Superata positivamente l’istruttoria dell’Agenzia nazionale per lo sviluppo d’impresa. Callea e Morici: «Lo Stato ha riconosciuto il valore della nostra proposta. Ora chiediamo a Comune, Regione e aziende di affiancarci: noi investiamo nell’ex Reclusorio, Palermo investa nel futuro del quartiere».
Trasformare la cultura in un motore di sviluppo economico, capace di attrarre investimenti, generare lavoro e creare nuove opportunità in uno dei quartieri più complessi del centro storico di Palermo, quello dell’iconico mercato Ballarò.
È questa la sfida di ROOTS – Museo Internazionale delle Radici, il progetto che prevede la trasformazione di una parte dell’ex Reclusorio femminile dell’Opera Pia Santa Lucia in un museo esperienziale e partecipativo dedicato alla memoria dell’emigrazione italiana e alle relazioni tra l’Italia e le sue comunità nel mondo.
Una sfida che compie un importante passo avanti: Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha concluso positivamente l’istruttoria del progetto, presentato da Più Trentanove Società Benefit, deliberando l’ammissione alle agevolazioni di un programma di investimento complessivo di 1.270.170 euro.
La delibera prevede agevolazioni massime per 1.016.136 euro, di cui 381.051 euro a fondo perduto e 635.085 euro attraverso un finanziamento a tasso zero, rimborsabile in dieci anni. Il perfezionamento del finanziamento resta subordinato alle condizioni previste dalla delibera.
Il risultato va oltre la dimensione economica: un progetto imprenditoriale che punta a trasformare il patrimonio culturale in uno strumento di sviluppo territoriale ha superato positivamente le verifiche istruttorie previste da Invitalia.
«Abbiamo immaginato ROOTS partendo da una convinzione: la cultura non deve limitarsi a custodire il passato, ma può generare economia, lavoro e nuove opportunità per il futuro», dichiarano Giovanni Callea e Davide Morici, promotori del progetto ROOTS.
«Ballarò ha bisogno di solidarietà, ma anche di sviluppo. Le attività sociali sono indispensabili, ma devono essere affiancate da investimenti e iniziative capaci di creare nuove opportunità economiche. L’esito positivo dell’istruttoria Invitalia non significa che la sfida sia vinta, ma che questa visione ha superato un importante esame e che oggi esistono basi concrete per provarci».
L’appello alle istituzioni e alle imprese: «Insieme per il futuro di Ballarò»
«Lo Stato, attraverso Invitalia, ha riconosciuto il valore della nostra proposta. Adesso chiediamo al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e alle imprese della città di affiancarci in questa sfida. Siamo pronti a fare la nostra parte, assumendoci il rischio e la responsabilità di un investimento importante e contribuendo a promuovere un percorso di rinascita. Ma non possiamo, né pretendiamo, di riqualificare da soli Ballarò. Un museo può contribuire a cambiare il destino di un edificio, attrarre visitatori e generare economia. Ma soprattutto può cambiare il racconto di un quartiere, valorizzandone le identità e le potenzialità”.
Per cambiare il destino di Ballarò servono anche interventi pubblici sullo spazio urbano, sulla sicurezza, sull’accessibilità, sui servizi e sulla qualità della vita, a partire dal recupero e dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare storico, compreso lo stesso ex Reclusorio femminile.
“Il nostro investimento può contribuire a restituire vita e funzioni a una parte dell’immobile, ma il recupero complessivo di un complesso storico di queste dimensioni richiede una responsabilità condivisa tra proprietà, istituzioni e soggetti che vi operano. Chiediamo, con grande umiltà, ad istituzioni ed imprese della Città di affiancarci, per costruire insieme le condizioni affinché questo investimento possa produrre benefici per tutto il territorio».
Il contributo della Fondazione: arte e patrimonio culturale per un museo vivo
ROOTS nasce con una vocazione internazionale: collegare Palermo alle comunità italiane nel mondo attraverso arte contemporanea, memoria, esperienze immersive e partecipazione.
Un ruolo centrale sarà svolto dalla Fondazione MADE IN SICILY Museum, destinata ad assumere la denominazione Fondazione ROOTS in occasione dell’avvio del progetto, che contribuirà con il proprio patrimonio artistico di oltre 22 opere d’arte realizzate nel mondo, e culturale e con la rete di relazioni costruita con artisti e comunità italiane nel mondo.
Verso la realizzazione del Museo Internazionale delle Radici
Il progetto si inserisce nel più ampio percorso di rigenerazione dell’ex Reclusorio femminile promosso dall’Opera Pia Istituto Santa Lucia e Fondazione Made in Sicily attraverso Reclusorio Aperto, un programma di coprogettazione finalizzato a restituire nuove funzioni a un importante patrimonio storico del quartiere, favorendo la convivenza tra attività culturali, economiche e sociali. La fase di coprogettazione relativa a ROOTS si è conclusa nei giorni scorsi. L’accordo è attualmente in attesa della ratifica da parte del Consiglio di amministrazione dell’ente proprietario. L’ammissione alle agevolazioni Invitalia apre una nuova fase, dedicata al perfezionamento degli accordi, alla definizione delle coperture finanziarie e ai passaggi necessari per l’avvio dell’investimento.
La sfida non è soltanto aprire un museo a Ballarò. È dimostrare che la cultura può contribuire a generare economia, lavoro e nuove prospettive per un intero territorio.
Progetto ROOTS
L’Italia possiede una delle più grandi reti internazionali esistenti al mondo. Oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti, presenti in ogni continente, rappresentano un patrimonio unico di relazioni, competenze, imprese, cultura e identità. Per troppo tempo questa comunità è stata raccontata quasi esclusivamente attraverso l’emigrazione. Il Progetto ROOTS (RADICI) propone un cambio di prospettiva: non raccontare soltanto chi è partito, ma costruire relazioni efficaci e concrete tra chi vive in Italia e chi, pur vivendo all’estero, continua a riconoscersi nella cultura, nei territori e nei valori del nostro Paese. L’iniziativa si deve a Giovanni Callea e Davide Morici, già protagonisti di iniziative di creative economy di rilevanza internazionale con la Fondazione Made in Sicily ETS. Negli ultimi tre anni il progetto ROOTS ha promosso l’immagine dell’Italia e della Sicilia attraverso missioni istituzionali, iniziative culturali e attività di networking a Los Angeles, Chicago, Berlino, Tokyo, Singapore ed Expo Osaka 2025. Oggi ROOTS arriva in Italia per mettere a sistema questi rapporti e dare vita a un Network strutturato e permanente.
Progetto ROOTS prevede a breve oltre al museo a Palermo, un Gala delle Radici, che si terrà al Teatro Massimo il 4 gennaio 2027.
Partecipano al progetto ROOTS, 5Vie, il più noto player del Fuorisalone nella Design Week di Milano, la Fondazione Antonio Carlo Monzino, impegnata nel sostegno di progetti educativi e di inclusione con la musica, la Fondazione Marea, impegnata sul fronte degli Italiani all’estero e OSDIA, la più antica e grande organizzazione nazionale per uomini e donne di origine italiana negli Stati Uniti e Canada.
Inoltre ROOTS ha il supporto del ROOTS International Media Network (TeleOne, prima rete siciliana che ospita da due stagioni il format che racconta il legame fra i piccoli comuni siciliani e le comunità di italo-americane a New York, Los Angeles, Filadelfia; Journal Italia in Brasile, Italy 2 California in California e Il Pensiero negli Stati Uniti, Italy Report Usa, Florida/New York, SEGMENTO Magazine e Sicilia Spettacoli sempre in Sicilia).
Il Gala delle Radici
Al Gala delle Radici sarà possibile incontrare personaggi che rappresentano storie italiane di straordinario successo professionale e centinaia di milioni di euro/dollari di volume di affari, tra Europa, Stati Uniti, Sudamerica, Australia e Brasile.
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