- La startup americana Warhound, sostenuta da investimenti per 200 milioni di dollari, vuole clonare e modificare cani destinati a impieghi militari.
- Il progetto prevede di intervenire su salute, velocità, agilità e olfatto, equipaggiando gli animali con sensori e tecnologie sviluppate da Anduril.
- Le prime nascite sono attese nel 2027, mentre restano aperti interrogativi sugli effetti genetici, sul benessere animale e sull’uso in ambito civile.
Per secoli il cane è stato il compagno più fedele dell’uomo e, purtroppo, di conseguenza, anche dei soldati. Interi reggimenti li sceglievano e addestravano per il loro fiuto e il loro coraggio. Fin qui, per quanto la cosa possa piacere o meno, si tratta di storia e di abitudini in qualche modo consolidate. A far discutere, semmai, è il fatto che ora una startup americana vuole progettarlo in laboratorio, partendo dalle cellule.
Proprio così: i cani da guerra sarebbero clonati e accuratamente modificati. Il progetto ha raccolto 200 milioni di dollari in pochi mesi e coinvolge alcuni dei nomi più discussi della tecnologia militare statunitense. Le domande che solleva riguardano gli animali, la guerra e chi decide dove fermarsi.
Una startup miliardaria per i cani da guerra
Facciamo un attimo il punto: la società americana, Warhound è uscita allo scoperto a fine ottobre 2026. Con sede a Dallas e una valutazione di 1,2 miliardi di dollari, ha rivelato a sua idea, che porta la firma di Ben Lamm, uomo a capo di Colossal Biosciences.
Se questo nome vi suona familiare… non avete torto. Si tratta infatti della società che punta a riportare in vita specie estinte come il mammut e il dodo. Lamm però non è solo: accanto a lui c’è Palmer Luckey, fondatore di Anduril, azienda che produce droni e sistemi d’arma per il Pentagono.
Formalmente nessuno dei due la guida: Colossal ne detiene una quota e concede le proprie tecnologie, Luckey partecipa come partner senza azioni. L’amministratore delegato è David Spirk, ex responsabile dei dati del Dipartimento della Difesa passato poi da Palantir. Tra gli investitori compare anche In-Q-Tel, il fondo sostenuto dalla CIA e da altre agenzie di intelligence. Un dettaglio che chiarisce subito per quale mercato vengono pensati questi animali.
Animali progettati per il campo di battaglia
L’azienda giustifica il progetto con un problema “reale”: oltre l’80% dei cani militari americani viene acquistato in Europa e meno della metà supera l’addestramento, spesso per malattie ereditarie come la displasia dell’anca o la predisposizione ai tumori. La soluzione proposta però va molto oltre la selezione.
Dalle cellule dei Malinois e dei pastori tedeschi più capaci, conservate in una biobanca, Warhound vuole ottenere dei cloni, affidati alla società ViaGen, controllata da Colossal. Su questi interviene poi l’editing genetico, già avviato sui primi campioni.
Si comincia dalla salute, ma Lamm ha già parlato di potenziare velocità, agilità e olfatto, fino a creare “un nuovo tipo di cane”. Lui stesso ha definito l’iniziativa un “programma Captain America per i cani”, e Luckey nel 2023 sognava animali con le caratteristiche del più forte lupo artico mai esistito.
Per clonare un cane servono ovociti di femmine donatrici e madri surrogate che portino avanti le gravidanze. Le modifiche al DNA, inoltre, possono avere effetti sulla salute degli esemplari difficili da prevedere. Su tutto questo l’azienda ha fornito pochi dettagli, mentre le prime nascite sono attese già all’inizio del 2027.
Equipaggiati come soldati, anche per le strade
Non è tutto qui: Anduril fornirà giubbotti antiproiettile con sensori, visori e software che trasmettono dati ai conduttori. “Il migliore amico dell’uomo merita la migliore tecnologia dell’uomo”, ha detto Luckey, con una formula che trasforma il cane in un’estensione da equipaggiare.
Tra i clienti previsti ci sono il Pentagono, i soccorritori e le forze di polizia. Questi animali potrebbero quindi lavorare anche tra i civili, in città. Interpellato su questo punto, Lamm si è limitato a dire che ogni cane verrà addestrato come gli altri e che la gestione spetterà a chi lo compra. Al momento l’azienda non ha clienti firmati né un prezzo per esemplare. Il modello descritto è una fornitura continua di animali in abbonamento, quasi fossero un servizio.
Le promesse sul benessere animale
Warhound assicura che il benessere degli animali resterà centrale e collabora con l’American Humane Society. L’associazione certificherà l’addestramento e aiuterà i cani a fine carriera a ritrovare i vecchi conduttori, e ha accolto con favore l’invito a partecipare.
Bioeticisti e organizzazioni animaliste vedono la questione in modo diverso. Per loro il punto riguarda la scelta di modificare esseri viventi per renderli più adatti alla guerra, prima ancora delle cure che riceveranno. Una tecnologia nata per salvare specie in via di estinzione viene messa al servizio della difesa, con fondi d’intelligence e senza un dibattito pubblico sulle regole.
La preoccupazione maggiore riguarda il precedente: se il cane da lavoro diventa un prodotto da progettare, il passo verso altri animali modificati per scopi militari si accorcia.
iStock
FAQ
La startup intende partire da cellule conservate in una biobanca, ottenere cloni tramite ViaGen e intervenire poi sul DNA per influire su salute e capacità fisiche.
Oltre a ridurre il rischio di malattie ereditarie, Warhound ha citato velocità, agilità e olfatto come possibili obiettivi di potenziamento.
Tra i potenziali utilizzatori figurano Pentagono, soccorritori e forze di polizia. Bioeticisti e gruppi animalisti contestano l’idea di progettare animali per la guerra e temono possibili conseguenze sul loro benessere.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





