Ristrutturare casa e ridurre i consumi energetici potrebbe diventare meno conveniente a partire dal 1° gennaio 2027. Il disegno di legge di Bilancio introduce infatti una novità destinata a incidere sulle scelte di migliaia di famiglie italiane: un tetto unico di 96mila euro per l’Ecobonus, che comprenderà numerosi interventi, dalla sostituzione degli infissi all’installazione di condizionatori a pompa di calore, fino alla realizzazione dei cappotti termici. Una modifica che punta a semplificare il sistema delle agevolazioni fiscali, ma che potrebbe trasformarsi in una penalizzazione per chi intende effettuare una riqualificazione energetica completa della propria abitazione. Se fino al 2026 era possibile usufruire di massimali distinti per diverse categorie di lavori, dal prossimo anno, secondo quanto previsto dal testo della Manovra, tutte le spese ammissibili confluiranno in un unico plafond. Restano invece confermate le percentuali di detrazione già applicate nel 2026: 50% per l’abitazione principale e 36% negli altri casi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa. Le disposizioni, tuttavia, non sono ancora definitive e dovranno superare l’esame del Parlamento.
Ecobonus 2027, come funziona il nuovo limite di 96mila euro
La principale novità riguarda il meccanismo attraverso il quale viene calcolata la spesa massima agevolabile. Attualmente l’Ecobonus prevede soglie differenti a seconda della tipologia di intervento, consentendo ai contribuenti di utilizzare più massimali per lavori diversi realizzati sullo stesso immobile. Con la riforma, invece, il limite complessivo sarà di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare, indipendentemente dal numero di interventi effettuati. Questo significa che la sostituzione delle finestre, l’installazione di una pompa di calore e la realizzazione di un cappotto termico dovranno condividere lo stesso plafond. Per comprendere la portata del cambiamento basta considerare le regole attualmente in vigore. Con un’aliquota del 50%, per gli infissi e le schermature solari è prevista una detrazione massima di 60mila euro per ciascuna categoria, equivalente a una spesa agevolabile di 120mila euro. Per le pompe di calore il limite di detrazione è invece di 30mila euro, corrispondente a 60mila euro di spesa. Dal 2027 queste possibilità verrebbero ridimensionate dall’introduzione del massimale unico, con conseguenze soprattutto per le ristrutturazioni più importanti.
Dagli infissi ai condizionatori: quali lavori rientrano nell’agevolazione
Il nuovo Ecobonus continuerà a riguardare gli interventi destinati a migliorare l’efficienza energetica degli edifici esistenti. Tra i lavori agevolabili figurano la sostituzione di finestre e infissi, l’isolamento di pareti e coperture, la realizzazione di cappotti termici e l’installazione di schermature solari, comprese le tende da sole. Rientreranno nel beneficio anche gli impianti solari per la produzione di acqua calda, gli scaldacqua a pompa di calore, i sistemi ibridi ammessi dalla normativa e i dispositivi intelligenti per la gestione degli impianti domestici. Particolare attenzione riguarda i condizionatori a pompa di calore, che potranno beneficiare della detrazione soltanto quando saranno rispettati gli specifici requisiti tecnici e le condizioni previste per l’intervento, comprese quelle relative alla sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti, ove richiesta. Non sarà quindi sufficiente acquistare un nuovo climatizzatore per ottenere automaticamente lo sconto fiscale.
Cosa succede a chi vuole ristrutturare completamente casa
Le conseguenze più rilevanti potrebbero riguardare le famiglie che intendono realizzare più interventi contemporaneamente. Chi deve soltanto sostituire gli infissi o modernizzare l’impianto di riscaldamento potrebbe non riscontrare differenze significative, purché la spesa rimanga entro il nuovo limite. La situazione cambia quando si affronta una riqualificazione energetica complessiva. Se una famiglia spende 70mila euro per realizzare un cappotto termico, rimarranno soltanto 26mila euro di spesa agevolabile per gli altri interventi, come la sostituzione delle finestre o l’installazione di una pompa di calore. Le eventuali somme eccedenti i 96mila euro non potranno beneficiare della detrazione attraverso l’Ecobonus. Diventerà quindi fondamentale programmare attentamente i lavori, valutando quali interventi effettuare e come distribuire le risorse disponibili.
Prima e seconda casa, confermate le detrazioni del 50% e del 36%
Nonostante la modifica dei massimali, il governo ha scelto di mantenere le aliquote fiscali già previste per il 2026. Anche nel 2027, secondo il disegno di legge, sarà possibile recuperare il 50% delle spese sostenute per l’abitazione principale, a condizione che i costi siano sostenuti dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile. Per le seconde case e per le situazioni che non soddisfano questi requisiti, la percentuale scenderà al 36%. La proroga evita, almeno nelle intenzioni del governo, la riduzione delle agevolazioni che sarebbe scattata dal prossimo gennaio. Senza un intervento legislativo, infatti, le detrazioni sarebbero passate rispettivamente al 36% e al 30%. Non trova invece spazio nella versione della Manovra trasmessa al Parlamento il possibile ritorno dell’Ecobonus al 65%, inizialmente ipotizzato per alcuni interventi particolarmente efficaci nel contenimento dei consumi energetici.
Ecobonus nei condomini, il limite cambia in base agli appartamenti
Regole differenti sono previste per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali. In questo caso, il disegno di legge stabilisce un massimale di 40mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono il fabbricato. Un condominio formato da dieci appartamenti, per esempio, potrà disporre di un plafond complessivo di 400mila euro per gli interventi agevolabili. Il meccanismo interesserà soprattutto i lavori di riqualificazione energetica dell’intero edificio, come l’isolamento delle facciate e delle coperture, imponendo anche agli amministratori una pianificazione più attenta delle spese.
Ecobonus e bonus ristrutturazioni: si possono utilizzare entrambi?
Un aspetto importante riguarda la possibilità di combinare le agevolazioni. Il nuovo tetto dell’Ecobonus rimarrà separato da quello previsto per il bonus ristrutturazioni, che conserva un limite di 96mila euro per unità immobiliare. Le due misure potranno quindi essere utilizzate sullo stesso immobile per interventi differenti, rispettando le condizioni previste per ciascun incentivo. Non sarà invece consentito ottenere una doppia detrazione sulla medesima spesa. Per i lavori che rappresentano la prosecuzione di interventi avviati negli anni precedenti, sarà inoltre necessario considerare le spese già agevolate ai fini del calcolo del massimale, secondo le disposizioni applicabili.
Quanto si può recuperare con l’Ecobonus 2027: gli esempi
Il nuovo limite di 96mila euro non corrisponde alla somma che verrà restituita al contribuente, ma alla spesa massima sulla quale calcolare la detrazione fiscale. Nel caso di un’abitazione principale, applicando l’aliquota del 50%, il beneficio massimo teorico sarà di 48mila euro, da recuperare attraverso dieci rate annuali da 4.800 euro. Per una seconda casa, con una detrazione del 36%, il risparmio fiscale complessivo raggiungerà invece 34.560 euro, distribuiti in dieci quote da 3.456 euro. Si tratta, tuttavia, di importi teorici. Per recuperare interamente la detrazione sarà necessario disporre di una capienza fiscale sufficiente, poiché l’agevolazione potrà essere utilizzata soltanto nei limiti dell’imposta dovuta.
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