#Finsubito news – Lago di Garda e Sebino, i campeggi valgono quasi 595 milioni: San Felice del Benaco nella Top 20 nazionale


Il turismo all’aria aperta si conferma uno dei grandi motori dell’economia bresciana. In otto Comuni della provincia il valore aggiunto stimato raggiunge 594,9 milioni di euro. San Felice del Benaco è ventesimo in Italia. A Iseo e Moniga il peso economico dell’Open Air supera nettamente quello degli alberghi.

Quasi 595 milioni di euro di valore aggiunto in otto Comuni bresciani. È quanto genera il turismo all’aria aperta, con campeggi e villaggi turistici che si confermano protagonisti dell’economia del Lago di Garda e del Sebino. Un settore che non produce ricchezza soltanto per le strutture ricettive, ma sostiene un’intera rete di attività economiche: negozi, bar, ristoranti, pubblici esercizi e servizi del territorio.

A fotografare questa realtà è il rapporto Il valore economico dell’Open Air in Italia, realizzato da Sociometrica. Secondo le stime riferite al 2025, gli otto Comuni bresciani inseriti nella Top 100 nazionale raggiungono complessivamente un valore aggiunto di circa 594,9 milioni di euro. Se si considera invece l’intero sistema dei dodici Comuni gardesani presenti nella graduatoria, il valore economico sale a circa 1,9 miliardi di euro.

Numeri che restituiscono la dimensione di un comparto ormai strutturale per l’economia turistica locale e che confermano quanto la capacità di attrarre visitatori attraverso campeggi e villaggi rappresenti una risorsa strategica per le comunità che si affacciano sui laghi.

San Felice del Benaco davanti a Venezia, Viareggio e Riccione

Il risultato più significativo arriva da San Felice del Benaco, che conquista il ventesimo posto nella classifica nazionale con un valore aggiunto stimato di 123,1 milioni di euro. Un dato di particolare rilievo: nella graduatoria dedicata al turismo Open Air, il Comune bresciano precede anche destinazioni conosciute a livello internazionale come Venezia, che registra 106,7 milioni, Viareggio con 95,7 milioni e Riccione con 91,8 milioni.

Subito dopo si posiziona Manerba del Garda, ventinovesima in Italia con 95,6 milioni di euro. Iseo occupa il trentacinquesimo posto con 85,9 milioni, mentre Moniga del Garda è trentasettesima con 83,4 milioni.

Segue Toscolano-Maderno, quarantatreesima con 69 milioni di euro. Completano la presenza bresciana nella Top 100 Sirmione, cinquantunesima con 61,2 milioni, Desenzano del Garda, sessantottesima con 42,6 milioni, e Padenghe sul Garda, ottantaquattresima con 34,1 milioni.

Una distribuzione che evidenzia la forza di un sistema turistico articolato, nel quale diverse località contribuiscono alla produzione di ricchezza e all’attrattività complessiva del territorio.

Campeggi e villaggi, una capacità ricettiva di primo piano

A confermare la vocazione del territorio è anche la classifica nazionale relativa ai posti letto disponibili nei campeggi e nei villaggi turistici.

Sei Comuni bresciani figurano nella Top 100 italiana: Manerba del Garda al trentaquattresimo posto, San Felice del Benaco al quarantatreesimo, Iseo al quarantasettesimo, Moniga del Garda al quarantottesimo, Toscolano-Maderno al cinquantasettesimo e Sirmione al settantaquattresimo.

Particolarmente significativi i dati relativi alla composizione dell’offerta ricettiva. A Iseo i campeggi e i villaggi turistici concentrano oltre l’85% dei posti letto extra-alberghieri. A San Felice del Benaco la percentuale supera l’81%.

Si tratta di percentuali che raccontano quanto il turismo all’aria aperta sia diventato determinante per l’identità turistica di queste destinazioni, contribuendo a definirne l’offerta e il posizionamento sui mercati nazionali e internazionali.

«Il turismo Open Air è una componente strutturale della nostra economia»

Di fronte a questi numeri, Confesercenti Lombardia Orientale richiama l’attenzione delle amministrazioni pubbliche sulla necessità di considerare il comparto nelle scelte di programmazione e sviluppo del territorio.

«Questi dati devono trovare spazio nelle scelte delle amministrazioni e nella programmazione turistica – sottolinea Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Lombardia Orientale –. Il turismo all’aria aperta è una componente strutturale della nostra economia».

Per Quaresmini, la competitività delle destinazioni non dipende esclusivamente dalla qualità delle strutture ricettive, ma anche dai servizi che il territorio è in grado di offrire a chi lo sceglie per le proprie vacanze.

«Chiediamo attenzione ai servizi, ai collegamenti e alla cura del territorio, perché la qualità dell’accoglienza dipende anche da ciò che il turista trova fuori dalla struttura in cui soggiorna».

La presidente richiama inoltre la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità. Il progetto prevede agevolazioni e sostegni alle attività attraverso le cosiddette Zone economiche speciali di prossimità.

L’obiettivo è rafforzare il tessuto commerciale dei centri urbani e mantenere vivi negozi e servizi, considerati elementi fondamentali non soltanto per i residenti, ma anche per l’esperienza dei visitatori. «Mantenere vivi negozi e servizi significa rendere le destinazioni più accoglienti per i visitatori e garantire punti di riferimento ai residenti durante tutto l’anno», conclude Quaresmini.

A Iseo e Moniga l’Open Air supera il comparto alberghiero

Un altro elemento emerge dal confronto tra il valore economico generato dal turismo all’aria aperta e quello riconducibile al comparto alberghiero tradizionale.

In alcune località del territorio la differenza è particolarmente marcata. A Iseo il valore economico dell’Open Air supera di oltre quattro volte quello degli alberghi, mentre a Moniga del Garda il rapporto è superiore a sei volte.

Il dato evidenzia la centralità dei campeggi e dei villaggi turistici in questi Comuni, senza però ridimensionare il ruolo delle altre forme di ospitalità.

«In Comuni come Moniga, Iseo, San Felice del Benaco e Manerba il valore dell’Open Air supera quello alberghiero da oltre due a oltre sei volte – evidenzia Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale e presidente regionale Assoturismo –. Non significa contrapporre campeggi e alberghi: il sistema funziona quando tutte le forme di ricettività rendono attrattiva una destinazione, intercettando segmenti di domanda differenti».

Una visione che punta quindi sulla complementarità dell’offerta turistica, mettendo insieme campeggi, villaggi, alberghi e tutte le altre possibilità di soggiorno.

La sfida è allungare la stagione e coinvolgere le attività locali

Per Confesercenti la vera opportunità consiste ora nel trasformare il peso economico del turismo in una ricaduta sempre più ampia e distribuita sull’intero territorio.

Il visitatore che sceglie un campeggio o un villaggio turistico, infatti, non si limita a utilizzare i servizi della struttura in cui soggiorna. Frequenta i ristoranti, acquista nei negozi, si rivolge alle attività commerciali e utilizza i servizi disponibili nelle località che visita.

È proprio su questo rapporto tra ospitalità e tessuto economico locale che, secondo l’associazione, occorre investire.

«Chi soggiorna sul territorio acquista nei nostri negozi, frequenta i locali e utilizza servizi – aggiunge Maggioni –. Costruire proposte comuni e coordinare la promozione può aiutarci ad allungare la stagione, distribuendo le opportunità di lavoro su più mesi».

La sfida, dunque, non riguarda soltanto la crescita delle presenze turistiche, ma anche la capacità di trasformarle in opportunità economiche per un numero sempre maggiore di imprese.

I quasi 595 milioni di euro generati dagli otto Comuni bresciani rappresentano una fotografia significativa di questa realtà. Il Lago di Garda e il Sebino dimostrano di avere nel turismo Open Air una delle proprie principali risorse economiche. La prossima partita sarà consolidare questo risultato, migliorare i servizi e fare in modo che la ricchezza prodotta dai visitatori possa coinvolgere sempre più attività, contribuendo allo sviluppo del territorio anche al di fuori dei mesi di maggiore affluenza.


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