Quali incentivi spettano per la sostituzione della caldaia nel 2026? Guida a Bonus casa, Ecobonus e Conto Termico 3.0 prima del cambio delle aliquote.
30-10-2026
- Nel 2026 il cambio caldaia si finanzia con Bonus ristrutturazione ed Ecobonus (50% sulla prima casa, 36% sugli altri immobili) oppure con il Conto Termico 3.0 del GSE, fino al 65% della spesa.
- La caldaia alimentata solo a gas è esclusa dai bonus: restano agevolabili pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico, mentre per le biomasse valgono regole più severe dal 3 agosto 2026.
- Pagando entro il 31 dicembre 2026 hai la certezza del 50%: la conferma per il 2027 è nel Ddl di Bilancio del 28 ottobre, ma non è ancora legge.
Se devi sostituire la caldaia, nel 2026 puoi detrarre il 50% della spesa sulla prima casa e il 36% sugli altri immobili, ma solo se scegli un impianto ammesso, come una pompa di calore o un sistema ibrido. La caldaia alimentata solo a gas è esclusa dai bonus fiscali. In alternativa puoi chiedere il Conto Termico 3.0, un contributo del GSE che copre fino al 65% della spesa. Le aliquote attuali, fissate dalla legge 199/2025, valgono per i pagamenti fino al 31 dicembre 2026. Dal 2027 scenderebbero al 36% e al 30%, a meno che non passi la proroga inserita nel Ddl di Bilancio approvato il 28 ottobre, che per ora non è legge.
Quali incentivi esistono per sostituire la caldaia nel 2026
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Esistono tre strade per risparmiare sull’acquisto di una nuova caldaia:
- Bonus ristrutturazione: vale il 50% sulla prima casa, se sei proprietario o titolare di un diritto reale come l’usufrutto, e il 36% su seconde case e immobili affittati. Il tetto di spesa è di 96.000 euro per unità immobiliare e la detrazione si recupera in dieci rate annuali.
- Ecobonus: ha le stesse aliquote, ma richiede un impianto più efficiente e l’invio della pratica all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Per l’impianto di riscaldamento la detrazione massima è di 30.000 euro, un limite che con una spesa di 8.000 o 12.000 euro difficilmente tocchi.
- Conto Termico 3.0: non si tratta di una vera e propria detrazione, ma di un contributo del GSE che arriva sul conto corrente, in un’unica soluzione fino a 15.000 euro di incentivo.
Quali caldaie restano escluse dai bonus
Resta esclusa la caldaia alimentata solo a gas o ad altri combustibili fossili, anche se a condensazione e ad alto rendimento. Il blocco nasce dalla linea europea contro gli impianti fossili, che la manovra ha recepito per le spese dal 2025.
Sono invece ammessi:
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- la pompa di calore;
- il sistema ibrido, cioè caldaia e pompa di calore che lavorano insieme;
- il solare termico.
Stufe e caldaie a biomassa seguono regole più severe: dal 3 agosto 2026, in linea generale, non sono più agevolabili se sostituiscono un impianto a gas o GPL.
Un dettaglio che fa la differenza: chiedi che nel preventivo la caldaia a gas e i lavori agevolabili siano voci distinte. Così resta fuori solo la caldaia fossile e il resto può essere detratto, purché i lavori siano autonomi e ben documentati. Se hai dubbi sul tipo di impianto, gli installatori della tua zona possono dirti subito se la soluzione che hai in mente rientra nei requisiti.
Cosa scegliere tra Bonus casa o Conto Termico 3.0
Dipende da quanto vale il contributo del GSE sul tuo impianto e da quante imposte hai da scalare. Il 65% è un massimo teorico: l’importo reale cambia con tecnologia, zona climatica e dimensionamento.
Su una pompa di calore da 8.000 euro, il 50% di detrazione vale 4.000 euro, recuperati in dieci anni con rate da 400 euro. Nelle simulazioni di Altroconsumo, il Conto Termico sulla stessa spesa può andare da 2.800 a 4.800 euro, e arriva molto prima. Conviene guardarlo con attenzione se hai poche imposte da scalare, come i dipendenti e i pensionati con reddito lordo fino a 8.500 euro, oppure se paghi la cedolare secca o sei in regime forfettario, perché in questi casi la detrazione non si può usare.
Sopra i 75.000 euro di reddito, invece, le detrazioni subiscono un taglio. Le due agevolazioni non si sommano sulle stesse spese, quindi la scelta va fatta prima di firmare. Se scegli il Conto Termico, ricorda la scadenza: la domanda al GSE va presentata entro 90 giorni dalla fine dell’intervento, altrimenti il contributo si perde. Meglio farsi seguire dall’installatore fin dal preventivo, controllando che conosca la procedura.
Conviene pagare entro il 31 dicembre 2026
Sì, se vuoi la certezza del 50% sulla prima casa, perché per le persone fisiche conta la data del bonifico e non quella di fine lavori. Senza proroga, nel 2027 la stessa spesa di 8.000 euro darebbe 2.880 euro di detrazione invece di 4.000, cioè 1.120 euro in meno.
Il Ddl di Bilancio 2027, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre, conferma le aliquote del 50% e del 36% anche per il prossimo anno. Deve però passare dal Parlamento entro fine dicembre, e l’Ecobonus al 65% per ora non è nel testo. Se la caldaia è vecchia, aspettare ha poco senso anche per un motivo pratico: cambiarla in pieno inverno significa restare al freddo in attesa dell’installatore. Usa sempre il bonifico parlante con la causale del bonus, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa. Se hai in programma anche altri lavori, come infissi o isolamento, valuta di concentrare i pagamenti entro dicembre per tenere tutto sotto la stessa aliquota.
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