Brescia celebra i farmacisti: viaggio tra storia, futuro e servizio al territorio



L’Ordine dei farmacisti di Brescia ha celebrato la professione con un viaggio retrospettivo negli ultimi vent’anni della farmacia bresciana, attraverso la serata «Oltre la cura – un evento per raccontare la farmacia del futuro tra scienza e persona», a cui ha partecipato anche FarmaciaVirtuale.it. Con la guida del presidente dell’Ordine della provincia di Brescia, dott. Francesco Rastrelli, ha preso forma una serata speciale, dall’evocazione del periodo in cui i farmacisti si chiamavano speziali fino al tempo presente, che li vede moderni professionisti della salute. La celebrazione ha visto accorrere la sera del 4 giugno 2026 i farmacisti nella suggestiva cornice della Chiesa di San Cristo (la “Cappella Sistina” bresciana), alla presenza della sindaca Laura Castelletti, che ha evidenziato il prestigio del luogo, idoneo a dare lustro alla «storia importante» delle farmacie bresciane, «presidio sociale e punto di riferimento dove si incontrano umanità, rigore, preparazione e una tecnologia che avanza» ha detto la sindaca.

Tappe della storia della farmacia bresciana

La serata, tra testimonianze, musica e parole (coronate poi da un momento conviviale nel chiostro), ha condensato tutte le tappe della storia della farmacia bresciana, ma con un faro ben puntato sul futuro, alla luce dei tanti cambiamenti in atto, a partire da quelli legislativi. Davanti agli ospiti d’onore, a partire dal presidente Fofi Andrea Mandelli e dal vicepresidente e assessore a Bilancio e Finanza di Regione Lombardia Marco Alparone, erano presenti tutte le generazioni dei farmacisti bresciani: da coloro che il camice lo indossano da 50 anni, a quelli che lo hanno vestito pochi giorni fa, in un ideale e attento passaggio di consegne. La figura del farmacista si è evoluta nel tempo ed oggi è protagonista assoluta del nuovo concetto di «farmacia presidio di prossimità e umanità». L’evento, che ha connotato l’inizio del giugno bresciano, si è rivelato essere un’esperienza a tutto tondo, culturale e colma di emozioni per chi l’Ordine Professionale lo ha costruito giorno dopo giorno, con abnegazione: la serata si è così rispecchiata nell’accompagnamento artistico della Fondazione Soldano.

«Memoria viva di una comunità professionale»

Il presidente della Fondazione, maestro Daniele Alberti, e il dott. Rastrelli hanno narrato le tappe principali di questo grande percorso, tra note e parole chiave. «La serata è nata attorno all’importante presentazione del volume “La farmacia bresciana nel XXI secolo”, a cura di Marcello Zane», dedicato appunto alla storia degli ultimi vent’anni. Lo ha evidenziato il dott. Rastrelli, sottolineando la ripresa del racconto da dove era stato lasciato nel 2006 e ringraziando i partner dell’evento Federfarma, Qfarma, Teva, EG STADA, Doc. Non sono solo 160 pagine di raccolta cronologica dei fatti, ma «memoria viva di una comunità professionale, percorso condiviso, narrazione di una categoria che ha attraversato le trasformazioni senza perdere la propria identità. Nelle pagine ritroviamo le colleghe e i colleghi che hanno costruito giorno per giorno quel sistema farmacia bresciano, oggi riconosciuto dalla popolazione» ha sottolineato Rastrelli, affiancato da Mandelli nei momenti cardine della serata, anche nel significativo culmine, che ha visto accogliere i neolaureati e rendere omaggio ai colleghi iscritti all’Ordine Professionale da 40 e 50 anni. Colleghi protagonisti dei cambiamenti: le grandi riforme, le trasformazioni normative, la crescita della Farmacia dei servizi, il dialogo con le istituzioni sanitarie, la nascita dei nuovi modelli organizzativi territoriali, il ruolo crescente della formazione universitaria e della collaborazione interprofessionale.

«Mandelli esempio di abnegazione per la categoria»

«Con coerenza verso il concetto di Storia, insieme al maestro Alberti abbiamo scelto come sfondo della serata la Chiesa di San Cristo, per ripercorrere anche la storia della Farmacia bresciana e festeggiare le colleghe e i colleghi che ogni giorno tengono acceso il presidio sanitario, di fiducia e di accoglienza qual è la farmacia» ha affermato Rastrelli, ringraziando apertamente Mandelli come esempio di abnegazione per la categoria e ricordando, in una suggestiva immagine, il «rumore del mondo che ruota attorno a quella croce verde», croce che mai si è spenta durante il Covid.

«Ringraziamento a colleghe e colleghi per il lavoro che fanno, che è servizio pubblico»

Dopo aver chiamato sul palco il Consiglio direttivo per una foto che insieme al ricordo fissasse anche «l’impegno, la qualità, la credibilità che fornite», Rastrelli ha dato la parola al vicepresidente Regione Lombardia, Marco Alparone. «In primis, sono un collega. La mia presenza significa ringraziamento a colleghe e colleghi per il lavoro che fanno, che è servizio pubblico. Ricordiamo che il bilancio della Regione Lombardia per l’80% è bilancio sanitario, dunque il ruolo della farmacia di comunità è un ruolo centrale. Da 24 anni non c’era un Accordo collettivo nazionale per le farmacie e sul ruolo delle farmacie. Io parlo della farmacia come “presidio di comunità”, che risponde a quel bisogno di salute territoriale rispetto al quale Regione Lombardia sta facendo uno sforzo enorme, anche di natura economica. In ogni punto della Lombardia c’è una farmacia di comunità, con professionisti della salute che si prendono carico delle persone. Qual è la farmacia di oggi e quale sarà quella di domani, lo stiamo scrivendo insieme e abbiamo iniziato a farlo nel periodo del Covid. Oggi non è più dispensazione, ma erogazione di quei servizi che diventano prossimità. Quest’anno Regione Lombardia ha un primato di salute, perché le farmacie hanno fatto educazione sanitaria, insegnando ai cittadini l’importanza di vaccinarsi». Alparone ha ricordato i grandi temi innovativi che ruotano attorno ai farmacisti: la telemedicina, il teleconsulto, la prevenzione primaria e secondaria, l’aderenza terapeutica.

«Farmacia vuol dire prendersi cura, fare innovazione»

«Qualcuno in passato ha provato a farci diventare commessi, oggi noi rivendichiamo di essere professionisti della salute sul territorio, non in competizione ma in continuità con ambulatori e ospedali. Farmacia vuol dire prendersi cura, fare innovazione, non più dispensare, ma vedere nel farmaco un pezzo della presa in carico del paziente». Nel suo discorso Alparone ha ricordato le parole di un articolo di un cittadino americano per suggellare il discorso: «Negli Stati Uniti la farmacia è un negozio molto grande in cui entri e non sai con chi parli, in Italia invece voi avete un patrimonio».

«Farmacista di essere ancora protagonista dopo 800 anni di storia»

Accolto da calorosi applausi, Mandelli ha invece spiegato quanto questo 2026 sia importante. «Le problematiche che affrontavamo 20 anni fa indicavano chiaro di puntare sulla professione. Adesso, 20 anni dopo, noi possiamo vaccinare tutti i vaccini erogabili nell’ambito del Piano sanitario nazionale o esplorare con grande forza la telemedicina. In Lombardia possiamo scegliere, abbiamo l’eccellenza assoluta. Sono tanti i progetti che dimostrano la volontà del farmacista di essere ancora protagonista dopo 800 anni di storia. Ma durante il Covid, da parte delle farmacie, è stato dimostrato quel qualcosa in più». Mandelli ha fatto riferimento a quella fermezza, a quella professionalità che per la popolazione, in un cruciale momento, si rivelarono linfa vitale, tanto che oggi «il 50% dei vaccini Covid vengono inoculati dai farmacisti» ha sottolineato, ricordando anche l’apertura della ricetta a 12 mesi per i pazienti cronici. L’evocazione del periodo Covid si è più volte impossessata delle parole dei convenuti e Rastrelli stesso lo ha nominato nel dialogo costruito attorno alla parola-chiave “Storia”, insieme al maestro Alberti: «Il Covid ha posto in evidenza il volto autentico dei farmacisti in ognuno dei 205 comuni bresciani, nel loro insieme la provincia più colpita con Bergamo». Ed è proprio sul concetto di “territorio”, altra parola-chiave della serata, che è stata interpellata Nunzia Vallini, direttore del Giornale di Brescia.

Modello-Brescia

«C’è sicuramente un modello-Brescia, che l’emergenza Covid ha reso evidente. Noi riserviamo fiumi di inchiostro alla farmacia, consapevoli dei concetti di empatia e fiducia che evoca. Assistiamo a una crescita numerica e dei servizi delle farmacie: grazie per essere promotori di una cultura della cura che sa toccare l’anima». La lettura del giuramento dei farmacisti, le note del pezzo iconico di Battiato «La cura», la citazione di Primo Levi, autore de «Il sistema periodico», hanno fatto da emozionante punteggiatura al dialogo tra le figure protagoniste di questi vent’anni, tra le quali era attesa la presidente di Federfarma Brescia, Clara Mottinelli, che con occhio retrospettivo ha ricordato gli ultimi due decenni: «Sembra di aver vissuto un film. In questo luogo, stasera, vi sono passato, presente, futuro della farmacia bresciana, che avete reso un punto di riferimento grazie all’attenzione verso il paziente. Siamo orgogliosi di avere tanti giovani che scelgono la professione e proseguono la strada di questo modello-Brescia».

Sguardo anche alla logistica farmaceutica

Modello cui ha fatto riferimento anche il presidente di Qfarma, Vittorino Losio, al quale Rastrelli ha chiesto come è stato possibile, per i farmacisti bresciani, giungere a una distribuzione del farmaco oggi diventata modello nazionale. «Il nostro percorso è nato con la cooperativa Cef nel 1934, nel retro di una farmacia, e oggi siamo il primo distributore italiano: abbiamo 17 magazzini sparsi sul territorio, serviamo 12mila farmacie, con 30mila consegne e 300mila km giorno. E siamo partiti da una piccola realtà che aveva un ideale: essere al servizio delle farmacie e dei cittadini. Questo è un momento cruciale, siamo reduci dalla fusione per incorporazione di Unico in Qfarma, il cui management è bresciano. Siamo su tutto il territorio nazionale e continueremo ad esserci». Brescia continuerà ad essere un modello, con il suo «esercito di farmacisti, circa 1600, che ogni mattina, nelle circa 390 farmacie bresciane, tante sono quelle della nostra provincia, scendono in campo al servizio di quello che per tutti noi è il bene più prezioso: la Salute» ha scritto Rastrelli nell’introduzione al prezioso volume. E il modo in cui i cittadini potranno contare sui farmacisti sarà sempre diretto e umano, perché, come ha ricordato Mandelli ai neolaureati: «Facciamo una professione che si prende cura delle persone e nessuna Ai potrà mai sostituirvi. La vostra è stata una scelta vincente. E la sfida si sostanzia nella competenza e nel rapporto di empatia con i pazienti. Siate professionisti su una strada che non vi porti a pensare allo scontrino ma al sorriso di coloro ai quali avete risolto un problema, andando verso il futuro con onere e orgoglio».

Alessandra Stoppini


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