Oltre 1.500 unità di personale in meno rispetto al fabbisogno teorico individuato per l’Asp di Catanzaro e l’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco. È uno dei dati più significativi che emergono dalla delibera numero 684 del 19 ottobre 2026, con cui la Giunta regionale ha approvato il Piano triennale di spesa per il personale del Servizio sanitario calabrese relativo al periodo 2026-2028. Un documento che definisce le risorse economiche destinate alle singole aziende e fotografa la distanza tra le necessità assistenziali rilevate e gli organici effettivamente disponibili, all’interno dei vincoli imposti dal Piano di rientro sanitario.
Il provvedimento, predisposto dal Dipartimento Salute e Servizi Sanitari con il supporto di Azienda Zero, prevede a livello regionale una spesa di 1,257 miliardi di euro nel 2026, destinata a raggiungere 1,300 miliardi nel 2028, con una dotazione programmata che passerà da 20.776 a 21.493 unità. Un incremento di 717 unità e di circa 43,2 milioni di euro nella spesa annua nell’arco del triennio.
Ma il confronto con i fabbisogni espressi dalle aziende sanitarie restituisce un quadro più complesso. La ricognizione regionale individua infatti una necessità teorica complessiva di 28.168 unità, ben superiore al personale previsto dalla programmazione finanziaria. Le richieste delle aziende sono state pertanto ridimensionate per rispettare i limiti di spesa e garantire la sostenibilità economica del sistema.
Nel Catanzarese i numeri assumono un significato particolare. L’Asp di Catanzaro, al 31 marzo 2026, registrava un organico di 2.892 unità, in diminuzione rispetto alle 2.937 rilevate alla fine del 2025. Il fabbisogno calcolato secondo la metodologia regionale raggiunge invece quota 3.525, con una differenza di 633 unità.
Particolarmente rilevante la situazione del personale medico e infermieristico. Per la componente ospedaliera risultano 321 medici rispetto a un fabbisogno di 438, mentre gli infermieri sono 552 a fronte di 682 unità teoricamente necessarie. Sul territorio si registrano 177 medici contro un fabbisogno di 222. Per gli operatori sociosanitari ospedalieri il confronto è tra 205 unità presenti e 237 previste dalla ricognizione.
Sul fronte economico, all’Asp catanzarese viene assegnato un budget di 176,96 milioni di euro per il 2026, che scenderà a 170,31 milioni nel 2027 per attestarsi a 170,75 milioni nel 2028. Una riduzione che deve essere letta anche alla luce della riorganizzazione del sistema dell’emergenza-urgenza e del trasferimento del relativo personale ad Azienda Zero.
Non meno significativo il quadro dell’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco, che al 31 marzo 2026 contava 2.989 unità di personale, rispetto alle 3.007 registrate tre mesi prima. Il fabbisogno teorico individuato dalla Regione raggiunge quota 3.887, con una differenza di 898 unità.
Anche in questo caso sono soprattutto le professioni sanitarie a evidenziare gli scostamenti più consistenti. I medici ospedalieri risultano 543 rispetto a un fabbisogno di 862, mentre gli infermieri sono 1.155 a fronte di 1.422 unità teoricamente necessarie. Per gli operatori sociosanitari il confronto è tra 412 addetti e un fabbisogno di 533.
La relazione tecnica allegata alla delibera considera inoltre 39 unità di fabbisogno specifico per il potenziamento e l’apertura di unità operative della Dulbecco, comprendenti, tra le altre figure, 11 medici, 14 infermieri e tre operatori sociosanitari. Anche in questo caso si tratta di esigenze inserite nella valutazione complessiva, non di assunzioni già autorizzate.
Per l’azienda ospedaliero-universitaria il budget di spesa passa dai 188,74 milioni di euro del 2026 ai 190,95 milioni previsti per il 2027, cifra confermata anche per il 2028.
Complessivamente, dunque, Asp Catanzaro e Dulbecco presentano un organico rilevato di 5.881 unità, a fronte di un fabbisogno teorico di 7.412, con una differenza di 1.531 addetti. Un dato che evidenzia le esigenze di personale individuate dalla metodologia regionale, ma che non può essere interpretato come il numero di nuove assunzioni programmate.
Un altro elemento importante riguarda la riorganizzazione del servizio 118. La relazione tecnica riporta una mappatura di 309 unità impegnate nell’emergenza-urgenza nell’Asp di Catanzaro, tra cui 42 medici, 148 infermieri e 118 autisti. A livello regionale il personale censito per il trasferimento ad Azienda Zero è pari a 1.137 unità, mentre la stima preliminare dei trasferimenti raggiunge quota 565.
Questo processo incide anche sulla distribuzione delle risorse tra le aziende. Il budget di Azienda Zero, infatti, passerà dai 9,61 milioni del 2026 ai 63,92 milioni del 2028, in relazione al progressivo trasferimento delle funzioni e del personale dell’emergenza-urgenza.
La stessa delibera regionale introduce, tuttavia, una precisazione fondamentale: l’approvazione dei budget non costituisce un’autorizzazione automatica all’assunzione di personale o all’espletamento di procedure concorsuali. Spetterà alle singole aziende verificare la sussistenza dei requisiti normativi e finanziari, individuare le effettive priorità assistenziali e programmare gli eventuali reclutamenti nel rispetto delle risorse assegnate.
La Regione indica inoltre come prioritaria la copertura del turnover, tenendo conto non soltanto del numero delle cessazioni, ma anche delle professionalità coinvolte e delle conseguenze sulla continuità e sulla sicurezza dei servizi.
Il Piano rappresenta quindi la cornice finanziaria entro la quale dovrà muoversi la programmazione del personale sanitario calabrese nei prossimi tre anni. Per Catanzaro, i dati mettono in evidenza esigenze importanti sia nell’assistenza ospedaliera sia nei servizi territoriali. La questione decisiva sarà comprendere quanta parte del fabbisogno individuato potrà essere effettivamente soddisfatta, attraverso nuove assunzioni, sostituzioni e riorganizzazione delle risorse umane, per garantire risposte adeguate ai bisogni di salute dei cittadini.
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