Calabria parassita. La sai l’ultima “genialata” di Orlandino col placet di Occhiu’? Un inutile garante (a pagamento!) per chi ha troppi debiti…



ISTITUZIONE DEL GARANTE PER IL SOVRAINDEBITAMENTO E LA CRISI D’IMPRESA

Nella giornata di ieri, il presidente della prima commissione consiliare della Regione Calabria, il mitico Orlandino Greco, ha convocato – ma poi subito rinviato per maggiori approfondimenti — una seduta che prevedeva, tra le altre, l’approvazione della proposta di legge da sottoporre all’approvazione del Consiglio regionale, per l’introduzione di una nuova figura: il garante per il sovra indebitamento e la crisi di impresa, una sorta di coordinatore a supporto dei debitori meritevoli a cui il legislatore, attraverso un sistema articolato di strumenti volti alla prevenzione della crisi e alla gestione delle situazioni di insolvenza, ha già concesso “una ristrutturazione sostenibile dei propri debiti o, nei casi più gravi, l’esdebitazione”.

Ci chiediamo, quindi: a cosa serve questa figura? Per carità, l’intervento normativo di cui si parla, si legge nella proposta, si colloca nell’ambito delle competenze regionali riconducibili a: sviluppo economico e sostegno alle attività produttive; politiche sociali e tutela delle situazioni di vulnerabilità economica; tutela del consumatore; promozione dell’inclusione economica e sociale, quindi non vogliamo certo dire che non c’entra niente o che non si possa fare, ma serve davvero? E se serve, a chi serve?
Nella regione più povera d’Italia e dove si rinuncia ormai anche a curarsi il pensiero preminente è istituire una nuova figura che andrebbe ad aggiungersi ai due nuovi assessori e ai due nuovi sottosegretari? E se per le quattro nuove poltrone ormai il “disegno” è miseramente sfumato con la prospettiva di un rovinoso referendum che la Regione comunque sta seriamente pensando di evitare, non si può dire la stessa cosa per la proposta di legge di Orlandino… Che per il momento ha preso tempo, ma sicuramente tornerà alla carica. E poiché non siamo nati ieri, non ci vuole certo un “profeta” per capire da dove arriva questa “genialata”. In Calabria, ma soprattutto a Cosenza, tutti sanno che il termine “sovraindebitamento” e la parola “debiti” vengono immediatamente associati alla… famiglia Occhiuto. E non parliamo solo di Mario, l’ex sindaco cazzaro, recordman assoluto, ma anche del fratellino Robertino, che ha decisamente seguito le sue orme e tra la Aplus di una ventina d’anni fa ma soprattutto con l’ormai leggendaria vigna “Tenuta del Castello” è diventato un’altra “eminenza grigia” del settore. E per quanto abbia trovato due “polli” come l’ex socio Posteraro e l’imprenditore lucano Renato Vito Bocca che li hanno pagati al posto suo, è di sicuro molto “sensibile” alla materia del sovraindebitamento, per usare un eufemismo…

Ma torniamo al tema principale. Questo signor garante, naturalmente, questo supporto istituzionale per cinque anni mica lo darebbe gratuitamente. Certo che no.
Al paragrafo 3.2 “Quantificazione degli oneri” e ai sensi dell’articolo 9 della proposta di legge, è previsto, infatti, un compenso massimo complessivo annuo pari a € 50.000,00 (40mila per indennità di funzione + 10mila per rimborso spese).
Il sovraindebitamento è un problema reale e grave, anche in Calabria. Ma proprio per questo occorre chiedersi se la soluzione sia davvero l’istituzione di un nuovo Garante regionale.
La normativa nazionale già disciplina il fenomeno attraverso il Codice della crisi d’impresa e gli Organismi di composizione della crisi (OCC). Esistono quindi procedure, soggetti competenti e strumenti per aiutare chi non riesce più a far fronte ai propri debiti.

La proposta calabrese assegna al Garante soprattutto compiti di monitoraggio, informazione, coordinamento e promozione. Funzioni certamente utili, ma che sollevano una domanda: perché creare una nuova figura istituzionale invece di rafforzare gli strumenti che già esistono?
Il garante mi informa, ok…ma poi?
Sono funzioni utili, ma sono anche funzioni che una Regione può svolgere attraverso una struttura amministrativa già esistente (e già remunerata), senza necessariamente creare una nuova autorità indipendente.
La relazione dice che uno dei problemi è la difficoltà di accesso alle procedure da parte delle persone economicamente vulnerabili. Perfetto.
Ma la soluzione proposta è un organismo che costa fino a 50.000 euro l’anno e che non può gestire direttamente le procedure.

Con 50.000 euro si potrebbe, ad esempio, finanziare:
-sportelli di primo orientamento;
-campagne informative;
-contributi per abbattere i costi degli OCC;
-assistenza per la compilazione delle domande;
-servizi digitali;
-attività di prevenzione dell’indebitamento;
-convenzioni con Comuni e associazioni;
-monitoraggio dei tempi degli OCC.
Queste sarebbero ipotesi di politica pubblica.


La proposta prevede, inoltre, un Osservatorio regionale, con compiti in parte sovrapponibili a quelli del Garante. E il nuovo incarico può comportare fino a 50 mila euro l’anno tra indennità e rimborsi.
In una Regione che deve fare i conti con risorse limitate, sarebbe forse più utile destinare quelle risorse direttamente ai cittadini: potenziare gli OCC, ridurre i costi delle procedure, creare sportelli di assistenza e informare chi non sa a chi rivolgersi.
Il problema, dunque, non è stabilire se il sovraindebitamento meriti attenzione. La risposta è ovviamente sì.
La vera domanda è un’altra: prima di creare un nuovo organismo, non sarebbe meglio far funzionare pienamente quelli che già abbiamo?
In Calabria, peraltro, qualcosa già esiste e la Regione non parte da zero. Ha già previsto interventi a favore degli OCC nell’ambito delle politiche contro usura ed estorsione a rischio sovra indebitamento (https://www.regione.calabria.it/approvazione-istanze-avviso-pubblico-per-la-concessione-di-contributi-regionali-finalizzati-al-contrasto-dei-fenomeni-di-usura-ed-estorsione-ex-artt-13-e-14-della-legge-regionale-n-9-del-26/?utm_source=chatgpt.com) e, nel 2025, ha finanziato gli organismi di composizione delle crisi da sovra indebitamento. Questi 50mila euro non si potrebbero aggiungere a queste risorse spesso insufficienti?
Perché un cittadino indebitato non ha bisogno di un’altra istituzione da conoscere. Ha bisogno di qualcuno che gli permetta concretamente di uscire dai debiti e la risposta più efficace potrebbe essere potenziare gli OCC, ridurne i costi, creare sportelli territoriali e fare informazione, anziché creare una nuova autorità che, come tutte le autorità (salvo rare eccezioni) non servono a niente se non a farsi un nuovo “amico” .
Il solito Orlandino insomma. CLICCA IN BASSO PER I DETTAGLI…
www.regione.calabria.it


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