Caro carburanti 2026: quanto sono saliti i prezzi e cosa pesa su un pieno
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I prezzi di benzina e gasolio sono tornati a salire con decisione proprio mentre il governo ha scelto una nuova proroga breve del taglio delle accise sul gasolio. Chi riempie il serbatoio in questi giorni vede aumentare il conto, con una parte del rincaro legata al recupero progressivo dell’aliquota di imposta dopo mesi di sconti temporanei. Il tema pesa sui bilanci di famiglie e pendolari che usano l’auto ogni giorno per lavoro.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di nuovi aiuti selettivi contro il caro carburanti, rivolti ai redditi più bassi e alle categorie considerate più esposte. Le misure allo studio si aggiungono alla lunga serie di decreti che nel 2026 hanno ridotto a tempo le accise su benzina, gasolio, gas di petrolio liquefatto e gas naturale. La partita ora riguarda tempi, importi e platea di chi potrà beneficiare dei prossimi interventi mirati.
Caro carburanti 2026 e peso sul pieno
Il 2026 ha visto una successione di tagli temporanei delle accise sui carburanti, con aliquote ridotte anche sotto i 500 euro per mille litri in primavera. Un decreto di marzo ha fissato l’accisa su benzina e gasolio a 472,90 euro per mille litri per i primi venti giorni successivi alla pubblicazione. A maggio è arrivata una nuova rideterminazione: 622,90 euro per mille litri sulla benzina e 572,90 sul gasolio, con sostegni anche per gas di petrolio liquefatto e metano auto.
Dal 7 giugno al 3 luglio benzina e gasolio hanno condiviso la stessa aliquota ridotta a 622,90 euro per mille litri, mentre un decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha quantificato in 5 centesimi al litro, pari a 6,1 centesimi con imposta sul valore aggiunto, l’effetto concreto del taglio per gli automobilisti. Chi vuole approfondire come gli sconti si traducono sul portafoglio può guardare i calcoli sul costo del pieno con lo sconto gasolio prorogato.
Un taglio di 6,1 centesimi a litro significa che, su un pieno da 50 litri, il risparmio lordo si attesta intorno ai 3 euro rispetto all’aliquota piena indicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Si tratta di un alleggerimento percepibile ma limitato se confrontato con l’oscillazione del prezzo industriale e delle quotazioni del petrolio. In parallelo il governo ha varato anche decreti specifici sul caro carburanti e sugli sconti tramite bonus benzina.
Taglio accise e proroghe sul gasolio
Il quadro si è fatto più complesso dopo l’estate, con una serie di proroghe sul taglio delle accise mirate in particolare al gasolio. Per il periodo dal 27 agosto al 5 settembre l’accisa su gasolio, carburanti HVO e biodiesel è stata fissata a 532,90 euro per mille litri. Un successivo decreto ha poi previsto, dal 18 al 25 settembre, un’aliquota di 572,90 euro per mille litri e, dal 26 settembre al 5 ottobre, una risalita a 622,90 euro per mille litri.
Il Documento Programmatico di finanza pubblica del 2026 ricostruisce otto fasi di proroga delle riduzioni, con misure parallele per autotrasporto, agricoltura, pesca e acquacoltura attraverso crediti di imposta e ristori specifici. Per un quadro più ampio sugli effetti delle decisioni del governo sui prezzi alla pompa è utile vedere l’analisi dedicata al decreto carburanti e alla possibile discesa dei prezzi. Il gasolio, in questo schema, resta il carburante più direttamente interessato dagli sconti.
Con il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 ottobre, l’accisa sul gasolio usato come carburante è stata rideterminata a 632,90 euro per mille litri per il periodo dal 28 ottobre al 7 novembre 2026. La differenza di 40 euro per mille litri rispetto all’aliquota ordinaria vale circa 4 centesimi al litro, che salgono a poco meno di 5 centesimi con l’imposta sul valore aggiunto, e riguarda solo il gasolio, mentre la benzina ne resta esclusa. Si tratta di una nuova proroga breve, vicina alla scadenza, che conferma l’impostazione degli sconti limitati nel tempo. Gli autotrasportatori avevano già chiesto interventi strutturali, come raccontato dalle richieste di maggiori sconti a favore dei camionisti colpiti dal caro gasolio.
Aiuti mirati ai redditi bassi e categorie fragili
Gli annunci della presidente del Consiglio sugli aiuti mirati contro il caro carburanti puntano a concentrare le risorse sui redditi più bassi e sulle categorie ritenute più vulnerabili. Il Documento Programmatico di finanza pubblica cita, tra le misure del 2026, crediti di imposta e agevolazioni specifiche per autotrasporto, agricoltura, pesca e acquacoltura. Lo schema può anticipare il tipo di strumenti che il governo intende utilizzare anche per le famiglie con minore capacità di spesa.
In questo scenario, i bonus selettivi potrebbero affiancare il tradizionale taglio delle accise generalizzato, che ha un costo elevato per il bilancio pubblico e favorisce indistintamente tutti i consumatori. Al momento, però, non risultano ancora definiti in via ufficiale importi, soglie di reddito o platea dei possibili beneficiari, nonostante i mesi di confronto politico. Una strada già sperimentata riguarda i bonus benzina legati ai redditi o ai contratti di lavoro, erogati attraverso voucher o crediti fiscali dedicati.
Le norme sulle accise sono state ripetutamente modificate tramite decreti legge e decreti ministeriali pubblicati in Gazzetta Ufficiale, con effetti spesso limitati a poche settimane. Un esempio è il decreto che ha quantificato in 5 centesimi al litro, pari a 6,1 con imposta sul valore aggiunto, la riduzione applicata da giugno. Per capire cosa accade quando le proroghe finiscono resta utile il quadro delle conseguenze della mancata proroga del taglio delle accise.
Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale
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