#Finsubito news – Mission Innovation 2.0, FAQ MASE sul bando Idrogeno







Nuovi chiarimenti per imprese e organismi di ricerca interessati al bando dedicato all’idrogeno, finanziato nell’ambito di Mission Innovation 2.0.

La misura, attuata dal MASE in applicazione del DM n. 386 del 17 novembre 2023, e pubblicata con l’avviso contenuto nel decreto direttoriale n. 233 del 3 luglio 2026, sostiene progetti di ricerca, sviluppo e innovazione destinati a rafforzare la filiera nazionale dell’idrogeno nell’ambito della Clean Hydrogen Mission.

La dotazione finanziaria è pari a 82,6 milioni di euro e riguarda progetti relativi a:

  • produzione di idrogeno;
  • trasporto e accumulo;
  • usi finali;
  • azioni trasversali.

La domanda deve essere presentata dal Capofila entro le ore 12:00 del 12 novembre 2026.

Progetti da 2 a 10 milioni di euro

Ogni proposta deve avere un costo complessivo compreso tra 2 e 10 milioni di euro.

Le FAQ (53 – 133) Mase del 3 novembre 2026 chiariscono che il limite riguarda il costo esposto nella proposta. Il progetto può quindi inserirsi in un investimento più ampio, purché attività e costi agevolati siano chiaramente distinti da quelli esterni al bando.

La compagine deve essere formata da almeno due soggetti tra imprese, comprese le startup innovative, e organismi di ricerca.

Ogni partecipante deve sostenere almeno il 10% del costo totale del progetto. Per gli organismi di ricerca vale inoltre un limite complessivo: le loro attività non possono superare il 33% del costo totale.

Nota bene
Il limite del 10% si applica a tutti i partner, compresi gli organismi di ricerca.

Imprese dello stesso gruppo

Più imprese appartenenti allo stesso gruppo possono partecipare alla medesima proposta, ma non è ammessa una compagine formata solo da imprese dello stesso gruppo.

Le attività, il personale e i costi devono essere distinti, non duplicati e riconducibili in modo univoco ai singoli beneficiari.

Sono inoltre ammessi acquisti di beni o servizi da soggetti collegati o correlati, purché i costi risultino:

  • pertinenti;
  • effettivamente sostenuti;
  • documentati;
  • tracciabili;
  • congrui rispetto ai valori di mercato.

L’ammissibilità sarà comunque verificata in sede di rendicontazione.

Personale e costi ammissibili

Tra le spese di personale possono rientrare anche i costi relativi a:

  • contratti di ricerca;
  • incarichi post-doc;
  • incarichi di ricerca;
  • borse di studio;
  • personale non dipendente.

Per soci, titolari e amministratori di micro e piccole imprese possono essere riconosciute le attività di ricerca effettivamente svolte, alle condizioni previste dagli allegati dell’Avviso.

Le attività amministrative, di segreteria o di coordinamento amministrativo-finanziario non rientrano invece nei costi diretti di personale.

Attrezzature, uso vincolato e quota d’uso

Il costo di strumenti e attrezzature può essere riconosciuto integralmente come bene ad uso vincolato solo se il beneficiario dimostra che il bene è indispensabile al progetto e non può essere utilizzato per finalità diverse.

La verifica può essere effettuata anche sul singolo componente.

Se tali condizioni non sono soddisfatte, il costo può essere rideterminato applicando il criterio della quota d’uso.

Non sono invece ammissibili le quote relative a beni già acquistati prima dell’avvio del progetto, anche se non ancora completamente ammortizzati.

Per il leasing sono ammessi solo i canoni riferiti al periodo agevolabile e limitatamente alla quota capitale. Restano esclusi interessi, oneri bancari, assicurazioni e spese generali.

Consumi energetici e cloud

Sono ammissibili i consumi energetici direttamente collegati alla conduzione dell’attività sperimentale, purché sostenuti nel periodo di eleggibilità e adeguatamente documentati.

Possono rientrare nei costi di esercizio anche servizi digitali a consumo, come cloud e servizi di elaborazione utilizzati dal dimostratore.

Le licenze software periodiche seguono invece le regole previste per la relativa voce di costo, mentre i servizi informatici generali rientrano nelle spese generali.

Se la sperimentazione si svolge su un impianto già esistente, sono riconoscibili soltanto i costi incrementali direttamente imputabili alle prove, non i normali costi di funzionamento.

Ordini solo dopo l’avvio del progetto

Uno dei chiarimenti più importanti riguarda il momento in cui una spesa può diventare ammissibile.

Non basta che consegna, fattura e pagamento avvengano durante il progetto. Anche l’impegno di spesa deve nascere nel periodo di eleggibilità.

NOTA BENE: Un ordine giuridicamente vincolante emesso prima della data di avvio rende il costo non ammissibile, anche se il bene viene consegnato e pagato successivamente.

Lo stesso principio vale per gli studi di fattibilità.

Organismi di ricerca e maggiorazione

Per ottenere la maggiorazione prevista in caso di collaborazione effettiva, gli organismi di ricerca della compagine devono sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili e mantenere il diritto di pubblicare i risultati della propria ricerca.

La soglia è verificata a livello di progetto e, quando rispettata, la maggiorazione può applicarsi alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale delle imprese beneficiarie.

Ricavi da sottrarre ai costi

I proventi generati dagli impianti e dalle attività finanziate durante il periodo di eleggibilità devono essere dichiarati.

In applicazione del criterio del costo netto, i ricavi derivanti, ad esempio, dalla vendita di prodotti o sottoprodotti sono portati in detrazione dai costi rendicontati.

Mandato al Capofila

Se l’Accordo di collaborazione non è ancora formalizzato, i partecipanti diversi dal Capofila devono allegare una dichiarazione di impegno al conferimento del mandato collettivo speciale con rappresentanza.

La dichiarazione deve essere resa mediante scrittura privata autenticata. È possibile ricorrere anche ad atti distinti per ciascun partecipante.

La semplice registrazione presso l’Agenzia delle Entrate non sostituisce l’autenticazione delle firme.


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