Ammonta a 5,95 miliardi di euro la manovra di bilancio 2027 del Trentino, in aumento del 3,9% rispetto alle previsioni iniziali per il 2026. Si tratta di risorse destinate a far fronte alle sfide di uno scenario internazionale incerto, sostenere famiglie e imprese anche sui costi energetici e accompagnare lo sviluppo. Il bilancio di previsione 2027-29 è stato presentato dal presidente Maurizio Fugatti, dal vicepresidente Achille Spinelli e dagli assessori Simone Marchiori e Giulia Zanotelli alle categorie economiche e alle parti sociali.
«In una fase internazionale complessa, è importante dare risposte alle difficoltà del presente senza perdere di vista le prospettive di sviluppo del Trentino – ha detto il presidente del Trentino, Maurizio Fugatti -. Per questo, attraverso questa manovra, confermiamo gli interventi a sostegno di famiglie e imprese, anche attraverso misure mirate per affrontare l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, e proseguiamo con le politiche di medio-lungo periodo».
Un volume di risorse sicuramente importante, ma che testimonia anche la scarsa efficacia delle politiche di sviluppo economico del Trentino degli ultimi anni, visto che la distanza dal “cugino” Alto Adige si fa sempre più ampia, visto che l’analogo bilancio 2027 “cuba” su valori più alti del 30%, a quota 9,17 miliardi, frutto di strategie di sostegno dell’economia provinciale più efficaci di quelle fatte dalla politica trentina.
In tema di infrastrutture e territorio, oltre alle opere pubbliche già finanziate, per circa 3 miliardi di euro (tra cui il Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino che sta bloccando da anni risorse che avrebbero potuto essere immesse nell’economia locale), si aggiungono 218 milioni sul bilancio pluriennale. Tra gli interventi della manovra figurano 44,6 milioni per l’edilizia sanitaria, 80 milioni per le aziende di assistenza alle persone e ulteriori risorse per la realizzazione del nuovo stadio di Trento e delle altre infrastrutture previste nell’area sportiva di San Vincenzo. Per la salvaguardia del territorio sono previsti 161 milioni.
Sul fronte dei redditi, la manovra 2027 prevede inoltre il rinnovo del contratto del pubblico impiego 2028-30, con risorse che a regime raggiungeranno 150 milioni di euro. Confermate anche le agevolazioni Irpef, che generano un beneficio stimato in 53,5 milioni annui per le famiglie.
Al trasporto pubblico locale sono destinati 132,4 milioni, oltre alle risorse per il servizio urbano. Al servizio sanitario provinciale sono destinati 1.699 milioni di euro; per istruzione sono previsti 864 milioni, mentre cultura e sport ricevono rispettivamente 60,5 e 31,3 milioni.
Il vicepresidente Spinelli ha quindi richiamato gli interventi messi in campo negli ultimi mesi: «con questa manovra iniziamo a tradurre in misure concrete gli obiettivi condivisi di “Trentino 2040”, affiancando agli interventi emergenziali e congiunturali azioni di prospettiva per sostenere crescita e sviluppo. Puntiamo su strumenti incentivanti, capaci di stimolare gli investimenti, l’innovazione delle imprese e l’occupazione, con misure che guardano sia alle esigenze immediate sia alla competitività e attrattività del nostro sistema economico».
Tra le diverse misure, sono stati citati i 50 milioni per l’avvio del nuovo Fondo strategico attivato tramite Euregio Plus a inizio 2027. La manovra prevede poi un contributo di 1 milione di euro l’anno per la copertura di una quota dell’Irpef dei lavoratori qualificati che si trasferiscono in Trentino e un altro milione per un intervento finalizzato a trattenere i giovani laureati, anche se al momento il Trentino non ha ancora recepito la parificazione del trattamento tra liberi professionisti e microimprese per l’accesso alle incentivazioni pubbliche, nonostante l’approvazione del testo unico nazionale già da inizio anno, cosa che contrasta con le velleità di “Trentino 2040” nel volere attrarre alte professionalità.
Per quanto riguarda il sistema dell’università e della ricerca, si confermano gli stanziamenti a favore dell’Ateneo trentino per 145,6 milioni, mentre alle fondazioni della ricerca (Fbk, Fem, e Hit) vanno 86,2 milioni.
La manovra recepisce poi le esenzioni dal bollo auto previste dalla normativa statale, con un impatto di circa 22 milioni di euro sprecando l’occasione garantita dall’Autonomia speciale di fare un passo in più a favore anche di quelle famiglie che hanno una sola auto, ma di potenza superiore al limite statale che agevola solo le utilitarie.
Per quanto riguarda le politiche agricole sono stanziati circa 60 milioni, tra sostegno alle cooperative, zootecnia, irriguo e antibrina, viabilità agricola, rinnovi varietali, commercializzazione dei prodotti trentini, ricerca su fitopatie e gestione del rischio, mentre 4,3 milioni vanno alle attività economiche in zone montane.
Sul fronte delle politiche per la casa, una misura strategica citata riguarda le iniziative sul Sieg, con un budget di 10 milioni per rispondere alla carenza di alloggi per il personale occupato. Per la prima casa sono autorizzati 16 milioni per un nuovo bando di ristrutturazione, che ai aggiunge ai quattro già disponibili a bilancio. Proseguono inoltre gli interventi per le aree a rischio di abbandono, con una terza finestra da 15 milioni. Tra le nuove misure figurano 10 milioni per favorire il recupero degli alloggi Itea (a cui si aggiungono 9 milioni di fondi Fesr) e 2 milioni per le cooperative edilizie a proprietà indivisa.
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