BizTravel Lab debutta a Bologna: il business travel si misura con AI, geopolitica e mobilità aziendale


Dal business travel come semplice gestione delle trasferte a leva strategica per le imprese. È questo il filo conduttore di BizTravel Lab, il nuovo format ideato dal Gruppo Uvet e andato in scena martedì 30 giugno a Bologna, portando fuori da Milano il confronto che da anni caratterizza il BizTravel Forum.

Emilia Romagna e Business Travel

La scelta dell’Emilia-Romagna non è casuale. Un territorio tra i più dinamici d’Italia, caratterizzato da distretti industriali, grandi imprese esportatrici e multinazionali che fanno dell’internazionalizzazione un elemento competitivo. Proprio qui travel manager, mobility manager, fleet manager, responsabili HR, procurement e operatori della filiera, hanno discusso come stia cambiando il viaggio d’affari, in un contesto nel quale geopolitica, tecnologia e sostenibilità stanno ridefinendo il ruolo della travel management company.

Ad aprire i lavori, moderati da Nicola Porro, è stato il presidente del Gruppo Uvet Luca Patanè, seguito dagli interventi del geopolitologo Dario Fabbri, dell’economista Franco Mosconi e dei rappresentanti di compagnie aeree, aeroporti, società tecnologiche e operatori della mobilità.

Il messaggio emerso dai diversi panel è che oggi il business travel non coincide più con la semplice prenotazione di voli e hotel, ma rappresenta un servizio sempre più consulenziale, costruito sulla conoscenza del viaggiatore, sulla capacità di assisterlo in tempo reale e sulla gestione dei rischi in uno scenario internazionale sempre più instabile.

Economia e Geopolitica influenzano il BT

La geopolitica, inevitabilmente, entra nelle strategie delle imprese. Nel suo intervento Dario Fabbri ha evidenziato come gli Stati Uniti rimangano la principale potenza mondiale, pur in un contesto nel quale molti Paesi mostrano una crescente autonomia strategica. Le tensioni internazionali, il controllo delle principali rotte marittime e la frammentazione degli equilibri globali hanno conseguenze dirette anche sulle trasferte aziendali, imponendo maggiore attenzione al duty of care e alla sicurezza dei viaggiatori.

Lo scenario economico italiano è stato invece analizzato da Franco Mosconi, che ha sottolineato la forza del sistema manifatturiero nazionale e dei distretti industriali, sempre più sostenuti da imprese diventate leader internazionali. Tra i comparti più competitivi spiccano life science, farmaceutica, meccatronica e packaging, settore nel quale Bologna rappresenta uno dei poli mondiali. Rimangono tuttavia aperte le sfide legate al calo demografico, agli investimenti in capitale umano e alla capacità di attrarre competenze.

Tecnologia, AI e conoscenza del viaggiatore

Uno dei temi trasversali dell’evento è stato il ruolo dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del business travel. Dai contributi dei partner tecnologici è emerso come le aziende più dinamiche siano anche quelle che stanno accelerando i processi di digitalizzazione. L’AI viene ormai considerata uno strumento operativo capace di migliorare la qualità del servizio, ottimizzare i processi, interpretare meglio le richieste degli utenti e offrire risposte sempre più personalizzate.

Parallelamente cresce il valore dei dati, delle piattaforme digitali e dell’integrazione tra travel policy, canali di comunicazione e assistenza continua al viaggiatore. Una trasformazione nella quale la tecnologia non sostituisce il rapporto umano, ma ne aumenta efficacia e tempestività.

Infrastrutture e connettività restano centrali

Ampio spazio è stato dedicato anche all’evoluzione dei collegamenti internazionali. Stefano D’Ilario, per Emirates, ha ricordato l’importanza di rafforzare la connettività dell’Emilia-Romagna verso il Golfo e i mercati asiatici, sempre più rilevanti per il tessuto produttivo locale. Mauro Bolla ha invece illustrato gli investimenti realizzati dall’Aeroporto Guglielmo Marconi per migliorare infrastrutture, controlli di sicurezza, gestione dei bagagli e flussi dei passeggeri, elementi fondamentali per garantire un’esperienza di viaggio più efficiente.

Nel corso della giornata il confronto si è esteso anche al fleet e mobility management, affrontando l’evoluzione delle flotte aziendali, della mobilità casa-lavoro e delle prospettive legate alla guida autonoma. Un ulteriore segnale di come oggi la mobilità aziendale venga sempre più gestita in maniera integrata, mettendo in relazione viaggio, trasporto e organizzazione del lavoro.

BizTravel Lab

Patanè: “Il business travel oggi è costruire un servizio su misura”

A margine dell’evento, il presidente del Gruppo Uvet Luca Patanè ha spiegato la scelta di portare BizTravel Lab proprio a Bologna.

«L’Emilia-Romagna è una regione dove siamo presenti con una struttura importante e nella quale seguiamo alcuni dei nostri principali clienti. Qui troviamo aziende che chiedono qualità nella gestione della trasferta, nella comunicazione e nell’assistenza. I distretti industriali non cambiano dall’oggi al domani, ma, come un maratoneta, devono continuare a evolversi passo dopo passo. In questo territorio operano multinazionali, imprese familiari e champion industriali dai quali c’è sempre da imparare. BizTravel Lab nasce anche per far crescere questa community insieme ai partner e ai clienti.»

Per Patanè il cambiamento più significativo riguarda però il rapporto con il viaggiatore.

«Gestiamo oltre un milione di viaggiatori e conoscerne le esigenze è sempre più complesso. Da qui nasce il concetto di “a ognuno la sua misura”: offrire un servizio realmente personalizzato, anche quando occorre intervenire in situazioni straordinarie, come l’assistenza a chi si trova in aree di crisi. Oggi cambia la cura del viaggiatore prima, durante e dopo la trasferta.»

Anche l’intelligenza artificiale rappresenta un fattore destinato a incidere sempre di più.

«L’AI ci consente di essere più veloci, migliorare le piattaforme, interpretare meglio il linguaggio dei clienti e aumentare l’efficienza dei processi. Gli investimenti in tecnologia sono indispensabili, ma il riferimento finale rimangono sempre le persone. Quando serve una risposta rapida e qualificata, il valore dell’esperienza umana continua a essere centrale.»

Secondo Patanè, la digitalizzazione non modifica le abitudini dei viaggiatori, ma permette di rispondere meglio alle esigenze delle aziende.

«Le piattaforme hanno aumentato la trasparenza del mercato e facilitato il dialogo con fornitori, compagnie aeree e aeroporti. Esistono travel policy definite dai clienti e strumenti di comunicazione sempre più immediati, da Teams a WhatsApp. Il nostro compito è trasformare le esigenze delle aziende in servizi concreti, rendendo il business travel più semplice, efficiente e sicuro.»


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Luigi Barni

Source link

Di