#Finsubito news – Fine vita, il Governo impugna la legge del Veneto: cosa succede ora ai malati che hanno chiesto aiuto?


Immaginiamo una persona affetta da una malattia irreversibile, costretta a convivere con sofferenze che considera insopportabili. Dopo mesi di riflessioni, colloqui con i medici e confronti con i familiari, decide di chiedere al servizio sanitario di verificare se possiede i requisiti per accedere al suicidio medicalmente assistito. Proprio mentre attende una risposta, arriva la notizia che il Governo ha impugnato la legge regionale che disciplina quella procedura.

La prima domanda sarebbe inevitabile: e adesso cosa succede?

È questo l’interrogativo che accompagna la decisione del Consiglio dei ministri del 5 novembre 2026 di impugnare davanti alla Corte costituzionale la legge del Veneto sul fine vita. Una vicenda che ha immediatamente assunto rilevanza politica, ma che solleva soprattutto questioni concrete per i pazienti, le famiglie e i professionisti sanitari.

La legge è stata cancellata? No, ed è una differenza fondamentale

Impugnare una legge non significa abrogarla. Il Governo ha deciso di contestarne la legittimità costituzionale, chiedendo alla Consulta di valutare se le disposizioni approvate dal Veneto rispettino i limiti delle competenze regionali.

L’impugnazione, di per sé, non determina la sospensione automatica della norma. Non significa neppure che le richieste eventualmente già presentate debbano essere annullate.

Per chi sta affrontando una situazione clinica complessa, tuttavia, la distinzione tra validità della legge e sua concreta applicazione è importante. Occorre sapere a quale struttura rivolgersi, quali documenti presentare e quali verifiche siano previste.

Che cosa prevede la legge del Veneto

La legge regionale numero 17 dell’8 settembre 2026 disciplina le procedure sanitarie per il suicidio medicalmente assistito, senza modificare i requisiti sostanziali stabiliti dalla giurisprudenza costituzionale.

Prevede che ogni azienda ULSS istituisca una commissione multidisciplinare permanente incaricata di verificare le condizioni del richiedente. Ne fanno parte professionisti con competenze differenti, tra cui palliativisti, neurologi, psichiatri, psicologi, medici legali, bioeticisti e altre figure sanitarie.

La normativa attribuisce particolare attenzione alle cure palliative: chi non le riceve deve essere informato della possibilità di accedervi e, se lo desidera, poterle ottenere con priorità. È prevista anche la possibilità di intraprendere un percorso di sostegno psicologico per valutare consapevolmente le alternative disponibili.

Il procedimento deve svolgersi senza ritardi ingiustificati, tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente. Le attività disciplinate dalla legge sono gratuite.

Chi può chiedere il suicidio medicalmente assistito in Italia?

Non basta essere affetti da una malattia grave o incurabile. La sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale ha individuato quattro condizioni: una patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche giudicate intollerabili, la dipendenza da trattamenti di sostegno vitale e la capacità di prendere decisioni libere e consapevoli.

La presenza dei requisiti deve essere verificata dal Servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico competente.

Un aspetto spesso frainteso riguarda i trattamenti di sostegno vitale. Non si tratta necessariamente soltanto di macchinari come i ventilatori. La giurisprudenza costituzionale ha chiarito che possono rientrarvi anche procedure sanitarie indispensabili al mantenimento in vita, secondo le condizioni individuate dalla Consulta e da valutare nel singolo caso.

Il suicidio medicalmente assistito resta distinto dall’eutanasia attiva: nel primo caso è la persona interessata a compiere autonomamente l’atto finale, nell’ambito delle condizioni previste dall’ordinamento.

Se un paziente ha già presentato domanda, cosa deve fare?

La decisione del Governo non comporta, da sola, l’obbligo di presentare nuovamente la richiesta. Chi ha già avviato un percorso può rivolgersi all’azienda sanitaria territorialmente competente per conoscere lo stato della propria pratica e le modalità con cui proseguiranno le verifiche.

È utile conservare la documentazione clinica, le comunicazioni ricevute e gli eventuali pareri già espressi, chiedendo chiarimenti scritti qualora emergano interruzioni o ritardi.

La presentazione della domanda non garantisce automaticamente l’accesso alla procedura: resta indispensabile l’accertamento individuale delle condizioni stabilite dalla Corte costituzionale.

Perché il precedente della Toscana è importante

Il confronto non nasce oggi. Con la sentenza 204 del 2025, depositata il 29 dicembre, la Corte costituzionale si è pronunciata sulla legge della Toscana, riconoscendo alle Regioni la possibilità di disciplinare aspetti organizzativi e procedurali dell’assistenza sanitaria.

La Consulta ha però dichiarato illegittime alcune disposizioni, tra cui quelle che prevedevano termini troppo stringenti per le verifiche e altre che invadevano competenze riservate allo Stato.

Il precedente dimostra che non basta chiedersi se una Regione possa occuparsi di fine vita. Occorre verificare che cosa abbia regolamentato e fino a dove possa spingersi.

Per il Veneto sarà quindi decisivo conoscere nel dettaglio le contestazioni contenute nel ricorso governativo e attendere le valutazioni della Corte.

Le divisioni politiche e la questione ancora aperta

La decisione ha evidenziato posizioni differenti anche nella maggioranza. Secondo ANSA, Matteo Salvini non ha partecipato alla discussione né alla votazione, mentre il ministro Roberto Calderoli si è espresso contro l’impugnazione.

Luca Zaia ha dichiarato di rispettare la decisione del Governo, rivendicando la scelta del Consiglio regionale. Il presidente veneto Alberto Stefani si è detto convinto che la legge possa superare il controllo costituzionale. Antonio Tajani ha invece richiamato la necessità di una disciplina nazionale approvata dal Parlamento.

Al di là delle posizioni politiche, rimane una questione concreta: come garantire procedure chiare e verifiche rigorose a persone che si trovano spesso in condizioni di estrema fragilità?

La Corte costituzionale ha ripetutamente sollecitato un interventoo del legislatore nazionale. In assenza di una disciplina organica, le differenze organizzative tra territori possono continuare a incidere sulla prevedibilità dei percorsi assistenziali.

Per un paziente, infatti, il problema non è soltanto sapere se esista una possibilità riconosciuta dall’ordinamento. È comprendere chi debba rispondere alla sua richiesta, con quali garanzie e in quali tempi.

Ed è proprio qui che la vicenda del Veneto supera il confronto tra Governo e Regione: quando una persona affronta una malattia irreversibile, anche l’incertezza delle procedure sanitarie diventa una questione che merita risposte.

Fonti

  • ANSA, 5 novembre 2026 – Impugnata la legge del Veneto sul fine vita, il Governo si divide.

  • Regione Veneto, legge regionale n. 17 dell’8 settembre 2026, pubblicata nel BUR n. 120/2026.

  • Corte costituzionale, sentenze n. 242/2019, n. 135/2024 e n. 204/2025.

  • Legge n. 219/2017, norme in materia di consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม