#Finsubito news – Terni, stadio-clinica: Anac boccia l’affidamento diretto. «Operazione non sostenibile»


di Gianni Giardinieri

L’operazione stadio-clinica finisce sotto la lente dell’Autorità nazionale anticorruzione. Con la delibera n. 434 del 28 ottobre 2026 (.PDF), l’Anac ha rilevato diverse criticità nell’intervento di riqualificazione e gestione dell’impianto sportivo, del valore complessivo di 118 milioni di euro, di cui circa 41,9 milioni relativi ai lavori.

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Il progetto, presentato nel febbraio 2021 dalla società utilizzatrice dello stadio, prevedeva la demolizione e ricostruzione dell’impianto, la realizzazione di opere connesse, la riqualificazione delle aree circostanti e la gestione della struttura per 44 anni. A completare l’operazione era prevista anche la costruzione di una clinica privata, considerata dallo stesso piano economico-finanziario una componente essenziale per garantire la sostenibilità dell’investimento.

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Il primo rilievo riguarda l’affidamento diretto. Il Comune aveva assegnato l’intervento alla società proponente senza procedura di gara, richiamando l’articolo 4, comma 12, del decreto legislativo 38/2021. Un’interpretazione che l’Anac giudica non corretta: la norma, secondo l’Autorità, non consente agli enti pubblici di derogare alle procedure di evidenza pubblica per affidamenti di questo valore. Sarebbe stata quindi necessaria una gara sul progetto definitivo approvato, nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento.

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Un secondo aspetto riguarda la clinica. Il Tar dell’Umbria, con la sentenza n. 125/2026, ha annullato la determinazione comunale n. 2088 del 23 luglio 2025, atto che era stato considerato dalle parti come titolo abilitativo per la realizzazione della struttura sanitaria. La sentenza, secondo quanto riportato dall’Anac, ha accertato che il progetto era stato approvato a condizione che la clinica privata fosse esclusa e che la Regione non aveva espresso il proprio assenso alla sua realizzazione.

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La questione assume un peso particolare perché la clinica rappresentava, secondo gli elaborati economici, una fonte di ricavo indispensabile per l’equilibrio dell’intera operazione. L’Anac evidenzia quindi la contraddizione tra la sostenibilità finanziaria del progetto, costruita anche sui ricavi della futura attività sanitaria, e l’assenza dei presupposti autorizzativi necessari. L’Autorità ritiene inoltre che l’annullamento della determinazione comunale abbia inevitabili ripercussioni sulla convenzione sottoscritta il 1° agosto 2025 con la società di scopo.

LE POLIZZE ASSICURATIVE INSERITE NELLA CONVENZIONE 2025

Le criticità non si fermano qui. L’Anac giudica incompleto e inattendibile il piano economico-finanziario e sottolinea anche la mancata predisposizione della matrice dei rischi, strumento necessario per verificare la corretta distribuzione delle responsabilità tra pubblico e privato. Vengono inoltre contestati alcuni vantaggi riconosciuti al concessionario, tra cui la disponibilità delle aree pubbliche per tutta la durata della concessione e diverse agevolazioni economiche, che avrebbero dovuto essere adeguatamente considerate nella valutazione dell’equilibrio finanziario.

Nel documento si richiama anche il possibile effetto di ulteriori diritti riconosciuti al concessionario, compresa la facoltà di riscatto delle aree pubbliche, che potrebbe tradursi in un beneficio economico a carico dell’amministrazione.

La delibera dell’Anac mette dunque in discussione aspetti centrali dell’operazione: dalla scelta di affidare direttamente il progetto alla società proponente alla reale sostenibilità economica dell’intervento, fino alle conseguenze dell’annullamento dell’atto relativo alla clinica sulla convenzione già sottoscritta. Un quadro di criticità che apre interrogativi importanti sul futuro dell’intero progetto stadio-clinica.


Parla la politica

La delibera Anac sul progetto stadio-clinica di Terni ha provocato la reazione dei partiti del Patto Avanti Umbria, che rivendicano le contestazioni mosse all’operazione e chiedono di tornare al voto. «La delibera n. 434 del 28 ottobre 2026 conferma la gravità delle criticità che avevamo denunciato», affermano, richiamando le valutazioni dell’Autorità su affidamento diretto, piano economico-finanziario, analisi dei rischi e benefici riconosciuti al privato. Per il Patto Avanti Umbria, il pronunciamento rappresenta «una conferma puntuale» delle proprie ragioni e segna il fallimento politico e amministrativo dell’amministrazione Bandecchi. Da qui la richiesta di nuove elezioni: «Terni non può continuare a pagare il prezzo di questa situazione: è arrivato il momento di restituire la parola ai cittadini e tornare al voto». Tra gli obiettivi indicati dai partiti c’è anche la realizzazione di «un nuovo ospedale pubblico per Terni, moderno e all’altezza dei bisogni dei cittadini».

Anche Sinistra Italiana – Federazione di Terni interviene sulla delibera Anac relativa al progetto stadio-clinica, contestando l’operazione e chiedendo di destinare le risorse pubbliche alla sanità. Il partito richiama i rilievi dell’Autorità nazionale anticorruzione sull’affidamento a Stadium senza gara, sulla convenzione con il Comune, sul piano economico-finanziario e sull’assenza della matrice dei rischi. «Il procedimento amministrativo è stato permanentemente viziato da forzature ed interpretazioni creative delle norme», sostiene Sinistra Italiana, ricordando anche la sentenza del Tar dell’Umbria del marzo scorso. Nel mirino c’è soprattutto il legame tra il rifacimento dello stadio Liberati e l’autorizzazione della clinica privata: secondo il partito, questa scelta avrebbe fatto perdere tempo e opportunità di finanziamento agevolato per gli impianti sportivi. «Basta con progetti in cui il rischio d’impresa è messo a carico dei fondi pubblici, a maggior ragione se si tratta del Fondo sanitario regionale», afferma la federazione, che torna a sollevare anche la questione di un possibile conflitto di interessi del sindaco e di alcuni assessori, già oggetto di un esposto presentato ad aprile al prefetto e al ministero dell’Interno. Sul fronte sanitario, la richiesta è di concentrare risorse, personale e posti letto sul servizio pubblico, con «un nuovo ospedale pubblico e servizi territoriali forti» a Terni. Sinistra Italiana propone inoltre una revisione della sanità privata convenzionata umbra e dei posti letto assegnati alle cliniche. In chiusura, la richiesta all’amministrazione comunale di farsi da parte: «Una amministrazione inconcludente e dannosa, giunta al capolinea, ieri ha incassato l’ennesimo altolà».

Anche i gruppi consiliari di Pd e M5S intervengono sulla delibera Anac relativa al progetto stadio-clinica e chiedono verifiche immediate al Comune di Terni. I due gruppi parlano di una bocciatura dell’operazione e tornano a contestare le scelte dell’amministrazione Bandecchi: «L’affidamento diretto era illegittimo, la gara pubblica era necessaria e il piano economico-finanziario risultava indeterminato, incompleto e inattendibile». Pd e M5S ricordano di aver sollevato nel tempo dubbi sulla sostenibilità economica del progetto, sui rischi per il Comune, sui vantaggi riconosciuti al privato e sulla sovrapposizione tra interessi pubblici e privati. «Non eravamo contrari allo stadio e non lo siamo oggi. Eravamo contrari a utilizzare il legittimo desiderio dei ternani di avere un nuovo Liberati per giustificare un’operazione amministrativamente fragile, economicamente rischiosa», affermano. I gruppi chiedono inoltre le dimissioni del sindaco e annunciano una nuova interrogazione congiunta, con cinque richieste: verificare se la concessione possa proseguire legittimamente, acquisire un piano economico-finanziario aggiornato e verificato da soggetti indipendenti, controllare i requisiti economici di Stadium in vista dell’asta del 17 novembre, quantificare i rischi per il bilancio e il patrimonio comunale e riferire al consiglio comunale. Nel frattempo chiedono di non assumere nuovi impegni né avviare interventi irreversibili sul Liberati senza averne verificato legittimità e sostenibilità. Se dovessero mancare i presupposti per proseguire, sostengono Pd e M5S, il Comune dovrebbe valutare la revoca della concessione in autotutela e riportare la gestione dello stadio sotto il controllo pubblico. «Terni merita un nuovo stadio, ma attraverso una procedura legittima, trasparente e sostenibile. Merita una sanità pubblica rafforzata, a partire dal nuovo ospedale».

I capigruppo della maggioranza in assemblea legislativa regionale – Pd, M5S, Avs e Ud-Pp – rivendicano le contestazioni mosse all’operazione e condividono la decisione della Regione Umbria di impugnare gli atti del Comune. «La delibera Anac n. 434 conferma la gravità delle criticità. Parliamo di affidamento diretto illegittimo, convenzione compromessa dall’annullamento dell’atto presupposto, piano economico-finanziario incompleto e inattendibile, assenza della matrice dei rischi e benefici economici riconosciuti al privato non quantificati», affermano in una nota. I capigruppo sottolineano che l’Autorità ha rilevato carenze nella documentazione economico-finanziaria e nell’analisi dei rischi, elementi necessari per valutare la sostenibilità dell’intervento. Nel mirino finisce l’amministrazione Bandecchi, per la quale chiedono un cambio di passo: «Terni non può continuare a pagare il prezzo di questa situazione: è arrivato il momento di restituire la parola ai cittadini e tornare al voto». Tra gli obiettivi indicati c’è anche un nuovo ospedale pubblico per Terni, «moderno e all’altezza dei bisogni dei cittadini».


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