Terremoti, alluvioni e frane: quali attività devono assicurarsi, cosa copre la polizza e perché la mancata copertura può incidere sull’accesso agli incentivi pubblici
Un’alluvione, una frana o un terremoto possono mettere in ginocchio un’impresa nel giro di poche ore. Macchinari danneggiati, locali inutilizzabili, attrezzature distrutte e settimane di attività sospesa rappresentano rischi concreti, soprattutto per le piccole e medie imprese.
Proprio per affrontare questi scenari, la normativa italiana ha introdotto l’obbligo di assicurazione contro determinati eventi catastrofali per le imprese.
Nel 2026 il sistema è entrato a regime secondo scadenze differenziate per dimensione e settore. Eppure, per molti imprenditori restano dubbi importanti: chi è davvero obbligato? Bisogna assicurare anche un locale in affitto? Quanto può costare? E cosa succede se non si stipula la polizza?
La questione non riguarda soltanto la sicurezza dell’attività. La mancata copertura può avere conseguenze anche sull’accesso a determinati contributi e agevolazioni pubbliche.
Polizze catastrofali: che cosa prevede la normativa
L’obbligo nasce dalla Legge di Bilancio 2024 ed è stato successivamente disciplinato da ulteriori provvedimenti attuativi.
La finalità è favorire la protezione del patrimonio produttivo rispetto ai danni provocati da eventi naturali particolarmente gravi.
La copertura riguarda specifici rischi, tra cui:
- terremoti;
- alluvioni;
- inondazioni;
- esondazioni;
- frane.
Non significa, però, che qualsiasi danno meteorologico sia automaticamente coperto: gli eventi assicurati, le condizioni contrattuali e le esclusioni devono essere verificati attentamente.
Chi deve stipulare la polizza
L’obbligo riguarda, in linea generale, le imprese con sede legale in Italia e quelle estere con stabile organizzazione sul territorio nazionale tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese.
La disciplina comprende quindi numerose attività commerciali, artigianali, industriali e di servizi.
Sono escluse dall’obbligo previsto da questa normativa le imprese agricole disciplinate dall’articolo 2135 del Codice civile.
Per i professionisti, invece, non basta il possesso della Partita IVA per stabilire l’esistenza dell’obbligo: occorre verificare se l’attività rientra tra quelle tenute all’iscrizione nel Registro delle imprese e se utilizza beni soggetti a copertura.
Le scadenze del 2026: l’obbligo è già operativo
Le date sono state differenziate in base alla dimensione delle imprese.
Per le grandi imprese, l’obbligo è operativo dal 1° aprile 2025, mentre per le medie imprese dal 1° ottobre 2025.
Per la generalità delle micro e piccole imprese la decorrenza è stata fissata al 1° gennaio 2026.
Per alcune micro e piccole imprese operanti nei settori turistico-ricettivo, della somministrazione di alimenti e bevande, della pesca e dell’acquacoltura, il termine è stato differito al 31 marzo 2026, con operatività dal 1° aprile.
A novembre 2026, dunque, le imprese soggette all’obbligo dovrebbero aver già verificato la propria posizione e provveduto alla copertura nei termini applicabili.
Quali beni devono essere assicurati
Un aspetto fondamentale riguarda il patrimonio aziendale da proteggere.
La normativa fa riferimento a determinate categorie di immobilizzazioni materiali utilizzate nell’attività, tra cui:
- terreni;
- fabbricati;
- impianti e macchinari;
- attrezzature industriali e commerciali.
La verifica deve essere effettuata sui beni concretamente impiegati nell’attività e sul perimetro definito dalla legge.
Non tutti i beni aziendali rientrano automaticamente nella copertura obbligatoria. Ad esempio, i veicoli iscritti al Pubblico Registro Automobilistico sono esclusi dall’elenco dei beni da assicurare secondo i chiarimenti ministeriali.
Locale in affitto: l’impresa deve assicurarsi comunque?
È una delle domande più frequenti, soprattutto tra commercianti e artigiani.
Il fatto di non essere proprietari dell’immobile non esclude automaticamente l’obbligo.
Secondo i chiarimenti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la copertura può riguardare anche beni utilizzati in affitto, leasing o ad altro titolo.
Occorre però verificare se esiste già un’analoga assicurazione, anche stipulata da un soggetto diverso dall’imprenditore.
Per questo, prima di acquistare una nuova polizza, è utile esaminare il contratto di locazione e le coperture eventualmente già presenti.
Quanto costa una polizza catastrofale?
Non esiste un prezzo identico per tutte le attività.
Il premio dipende da diversi fattori, tra cui l’ubicazione degli immobili, l’esposizione ai rischi naturali, le caratteristiche degli edifici, il valore dei beni e le condizioni della copertura.
Un’attività situata in un’area a maggiore rischio idrogeologico può presentare un profilo assicurativo diverso rispetto a un’impresa collocata in una zona meno esposta.
Anche franchigie, scoperti e massimali incidono sulla protezione effettivamente ottenuta.
È quindi opportuno confrontare preventivi omogenei, evitando di scegliere esclusivamente sulla base del premio più basso.
Cosa succede se l’impresa non si assicura?
La normativa prevede che il mancato adempimento dell’obbligo assicurativo venga considerato nell’assegnazione di contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche.
È importante precisare che non esiste un’esclusione indistinta e automatica da qualsiasi incentivo.
Le amministrazioni responsabili delle singole misure devono definire come tenere conto del mancato adempimento. Il MIMIT ha già introdotto specifiche disposizioni per alcuni strumenti agevolativi di propria competenza.
Questo aspetto rende la questione particolarmente rilevante per le imprese che intendono partecipare a bandi, richiedere agevolazioni o programmare investimenti sostenuti da risorse pubbliche.
Una polizza basta per proteggere davvero l’impresa?
L’adempimento normativo è importante, ma non coincide necessariamente con una protezione completa.
Un evento catastrofale può produrre danni diretti ai beni aziendali e conseguenze economiche indirette, come la sospensione dell’attività e la perdita di ricavi.
Prima di sottoscrivere un contratto è quindi opportuno distinguere tra le coperture obbligatorie e le eventuali garanzie aggiuntive utili a proteggere la continuità aziendale.
Un’impresa dovrebbe conoscere il valore dei propri beni, i principali rischi territoriali e il tempo necessario per riprendere l’attività dopo un evento grave.
I cinque controlli da fare subito
Per una verifica ordinata della propria posizione è utile:
- Accertare se l’impresa rientra tra quelle soggette all’obbligo.
- Individuare i beni che devono essere assicurati.
- Verificare eventuali polizze già presenti, comprese quelle relative a immobili in locazione.
- Controllare massimali, esclusioni, franchigie e rischi effettivamente coperti.
- Valutare l’impatto della copertura sui futuri progetti di investimento e sull’accesso agli incentivi pubblici.
Questi controlli permettono di evitare sia coperture insufficienti sia duplicazioni non necessarie.
Il ruolo della consulenza fiscale e aziendale
La polizza catastrofale è prima di tutto uno strumento assicurativo, ma i suoi effetti coinvolgono anche la pianificazione aziendale.
Un consulente fiscale e aziendale può aiutare l’impresa a verificare il quadro degli obblighi, ricostruire i beni utilizzati, valutare i costi nel budget e verificare la presenza di requisiti assicurativi collegati alle agevolazioni richieste.
Per la scelta delle garanzie e la valutazione tecnica del contratto resta inoltre fondamentale il confronto con un intermediario assicurativo qualificato.
Una gestione coordinata permette di considerare la copertura non come un semplice adempimento, ma come parte della tutela del patrimonio e della continuità operativa.
Conclusione
Le polizze catastrofali obbligatorie rappresentano un cambiamento importante per il mondo delle imprese italiane.
A novembre 2026 non si tratta più, per molte attività, di prepararsi a una futura scadenza: è necessario verificare che gli obblighi già operativi siano stati rispettati e che i beni aziendali risultino adeguatamente protetti.
Il rischio non riguarda soltanto i danni provocati dagli eventi naturali, ma anche le possibili conseguenze nell’accesso a specifiche misure di sostegno pubblico.
Per verificare la situazione della tua impresa e valutare gli aspetti fiscali e aziendali collegati agli obblighi assicurativi, puoi rivolgerti allo Studio Sgariglia per una consulenza fiscale e aziendale personalizzata.
Disclaimer: L’articolo ha finalità divulgativa e non sostituisce una consulenza fiscale, aziendale o assicurativa personalizzata. Gli obblighi e le coperture devono essere verificati sulla situazione specifica dell’impresa e sulla normativa applicabile.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





