#Finsubito news – La scure del Tar su Italo Belga: respinto il ricorso per la spiaggia di Mondello, addio alla concessione dopo 116 anni


La prima sezione del Tar Palermo, presidente Salvatore Veneziano, ha respinto il ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo-Belga contro il decreto di decadenza della concessione della spiaggia di Mondello. Il provvedimento, firmato lo scorso 26 febbraio dall’assessore regionale al Territorio Giusi Savarino, era stato emesso sulla scorta di presunte gravi violazioni e inadempienze agli obblighi contrattuali. Alla luce della sentenza del Tar di Palermo la decadenza della concessione, in regime di proroga nell’ultima stagione balneare, è legittima.

Per i giudici della prima sezione del Tar, i provvedimenti di decadenza della concessione della Italo Belga sono legittimi e si basano su tre punti: l’interdittiva antimafia alla società Gm Edil srls utilizzata dalla Italo Belga, gli affidamenti a soggetti terzi senza autorizzazione da parte della Regione e gravi violazioni degli obblighi concessori. I giudici nelle 86 pagine della sentenza passano al setaccio questi punti che a febbraio di quest’anno sono stati alla base del provvedimento con il quale l’ Assessorato regionale al Territori ha dichiarare la decadenza della concessione demaniale all’Italo Belga, società che gestisce gli stabilimenti balneari di Mondello. Tra i fattori determinanti ci sono le risultanze antimafia. La prefettura di Palermo ha emesso un’informativa interdittiva nei confronti della G.M. Edil s.r.l., impresa alla quale erano stati affidati diversi servizi all’interno dello stabilimento. La Italo Belga ha affidato attività rilevanti nella gestione della spiaggia alla G.M. Edil s.r.l. e alla Mida s.r.l. in assenza o oltre i limiti delle autorizzazioni previste. Tra i servizi affidati figurano la pulizia della spiaggia, la manutenzione ordinaria e straordinaria, la gestione delle cabine e delle strutture, oltre alle attività di ristorazione e ai servizi accessori. Attività considerate dalla concessionaria «secondarie», ma ritenute dall’amministrazione parte integrante della gestione dello stabilimento e, quindi, non delegabili senza specifico via libera.

Ritenuta legittima anche quanto stabilito dalla Regione che ha quindi richiamato l’articolo 47 del Codice della navigazione, che prevede la decadenza della concessione in caso di «abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione e di inadempienza agli obblighi derivanti dalla stessa o imposti dalla legge». La gestione della spiaggia – quindi – sarebbe stata di fatto trasferita a terzi e gli obblighi concessori violati in modo grave e continuativo. «Nell’attuale contesto, essendo ormai conclusa la stagione estiva ed essendo ormai prossima anche la conclusione della stagione balneare prevista per il 31 ottobre – scrivono ancora i giudici del Tar – non vi sono elementi per ritenere che l’ampia discrezionalità sulla gestione del bene demaniale di cui si discute, già riconosciuta dal giudice di appello in sede cautelare, debba risultare indefinitamente ristretta dal permanere di un concessionario con il quale risulta ormai irrimediabilmente incrinato il rapporto fiduciario».

«Fatico a trattenere l’emozione, è una sentenza storica e lo avevamo detto che era solo questione di tempo. Oggi un giudice ci ha dato ragione e finalmente la spiaggia di Mondello torna, una volta e per tutte ai palermitani». Lo afferma il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, autore delle frequenti denunce sulla concessione, dopo la decisione del Tar di Palermo di confermare la decadenza della concessione della società Italo-Belga.

«Qualcuno ci ha accusato di populismo, di battaglie solo mediatiche. Bene questa è la migliore risposta, la Italo-belga non avrebbe dovuto fare nemmeno l’estate. Nella sentenza del Tar entra anche l’antimafia e viene richiamata l’interdittiva a carico della GmEdil e dei loro rapporti con l’Italo-Belga. Palermo ora ha l’opportunità di aprire una nuova era che permetta ai palermitani di godersi la propria spiaggia, con un piano che rispetti gli spazi e che divida la spiaggia in modo equo tra chi vuole andare al mare e usufruire di un servizio come quello dei lidi e chi vuole stare nella spiaggia libera in egual misura», aggiunge.

«Questa battaglia è durata due anni ma alla fine la magistratura ci ha dato ragione. Una spiaggia con una gestione in odor di mafia e che per oltre 100 anni ha deciso tutto. Ora tocca al Comune, approvare il Pudm il prima possibile così che la prossima estate Mondello possa respirare un fresco profumo di libertà».

 «Il Tar Sicilia ha respinto il ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo-Belga contro il provvedimento di decadenza delle concessioni demaniali marittime, che abbiamo adottato il 26 febbraio scorso. Una decisione importante, che conferma la legittimità della nostra azione amministrativa e riconosce la fondatezza delle contestazioni mosse alla società». Lo dichiara l’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino.

 «Nella sentenza il TAR sottolinea quattro aspetti fondamentali», si legge ancora nella nota dell’assessore, che analizaz così:

 1. L’autonomia delle valutazioni della Regione: «Anche sotto il profilo del concreto contenuto del provvedimento finale emerge l’autonomia delle valutazioni compiute dalla resistente amministrazione».

2. La correttezza dell’azione amministrativa: «Non può fondatamente sostenersi che la resistente amministrazione abbia irrazionalmente esercitato la propria discrezionalità amministrativa».

3. La gravità delle violazioni contestate: «Sul carattere grave e reiterato nel tempo delle plurime condotte contestate alla ricorrente si è già detto».

4. ⁠Sulla correttezza dell’istruttoria e del contraddittorio: «L’amministrazione regionale abbia tenuto in debito conto le difese procedimentali di parte ricorrente, sforzandosi di confutarle puntualmente».

«Parole che confermano la fondatezza delle valutazioni alla base del nostro provvedimento di decadenza e la correttezza del percorso amministrativo seguito dalla Regione».

«Il rispetto delle regole, degli obblighi concessori e della legalità non è negoziabile. Continueremo ad agire con determinazione per tutelare l’interesse pubblico, garantire una gestione trasparente del demanio marittimo e difendere il diritto dei cittadini a una corretta valorizzazione del nostro patrimonio costiero. Senza fare sconti a nessuno», conclude Savarino.

All’assessore controreplica il movimento Controcorrente. «Accogliamo con grande soddisfazione la pronuncia del Tar che conferma la legittimità del provvedimento di revoca della concessione alla Italo-Belga, revoca che rappresenta un atto dovuto da parte della Regione, che ha fatto la sua parte sul piano amministrativo. Tuttavia, fa specie e lascia francamente perplessi il tono trionfalistico di certi post pubblicati in queste ore dall’assessore Giusi Savarino per intestarsi interamente il merito di questo risultato». Lo affermano i deputati regionali José Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro del gruppo parlamentare di Controcorrente all’Ars.

«Crediamo – aggiungono – che sia opportuno ristabilire la verità storica dei fatti: se oggi si parla della revoca di quella concessione e se la macchina amministrativa si è mossa, lo si deve esclusivamente alle denunce coraggiose portate avanti da Controcorrente e dal collega Ismaele La Vardera. Dimenticare o far finta di non ricordare è pura miopia politica che stona profondamente con il ruolo che devono avere le istituzioni, soprattutto se consideriamo che quel lavoro d’inchiesta e di denuncia ha avuto un costo pesantissimo, al punto che oggi il collega La Vardera vive sotto scorta proprio a causa di quelle battaglie. Rivendicare un «avevamo ragione noi» dimenticandosi di chi ha esposto la propria incolumità per primo, scavando dove altri tacevano, è quantomeno paradossale. La Regione ha fatto il proprio dovere applicando la legge, ma i meriti dell’input politico e della coraggiosa scoperta di questo sistema appartengono a Ismaele La Vardera». 

«Oggi è una giornata storica. La sentenza del Tar di Palermo che ha respinto il ricorso della Italo Belga certifica che aveva ragione sulla gestione delle spiagge di Mondello e nei blitz che abbiamo fatto la scorsa estate insieme a Ismaele La Vardera. Le questioni principali che pone la sentenza sono fondamentali, a partire dal fatto che è legittimo porre fine alla concessione balneare visti i dubbi sui legami tra la società stessa e personaggi legati alla criminalità organizzata – presenti sia tra lo staff della Italo Belga sia in quello delle società a cui la Italo Belga ha subappaltato, senza le corrette autorizzazioni, molti servizi. Ma c’è anche una nota nazionale, nella sentenza, molto importante: si ribadisce che tutte le amministrazioni devono già oggi avviare le procedure di gare per le spiagge italiane e non accettabile aspettare la scadenza delle proroga a fine settembre del 2027 stando con le mani in mano. Noi continueremo a chiedere a tutti i Comuni e Regioni d’Italia di garantire maggiori spiagge libere e gare trasparenti. Poniamo fine al dominio indisturbato di società come la Italo Belga, che da oltre 100 anni gestiva indisturbata la spiaggia di Mondello». Lo afferma in una nota Matteo Hallissey, presidente di +Europa e Radicali Italiani.


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