chi lavora e cresce i propri figli, dalle preoccupazioni degli anziani per le spese sanitarie, fino alle sfide di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori che ogni giorno tengono vive le nostre comunità.

È da queste esigenze che nasce il nostro impegno. Ed è per dare risposte a queste persone che abbiamo lavorato, avanzato proposte concrete e portato avanti le nostre idee all’interno della maggioranza di centrodestra.

C’è un risultato politico che considero particolarmente significativo: l’inserimento nella manovra dell’estensione della cedolare secca agli immobili commerciali.

È una battaglia che l’UDC conduce da tempo e sulla quale abbiamo assunto un’iniziativa parlamentare precisa: ho personalmente presentato in Senato un disegno di legge per introdurre stabilmente la cedolare secca al 21% sulle locazioni degli immobili ad uso diverso dall’abitativo.

Oggi ritroviamo questo principio nella manovra approvata dal Consiglio dei ministri. Una proposta che abbiamo sostenuto con determinazione è diventata parte dell’iniziativa del Governo. È un segnale importante che riconosce il valore del lavoro svolto dall’UDC e che intendiamo consolidare durante l’esame parlamentare.

Non è soltanto una questione fiscale. Significa creare le condizioni per rimettere sul mercato immobili oggi sfitti, aiutare chi vuole aprire un negozio o avviare un’attività, sostenere il commercio di prossimità e contrastare il progressivo impoverimento dei nostri centri storici.

Perché una serranda che si rialza non significa soltanto un locale che torna a essere occupato: significa lavoro, opportunità, sicurezza e nuova vita per un’intera comunità.

Accogliamo inoltre con favore le misure previste per il mercato degli affitti, con la riduzione della cedolare secca al 5% per i nuovi contratti a canone concordato e all’1% per le locazioni agevolate rivolte ai giovani fino a 35 anni. Sono interventi che vanno nella direzione delle proposte che come UDC sosteniamo da tempo, con l’obiettivo di rendere più accessibile la casa e incentivare le locazioni. Nel passaggio parlamentare vogliamo lavorare per migliorare ulteriormente queste misure, prevedendo incentivi specifici per chi rimette sul mercato immobili inutilizzati da almeno due anni. Perché la sfida non è soltanto costruire nuove abitazioni, ma anche riportare in circolo quelle già esistenti, aumentando l’offerta di alloggi a prezzi sostenibili per giovani, famiglie e ceto medio.

La casa, del resto, non è soltanto un bene materiale. È il luogo in cui si costruisce una famiglia, si cresce un figlio, si progettano i propri sogni. Aiutare i giovani a trovare casa significa offrire loro la possibilità di mettere radici, costruire una famiglia e scegliere di restare nel nostro Paese.

Anche sul fronte della natalità e del sostegno alle famiglie, la manovra introduce interventi che guardano al futuro, come il nuovo contributo annuale di 100 euro per i figli fino alla maggiore età e le agevolazioni fiscali rivolte ai giovani lavoratori.

A queste misure si affiancano interventi che interessano direttamente il bilancio delle famiglie, come la prevista esenzione strutturale dal bollo auto per i veicoli che rispettano determinati requisiti di potenza, e una maggiore attenzione alla salute e agli anziani, con nuove risorse per la sanità e strumenti di sostegno alle spese sanitarie degli over 75.

Sono temi che appartengono da sempre alla nostra sensibilità politica. La famiglia, la solidarietà tra generazioni, la tutela dei più fragili, il valore del lavoro e la libertà d’impresa non sono per l’UDC semplici slogan, ma i principi sui quali costruire scelte politiche concrete.

Siamo convinti che sostenere il ceto medio significhi rafforzare la spina dorsale economica e sociale dell’Italia. Significa riconoscere il valore di milioni di cittadini che lavorano, producono, pagano le tasse, crescono i figli e contribuiscono ogni giorno al benessere della Nazione.

La manovra va nella direzione di alleggerire la pressione fiscale, incentivare il lavoro, sostenere le attività produttive e rafforzare le politiche familiari. È un percorso che sosteniamo con convinzione, nella consapevolezza che occorre continuare a lavorare per trasformare ogni impegno in un beneficio concreto.

Naturalmente il percorso legislativo non è ancora concluso. La legge di Bilancio passa ora al vaglio del Parlamento, dove saremo impegnati a difendere e migliorare le misure previste, a cominciare proprio da quelle sulla casa e sulle locazioni commerciali.

L’UDC continuerà a fare la propria parte con serietà, responsabilità e spirito costruttivo, portando nella maggioranza le istanze dei territori, delle famiglie e delle piccole imprese.

Il nostro obiettivo è chiaro: fare in modo che le risorse pubbliche si traducano in maggiori opportunità, meno ostacoli e risposte concrete per chi ogni giorno contribuisce alla crescita dell’Italia.

Perché una buona politica non si misura soltanto dalle parole che pronuncia, ma dalle proposte che riesce a trasformare in realtà. Ed è su questa strada che l’UDC vuole continuare a essere protagonista.

LEGGI LE SLIDE SULLA MANOVRA

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SOCIAL E MINORI: LO STOP DELL’EUROPA È INACCETTABILE. I NOSTRI RAGAZZI NON POSSONO ASPETTARE

Un anno nella vita di un adolescente può fare la differenza. Per questo considero inaccettabile la decisione della Commissione europea di chiedere un rinvio di dodici mesi alle iniziative legislative nazionali per regolamentare l’accesso dei minori ai social network.

Comprendo la necessità di definire regole comuni a livello europeo, ma la salute e la sicurezza dei nostri figli non possono aspettare i tempi della burocrazia di Bruxelles. Ogni giorno milioni di ragazzi sono esposti ai rischi del cyberbullismo, della dipendenza digitale, dei contenuti violenti e di algoritmi progettati per catturare continuamente la loro attenzione.

Come UDC abbiamo scelto di affrontare questa emergenza con una proposta di legge concreta, fondata su tre principi: divieto di accesso ai social sotto i 14 anni, percorsi gratuiti e certificati di educazione digitale tra i 14 e i 16 anni e maggiori responsabilità per le piattaforme, con sistemi efficaci di verifica dell’età.

Non possiamo lasciare sole le famiglie in questa sfida educativa. La politica ha il dovere di intervenire, mettendo al centro la tutela dei più giovani e accompagnandoli verso un utilizzo consapevole e sicuro delle nuove tecnologie.

Venerdì 13 novembre, alle ore 20, a Palazzo Marconi di Sandrigo, in provincia di Vicenza, presenteremo pubblicamente la nostra proposta, coinvolgendo amministratori, esperti, mondo della scuola e famiglie. Porteremo questa battaglia anche in Senato, perché vogliamo trasformare le nostre idee in risposte legislative concrete.

All’Europa chiediamo di accelerare, non di frenare. La protezione dei minori non è una questione di destra o di sinistra, ma una responsabilità che riguarda tutti.

Il nostro principio è semplice: PRIMA SI IMPARA, POI SI ACCEDE. Perché proteggere i nostri ragazzi oggi significa costruire una società più libera, consapevole e sicura domani. SCOPRI DI PIÙ SUL MIO DISEGNO DI LEGGE

OSPITE DI AGORÀ SU RAI3. I GIOVANI CHIEDONO UN FUTURO: SERVONO RISPOSTE CONCRETE

Venerdì mattina sono intervenuto ad Agorà, su Rai 3, per confrontarmi sulla legge di bilancio, sulle manifestazioni dei giovani e sulle grandi sfide sociali ed economiche che attendono il nostro Paese.

I giovani chiedono un futuro e la politica ha il dovere di ascoltarli e dare risposte concrete. Ho ribadito che la protesta è legittima e rappresenta l’espressione di una generazione che vuole essere ascoltata, ma il diritto di manifestare non può e non deve mai trasformarsi in violenza.

La manovra economica del Governo, da 26 miliardi di euro, non può certamente risolvere tutti i problemi, ma rappresenta un segnale importante di attenzione verso le nuove generazioni e il ceto medio. Penso in particolare agli interventi per la casa, al sostegno alle famiglie e agli incentivi alla natalità, in un Paese che deve affrontare una preoccupante crisi demografica.

Non bastano misure occasionali: servono interventi strutturali e una visione di lungo periodo. Dobbiamo mettere i giovani nelle condizioni di trovare un lavoro, costruire una famiglia, avere una casa e guardare con fiducia al proprio futuro.

Ho sottolineato anche la necessità di ripensare il nostro modello sociale e previdenziale. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento dell’aspettativa di vita e le profonde differenze tra generazioni impongono alla politica di aggiornare regole e strumenti di welfare, adeguandoli a una società profondamente cambiata.

Nel corso del confronto ho richiamato inoltre l’importanza di affrontare con serietà e coerenza i temi della sicurezza, della difesa e della sanità, evitando contrapposizioni politiche strumentali.

La nostra priorità deve essere quella di costruire un’Italia capace di offrire opportunità alle nuove generazioni, sostenere le famiglie e tutelare il ceto medio. Perché dare un futuro ai giovani significa dare un futuro all’intero Paese. GUARDA QUI

ASSEMBLEA CONFARTIGIANATO 2026 A ROMA

Mercoledì scorso ho partecipato a Roma, presso l’Auditorium Conciliazione, all’Assemblea nazionale di Confartigianato, un importante momento di confronto sul futuro dell’artigianato italiano e delle piccole imprese, nell’anno in cui la Confederazione celebra gli 80 anni dalla sua fondazione.

Un appuntamento particolarmente significativo, alla presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha annunciato l’approvazione in Consiglio dei ministri della riforma della legge quadro sull’artigianato del 1985, attesa da oltre quarant’anni da uno dei settori che meglio rappresentano il Made in Italy.

Meno burocrazia, più libertà di organizzarsi e nuove opportunità di crescita per le imprese artigiane, con la possibilità, per quelle attive da almeno sette anni, di aumentare il numero dei collaboratori senza perdere la propria qualifica.

Il presidente Meloni e il centrodestra danno una risposta concreta alle esigenze di migliaia di piccole imprese che ogni giorno creano lavoro, producono ricchezza e contribuiscono alla crescita economica del Paese.

Si tratta di un importante risultato politico che riconosce il valore di un settore profondamente legato alla nostra identità produttiva.

L’Italia è anche il Paese delle piccole botteghe, delle imprese familiari e dei mestieri tramandati di generazione in generazione. Realtà che sostengono l’economia dei territori, custodiscono competenze preziose e rappresentano una risorsa straordinaria per il Made in Italy.

Con questa riforma vogliamo tutelare la tradizione artigiana e offrire alle imprese maggiori opportunità di innovare, crescere e creare occupazione, senza perdere la propria identità.

Nel corso dell’Assemblea ho avuto inoltre il piacere di incontrare importanti rappresentanti del mondo associativo marchigiano.

In particolare, ho incontrato Marco Pierpaoli, segretario di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino, e Lucia Albano, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

MARCHE, 5,8 MILIONI PER LE FAMIGLIE CHE ASSISTONO I PROPRI CARI: IL CENTRODESTRA PUNTA SUL SOSTEGNO AI PIÙ FRAGILI

Un aiuto concreto alle famiglie, agli anziani e alle persone più fragili. La Regione Marche mette a disposizione 5,8 milioni di euro per il 2026 attraverso il nuovo Bando Multileva, destinato a sostenere le famiglie che affrontano le spese delle rette per i propri cari ospitati nelle strutture residenziali sociali e socio-sanitarie.

Una misura importante che si inserisce nel percorso di attenzione alle politiche sociali portato avanti dall’amministrazione regionale di centrodestra, che come UDC sosteniamo e condividiamo.

Il provvedimento prevede un contributo di 250 euro al mese per 12 mesi, fino a un massimo di 3.000 euro per beneficiario, rivolto alle famiglie con un ISEE non superiore a 25.000 euro. Le risorse riguardano l’assistenza a persone anziane, con disabilità o con problemi di salute mentale ospitate nelle strutture autorizzate.

Particolare attenzione viene riservata alle donne caregiver in età attiva, alle quali sono destinati 3,8 milioni di euro del finanziamento complessivo. Un riconoscimento concreto del ruolo di tante donne che, spesso conciliando lavoro e responsabilità familiari, si fanno carico dell’assistenza dei propri cari.

Come UDC riteniamo che la famiglia rappresenti il primo e più importante presidio di solidarietà della nostra società. Per questo condividiamo le scelte che puntano ad alleggerire il peso economico dell’assistenza e a sostenere chi ogni giorno affronta sacrifici per garantire cure e dignità alle persone più fragili.

Il sostegno alle famiglie e ai caregiver è da tempo al centro del nostro impegno politico, sia a livello nazionale sia nei territori. È una responsabilità che le istituzioni devono condividere, affinché nessuna famiglia sia lasciata sola davanti alle difficoltà.

Il bando è aperto fino al 16 novembre 2026 e le domande devono essere presentate all’Ambito Territoriale Sociale di riferimento, secondo le modalità previste dagli avvisi locali. I contributi saranno assegnati sulla base dell’ISEE e fino a esaurimento delle risorse disponibili.

L’attenzione alle famiglie, agli anziani e alle persone più fragili resta una priorità dell’UDC. Continueremo a sostenere, anche nelle Marche, politiche sociali capaci di dare risposte concrete ai bisogni delle comunità, valorizzando la centralità della persona, della famiglia e della solidarietà tra generazioni.

Vi ringrazio per l’attenzione

Buon proseguimento,

Antonio


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