#Finsubito news – Un concerto per la pace



Musica e riflessione nella Basilica di San Francesco

📌 FLASH NEWS –  Il 7 novembre, nella Basilica Superiore, un appuntamento promosso da Pro Animale e organizzato dal Sacro Convento di Assisi intreccia musica, spiritualità e pensiero animalista. Nel segno dell’ottavo centenario francescano, un invito a ripensare il concetto di pace e il rapporto tra esseri umani e animali.

di Antonella Valoroso


La pace non può fermarsi ai confini della specie umana. È questo il messaggio al centro di Un concerto per la pace – Per le nostre concreature, l’iniziativa che sabato 7 novembre, alle ore 21, porterà nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi musica e riflessione sul rapporto tra esseri umani, animali e mondo naturale. Un appuntamento che si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte del santo e che, proprio a partire dalla sua eredità spirituale, propone di allargare lo sguardo sulla fraternità universale, riconoscendo negli animali non semplici presenze al servizio dell’uomo, ma creature con cui condividere il mondo.

Organizzato dal Sacro Convento di San Francesco e promosso da Pro Animale per animali nel bisogno, il concerto nasce da una convinzione che è anche una provocazione: la pace deve essere ripensata. Non soltanto come assenza di conflitto tra gli uomini, ma come responsabilità nei confronti di tutte le forme di vita. Una prospettiva che trova nella figura di Francesco d’Assisi, nella sua relazione con il creato e nella sua capacità di riconoscere una comune appartenenza tra le creature, un riferimento particolarmente significativo.

La musica come linguaggio universale della pace

A dare forma musicale alla serata saranno il mandolinista, liutista e direttore d’orchestra Alon Sariel e il pianista Igor Cognolato, docente al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia. Il programma attraversa epoche e sensibilità differenti, componendo un itinerario musicale nel quale la dimensione spirituale si intreccia con la memoria, la compassione e il dolore.

Si comincia con Prayer di Ernest Bloch e con l’Adagio dal Concerto in re minore BWV 974 di Johann Sebastian Bach, per proseguire con il Lacrimosa dal Requiem di Wolfgang Amadeus Mozart e l’Adagio in sol minore attribuito a Tomaso Albinoni. A completare il percorso, due composizioni del Novecento e della contemporaneità: Elegy for the Arctic di Ludovico Einaudi e il tema da Schindler’s List di John Williams, un repertorio che accosta la meditazione alla memoria delle tragedie umane e alla consapevolezza della fragilità della vita. La musica diventa così uno spazio di raccoglimento e di ascolto, capace di superare le barriere linguistiche e culturali e di richiamare a una responsabilità condivisa.

Dal lupo di Gubbio all’empatia verso gli animali

Accanto alla musica, il concerto sarà accompagnato dagli interventi di tre studiosi che affronteranno, da prospettive differenti, il tema della relazione tra uomo e animale.

L’etologo, filosofo e zooantropologo Roberto Marchesini proporrà una riflessione dal titolo Educare all’empatia, costruire la pace. Dal lupo di Gubbio al nostro rapporto con altri animali. Un richiamo diretto a uno degli episodi più celebri della tradizione francescana, quello del lupo di Gubbio, che nella narrazione agiografica diventa emblema della possibilità di superare la paura e la violenza attraverso il dialogo e il riconoscimento reciproco.

La vicenda del lupo, spesso raccontata come una parabola sulla capacità di Francesco di pacificare una comunità impaurita, offre in questa occasione l’opportunità di interrogarsi sul nostro modo di guardare gli altri animali. L’empatia, in questa prospettiva, non è soltanto una disposizione individuale, ma una competenza da educare e una condizione necessaria per costruire una cultura della pace.

Un solo cuore, contro ogni forma di crudeltà

Il teologo cattolico e filosofo Kurt Remele, esperto di etica sociale e di questione animale presso l’Università di Graz, interverrà sul tema Un solo cuore: crudeltà verso gli animali – crudeltà verso gli esseri umani.

Il titolo richiama direttamente un passaggio dell’enciclica Laudato si’, pubblicata da papa Francesco nel 2015, nella quale il Pontefice sottolineava il legame profondo tra il modo in cui trattiamo gli animali e la qualità delle nostre relazioni con gli altri esseri umani: «Il cuore è uno solo e la stessa miseria che porta a maltrattare un animale non tarda a manifestarsi nella relazione con le altre persone». E ancora: «Ogni maltrattamento verso qualsiasi creatura “è contrario alla dignità umana”» (n. 92). Parole che restituiscono alla questione animale una dimensione che va oltre il tema della protezione e del benessere: il rispetto delle altre creature diventa una misura della nostra stessa umanità. La violenza non è mai un gesto isolato, ma rivela una concezione del mondo e delle relazioni che riguarda l’intera comunità.

A completare gli interventi sarà Thomas Ruster, teologo cattolico e già professore di teologia dogmatica e sistematica presso l’Università Tecnica di Dortmund, con una riflessione dal titolo Francesco, Natan e l’Agnello di Dio. Un contributo che si inserisce nel dialogo tra tradizione biblica, pensiero teologico e sensibilità francescana, ampliando ulteriormente il significato spirituale dell’iniziativa.

La fraternità universale come orizzonte

Nel luogo che custodisce la memoria di Francesco, il concerto assume un valore che va oltre la dimensione artistica. La scelta di dedicare una serata alle «concreature» richiama infatti uno degli aspetti più profondi della spiritualità francescana: il superamento di una visione antropocentrica del creato e il riconoscimento di una parentela che lega ogni forma di vita.

A ottocento anni dalla morte del santo, la sua testimonianza torna così a interrogare il presente. Se la pace è un progetto da costruire, non può prescindere dal modo in cui abitiamo il mondo e ci rapportiamo alle creature che lo condividono con noi. La musica, la riflessione filosofica e teologica diventano allora strumenti per ribadire che non è possibile parlare davvero di pace senza riconoscere la dignità di ogni essere vivente. L’iniziativa del 7 novembre ad Assisi è dunque soprattutto un invito a trasformare la memoria di Francesco in una responsabilità concreta e a riconoscere che la fraternità, per essere universale, deve imparare ad abbracciare tutte le creature.


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