#Finsubito news – Riso da Myanmar e Cambogia, Coldiretti Pavia chiede lo stop alle agevolazioni commerciali




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Coldiretti Pavia chiede alla Commissione europea di sospendere le agevolazioni commerciali per il riso importato da Myanmar e Cambogia, denunciando violazioni dei diritti dei lavoratori e concorrenza sleale.

Riso da Myanmar e Cambogia: stop alle agevolazioni commerciali

Coldiretti Pavia si schiera contro le agevolazioni commerciali riconosciute ai Paesi che non rispettano i diritti fondamentali dei lavoratori e chiede all’Unione europea di intervenire sulle importazioni di riso da Myanmar e Cambogia. Al centro della protesta ci sono le condizioni di lavoro, anche minorile, nei Paesi esportatori, l’impiego di sostanze vietate nell’Unione europea e la concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori italiani.

La richiesta è contenuta in una lettera aperta indirizzata alla Commissione europea e sottoscritta da Coldiretti, Filiera Italia, Effat (Federazione europea dei sindacati dell’alimentazione, dell’agricoltura e del turismo), Farm Europe, Eat Europe e dall’organizzazione agricola spagnola Asaja. L’iniziativa arriva in occasione del 25esimo anniversario di Everything But Arms (EBA), il programma europeo che garantisce ai Paesi meno sviluppati un accesso preferenziale al mercato comunitario.

La posizione di Coldiretti Pavia

L’obiettivo è fare in modo che gli accordi commerciali internazionali non diventino uno strumento che favorisce lo sfruttamento dei lavoratori e penalizza le aziende agricole europee, sottoposte a regole sempre più rigorose sul piano sociale, sanitario e ambientale.

“Un’alleanza tra agricoltori e lavoratori europei per affermare il principio fondamentale che il commercio internazionale deve favorire lo sviluppo e combattere la povertà – sottolinea Silvia Garavaglia (foto di copertina), Presidente di Coldiretti Pavia – e non deve trasformarsi in uno strumento che premia lo sfruttamento del lavoro, anche minorile, e alimenta una concorrenza sleale ai danni delle imprese agricole europee, sottoposte a standard sociali, sanitari e ambientali sempre più rigorosi”.

In aumento le importazioni di riso da Myanmar e Cambogia

Tra i casi indicati dalle organizzazioni firmatarie c’è quello del riso proveniente da Myanmar e Cambogia. Secondo Coldiretti, Filiera Italia e gli altri soggetti coinvolti, in questi Paesi sono state documentate gravi violazioni dei diritti umani, nonostante continuino a beneficiare di condizioni commerciali favorevoli per esportare nell’Unione europea.

“Paesi nei quali sono state documentate gravi violazioni dei diritti umani e che continuano a beneficiare di condizioni commerciali privilegiate per esportare nell’Unione europea – dice ancora il Presidente di Coldiretti Pavia – Una contraddizione aggravata dalla mancanza di trasparenza sull’origine del prodotto per i consumatori”.

A confermare la crescita degli arrivi sono i dati elaborati da Coldiretti sulla base delle rilevazioni Istat. Gli arrivi di riso cambogiano in Italia sono aumentati in quantità del 16% nei primi sette mesi del 2026, mentre quelli dal Myanmar sono cresciuti del 15% nello stesso periodo, rispetto a gennaio-luglio 2025, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

La richiesta alla Commissione europea

La lettera chiede a Bruxelles di applicare concretamente gli strumenti normativi europei contro lo sfruttamento del lavoro. In particolare, le organizzazioni sollecitano l’utilizzo del Regolamento Ue 2026/1395, la cui applicazione è prevista dal 1° gennaio 2027.

La normativa consente di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie nei confronti dei Paesi responsabili di violazioni gravi e sistematiche delle convenzioni internazionali, compresi i casi previsti di ricorso al lavoro minorile o forzato.

Le associazioni chiedono quindi alla Commissione di avviare tempestivamente le verifiche e di attivare le procedure di sospensione delle agevolazioni commerciali quando ne ricorrono i presupposti, senza ulteriori rinvii.

Un altro strumento da attuare è il Regolamento europeo sul lavoro forzato, per il quale le organizzazioni ritengono necessario predisporre fin da subito un sistema di applicazione efficace.

La reciprocità delle regole

Per Coldiretti Pavia il principio della reciprocità deve diventare una condizione essenziale degli scambi commerciali. Non è considerato accettabile che le aziende agricole italiane ed europee debbano rispettare obblighi sempre più stringenti, mentre prodotti provenienti da Paesi con standard differenti continuano a beneficiare di vantaggi nell’accesso al mercato comunitario.

“Non è accettabile che agli agricoltori italiani ed europei vengano imposti obblighi sempre più stringenti mentre si garantiscono vantaggi commerciali a prodotti provenienti da Paesi nei quali non sono rispettati i diritti fondamentali dei lavoratori – sottolinea Silvia Garavaglia – La reciprocità delle regole deve diventare un requisito imprescindibile degli scambi commerciali, tanto più quando sono in gioco la dignità delle persone e i diritti umani come ribadito anche durante la mobilitazione di Coldiretti a Bruxelles per protestare contro l’eliminazione della condizionalità sociale dalla prossima Pac”.

Lotta al caporalato anche sulle importazioni

La battaglia contro lo sfruttamento del lavoro, portata avanti da Coldiretti in Italia attraverso il sostegno alle norme contro il caporalato e alla condizionalità sociale della Politica agricola comune (Pac), secondo l’organizzazione deve estendersi anche alle frontiere europee.

Il rischio evidenziato è quello di adottare politiche di contrasto allo sfruttamento all’interno dell’Unione e, allo stesso tempo, favorirlo indirettamente attraverso le importazioni da Paesi che non garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per Coldiretti e le altre organizzazioni firmatarie, il 25esimo anniversario di Everything But Arms deve rappresentare un’occasione per cambiare direzione: il commercio internazionale deve sostenere lo sviluppo e combattere la povertà, senza premiare lo sfruttamento. La tutela della dignità del lavoro, dei diritti umani e della concorrenza leale viene indicata come una priorità per il futuro degli scambi commerciali europei.


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