Contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi essenziali e trasformare le risorse dei territori in concrete opportunità di crescita. Sono stati questi i temi al centro dell’iniziativa che si è svolta ieri pomeriggio a Saline Joniche, presso l’aula magna dell’Istituto comprensivo, dedicata alle aree interne della Calabria e alla Strategia nazionale per le aree interne.
Un momento di confronto, al quale hanno preso parte numerosi sindaci dell’area grecanica e i tecnici delle varie istituzioni e dei numerosi enti interessati alla concretizzazione della strategia Snai, sulle prospettive di sviluppo delle comunità locali, sulle risorse messe a disposizione dalla programmazione e sulla necessità di tradurre gli interventi previsti in risultati tangibili per cittadini, imprese e amministrazioni.
A delineare il quadro degli investimenti regionali e delle prospettive operative è stato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, che ha richiamato l’attenzione sul lavoro portato avanti dalla Regione nell’ambito della strategia nazionale, sottolineando l’importanza di passare dalla programmazione alla realizzazione concreta dei progetti.
“La via per il rilancio delle aree interne sicuramente può essere anche questa strategia nazionale, sulla quale la Regione ha investito tanto in questi anni, sia in termini di risorse, sia in termini di attenzione”, ha dichiarato Gallo, evidenziando come, soprattutto per le ultime tre aree interessate, siano stati previsti investimenti significativi, ai quali si aggiungono quelli già attivati con le precedenti programmazioni.
La sfida, adesso, è quella dell’attuazione. “Ora bisogna passare alla fase attuativa, alla fase della spesa. I Comuni stanno incominciando a mettere in atto i progetti che hanno immaginato, che hanno pensato, per una strategia che deve dare a chi eroicamente ancora vive in queste comunità, a chi eroicamente ancora è e amministra in queste comunità, una motivazione in più per restare”.
Sul piano economico, l’assessore ha indicato cifre e prospettive che confermano la portata degli interventi previsti. “Noi abbiamo destinato per le nuove tre aree 28 milioni di euro, ma aggiungeremo altre risorse. E ci sono già le risorse in campo della prima programmazione, per cui si parla di decine e decine di milioni di euro”.
Un ulteriore investimento, ha spiegato Gallo, dipenderà anche dalla capacità dei territori di progettare e utilizzare efficacemente i fondi disponibili. “Se c’è capacità di spesa, se c’è velocità di spesa, se c’è capacità progettuale, noi saremo nella condizione di investire ulteriormente su aree che devono diventare sempre più performanti e capaci non solo di spendere, ma di dare qualità alla spesa”.
Un passaggio decisivo riguarda quindi il supporto agli enti locali, chiamati a confrontarsi con procedure e progettualità spesso complesse. In questo senso, Gallo ha richiamato il ruolo degli uffici di piano e la possibilità di garantire assistenza tecnica ai Comuni, affinché le risorse possano tradursi in interventi concreti. L’obiettivo è dare risposte in tempi rapidi e favorire nuove occasioni di sviluppo, anche attraverso un modello turistico capace di valorizzare le peculiarità dei territori.
“Noi stiamo lavorando anche per creare opportunità per un turismo destagionalizzato, lento, sostenibile, e quindi opportunità di crescita in aree che hanno, come in questa, in area grecanica, con le sue peculiarità e le sue tipicità, delle occasioni diverse rispetto ad altri territori che comunque sono meno salvaguardati e meno curati”, ha aggiunto l’assessore.
Lo spopolamento e il diritto di cittadinanza
Dalla programmazione degli investimenti alla necessità di affrontare le fragilità strutturali delle aree interne, il sindaco Leonardo Suraci ha posto l’accento sull’obiettivo fondamentale della Snai: arrestare la perdita di popolazione e creare le condizioni per invertire una tendenza che interessa da tempo le comunità più periferiche.
“Gli obiettivi che persegue la strategia denominata Snai sono obiettivi molto complessi, ma significativi”, ha affermato Suraci, indicando nello spopolamento il problema principale con cui questi territori sono chiamati a confrontarsi.
“Le nostre aree, le cosiddette aree interne, così come sono definite dalla Snai – ha detto ancora il primo cittadino di Montebello Ionico – soffrono di un problema gravissimo, quello dello spopolamento. E allora l’obiettivo finale della Snai è quello di arrestare il processo di spopolamento e avviare, se possibile, un percorso inverso”.
Un traguardo che, secondo il sindaco, richiede interventi capaci di incidere sulle cause profonde del fenomeno. Non si tratta soltanto di contrastare la diminuzione dei residenti, ma di affrontare una dinamica storica, legata anche alle difficoltà economiche e alla carenza di opportunità che caratterizzano molte realtà dell’entroterra.
“Un obiettivo che si può realizzare perseguendo degli obiettivi intermedi: alcuni si collegano all’erogazione dei servizi che compongono, nel loro insieme, il diritto di cittadinanza. Questo obiettivo si lega inscindibilmente a un altro, che è la garanzia di realizzazione di un percorso, di un processo di sviluppo”.
Suraci ha richiamato, inoltre, la necessità di intervenire sui bassi livelli di reddito, sia complessivo sia pro capite, che contribuiscono a rendere più difficile la permanenza delle persone nei luoghi d’origine. La Snai, in questa prospettiva, rappresenta uno strumento per coordinare risorse e competenze, mettendo in relazione il livello centrale con le amministrazioni locali e gli organismi sovracomunali.
Per il sindaco montebellese: “Il livello centrale acquisisce consapevolezza dell’importanza degli obiettivi che sono collegati alla conservazione delle aree interne; le aree interne fanno tesoro di questa consapevolezza, usufruiscono di risorse, ma sono gravate da oneri di progettazione in coordinamento con le realtà sovraordinate, Città metropolitane e Regione”.
La collaborazione istituzionale diventa quindi una condizione essenziale per trasformare le opportunità finanziarie in politiche efficaci. “Lavorando tutti insieme secondo questa logica di integrazione, sia su un piano orizzontale sia su un piano verticale, si intende realizzare questo obiettivo finale, l’obiettivo ultimo della strategia Snai, cioè frenare il processo di spopolamento”.
Un impegno che, nelle parole del sindaco, assume anche il significato di preservare la memoria e il patrimonio umano dei territori: “Se non riusciamo a ottenere questo risultato, noi perderemo per intero delle comunità che costituiscono, più di altre, la storia della nostra realtà”.
L’area grecanica come territorio di centralità e identità
A chiudere il percorso di riflessione è stato il professore Giuseppe Bombino, che ha invitato a superare una lettura delle aree interne esclusivamente legata alla marginalità geografica o alle difficoltà socioeconomiche. Il punto di partenza, ha sottolineato, deve essere una nuova interpretazione del loro ruolo, riconoscendone la centralità, le peculiarità e il patrimonio di risorse che le contraddistingue.
“Innanzitutto una risemantizzazione del significato stesso di area interna – ha spiegato Bombino – che potrebbe anche lasciare intendere a una marginalizzazione, e così non è. Area interna va intesa come area che esprime una sua centralità e che esprime anche emergenze, evidenze, esprime una sua personalità”.
Una prospettiva particolarmente significativa per l’area grecanica, dove la ricchezza storica e culturale si intreccia con il paesaggio, l’ambiente, le tradizioni e le produzioni locali. Elementi che, se adeguatamente valorizzati, possono contribuire a costruire nuove opportunità di sviluppo senza snaturare l’identità dei luoghi.
“Ed esprime anche dei caratteri inediti pressoché unici, quali quelli che si riscontrano, ad esempio, all’interno dell’area grecanica – ha detto Bombino – nel cui distretto si sovrappongono storia, antropologia, paesaggio, ambiente, natura, territorio, lingua e anche prodotti assolutamente identitari, quali uno per tutto, per tutti, il bergamotto”.
È proprio in questa combinazione di identità, patrimonio ambientale e risorse produttive che si può individuare una delle chiavi per il futuro delle aree interne calabresi. Un percorso che richiede investimenti, capacità progettuale e collaborazione tra istituzioni, ma anche una diversa consapevolezza del valore dei territori: non spazi periferici da recuperare, bensì comunità portatrici di conoscenze, tradizioni e potenzialità da trasformare in occasioni concrete di crescita.
L’incontro di Saline Joniche ha così riportato al centro del dibattito una questione che va oltre la disponibilità dei finanziamenti: la possibilità di costruire condizioni di vita, lavoro e sviluppo tali da consentire alle comunità di continuare a esistere e di guardare al futuro senza rinunciare alla propria identità.
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