#Finsubito news – Scontro Pd-Forza Italia sul Fondo Investimenti Territoriali


La politica siciliana s’infiamma attorno al perimetro della spesa pubblica regionale e alla gestione dei fondi destinati ai territori. L’asse della contesa riguarda il Fondo per gli Investimenti Territoriali (Fit), la misura approvata dall’Assemblea Regionale Siciliana per l’assegnazione di contributi straordinari agli enti locali. A riaprire le ostilità in maniera frontale è stata la mossa del Partito democratico, guidato nell’isola dal commissario regionale Peppe Provenzano, che ha formulato formale richiesta al governo centrale – nella persona del ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli – per impugnare la norma. Una decisione che ha scatenato la dura reazione del referente regionale di Forza Italia Nino Minardo, provocando a sua volta la contro-replica del deputato regionale Dem Antonello Cracolici.

La mossa di Provenzano: richiesta a Roma per bloccare la norma sulle mancette

A dare il via alla bagarre istituzionale è stato l’intervento di Peppe Provenzano, referente e commissario del Partito democratico in Sicilia. Provenzano ha inviato formale richiesta al ministero per gli Affari regionali per chiedere l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale del Fondo per gli Investimenti Territoriali. Secondo l’esponente dei democratici, lo strumento normativo non risponderebbe a una logica di vera pianificazione strategica per le infrastrutture dell’isola, bensì ad alchimie di spesa clientelare e alla logica delle mancette distribuite ai Comuni vicini alla maggioranza di governo. Per il Pd regionale, l’utilizzo di decine di milioni di euro per micro-interventi a pioggia destina risorse preziose a capitoli secondari – come campi da padel o strutture sportive locali – a scapito delle vere priorità della Sicilia, prime tra tutte l’emergenza idrica e l’ammodernamento dei presidi sanitari.

La replica di Minardo: «Decisione surreale contro lo sviluppo dei Comuni»

La mossa del Pd di sollecitare un intervento censorio da parte di Roma ha provocato l’immediata levata di scudi da parte di Forza Italia. Nino Minardo, deputato nazionale e commissario regionale degli azzurri in Sicilia, è intervenuto per stigmatizzare l’operato dell’opposizione. Minardo ha giudicato «surreale» l’iniziativa intrapresa da Provenzano e dai vertici del Partito democratico, sostenendo che chiedere al governo centrale di bloccare fondi destinati alle comunità locali equivalga a danneggiare direttamente i cittadini siciliani.

Secondo il leader azzurro, le risorse del Fit rappresentano uno strumento concreto e indispensabile per permettere ai Comuni dell’isola di realizzare opere di interesse collettivo, sbloccare cantieri ed erogare servizi essenziali. Bollare tali trasferimenti come «spesa clientelare» viene definito da Minardo un attacco strumentale e pregiudizievole contro il lavoro portato avanti dall’esecutivo regionale per sostenere le amministrazioni comunali.

La contro-replica di Cracolici: «Ci vuole faccia tosta a criticare il Pd»

A stretto giro è arrivata la replica al fulmicotone di Antonello Cracolici, deputato del Partito democratico all’Ars e presidente della commissione regionale Antimafia. Cracolici ha ribattuto punto su punto alle dichiarazioni del commissario di Forza Italia, alzando il tono del confronto. «Ci vuole una bella faccia tosta nel criticare l’iniziativa del Pd», ha dichiarato Cracolici. Il parlamentare dell’Ars ha difeso la scelta di investire del caso i ministeri nazionali, sostenendo che lo Stato ha l’obbligo di esercitare la vigilanza di legittimità sulle leggi regionali.

Secondo Cracolici, la variazione di bilancio che ha istituito e rifinanziato il Fit si rivela penalizzante ed escludente per oltre la metà dei Comuni siciliani, rimasti tagliati fuori dalle risorse solo per ragioni di appartenenza politica. Per l’esponente dem, difendere una norma che distribuisce denaro pubblico secondo logiche di favoritismo politico anziché su criteri trasparenti ed equitativi è l’esatto opposto del fare l’interesse della collettività.

Il nodo politico della spesa pubblica in Sicilia

La contesa sul Fondo per gli Investimenti Territoriali mette a nudo una spaccatura sempre più profonda tra maggioranza di centrodestra e opposizione sul modello di sviluppo e di spesa pubblica da adottare in Sicilia. Se, da un lato, il centrodestra intende difendere l’autonomia della spesa regionale e l’assegnazione rapida di finanziamenti ai territori, dall’altro il Partito democratico promette di proseguire la battaglia nelle sedi istituzionali e contabili per impedire la frammentazione delle risorse pubbliche in micro-capitoli privi di visione strategica. L’attenzione ora si sposta sui ministeri di Roma, chiamati a valutare i profili di legittimità costituzionale del provvedimento regionale.




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