Custodire per crescere: mettere in dialogo la forza delle tradizioni con le opportunità offerte dall’innovazione. È il filo conduttore della terza edizione degli Stati Generali del Turismo dei Territori, che si è tenuta oggi al Cineteatro Selene di Rotonda, borgo nel cuore del Parco Nazionale del Pollino in provincia di Potenza. L’appuntamento, promosso da Feries, realtà leader in Italia nel settore della ricettività rurale e del turismo dei territori, proprietaria dei portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it, insieme ad APT Basilicata e Comune di Rotonda, ha riunito istituzioni, mondo accademico, destinazioni e operatori del settore per leggere l’evoluzione del turismo rurale, esperienziale e diffuso e riflettere sulle condizioni necessarie a una crescita equilibrata dei territori.
La sessione plenaria è stata aperta dai saluti di Rocco Bruno, Sindaco di Rotonda. Il primo confronto, dedicato al “Turismo dei territori: racconto di un settore che cresce”, ha visto la partecipazione di Fabrizio Begossi, Amministratore Unico di Feries, Margherita Sarli, Direttore Generale di APT Basilicata, e Fabrizio M. Arosio, Dirigente del servizio “Reti territoriali e ambientali” di Istat.
La seconda parte della plenaria ha approfondito “Il valore della tradizione e le sfide dell’innovazione”. Sono intervenuto Cristina Mottironi, Responsabile dell’area Turismo del Master of Science in Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment dell’Università Bocconi; Elliott Thwaites, Chief Technology Officer at the HomeToGo Marketplace e Luigi Lirangi, Commissario del Parco Nazionale del Pollino. Le conclusioni sono state affidate ad Alessandro Galella, consigliere regionale delegato dal Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi.
Il confronto ha evidenziato alcune delle leve decisive per il futuro del settore: conoscenza dei flussi, capacità di fare rete, utilizzo dei dati e delle piattaforme digitali, tutela del patrimonio naturale e culturale. L’obiettivo è rafforzare l’attrattività delle destinazioni senza comprometterne l’identità, favorendo una distribuzione più diffusa dei benefici del turismo. In questa direzione vanno anche i dati di Feries e Istat, che confermano la crescita delle destinazioni rurali ed extraurbane e il loro crescente appeal sui mercati internazionali.
Feries: la nuova geografia dei viaggi passa da borghi e destinazioni extraurbane
A dare concretezza al confronto sul futuro del settore sono anche i dati Feries (parte di HomeToGo, il marketplace con la più grande selezione di affitti turistici al mondo) analizzati secondo la classificazione europea DEGURBA (Degree of Urbanisation), che fotografano un turismo dei territori sempre più capace di intercettare nuovi flussi e generare valore, contribuendo a disegnare una geografia turistica più diffusa e alternativa alle mete maggiormente congestionate. A trainare questa evoluzione è soprattutto la domanda internazionale. Nell’ultimo anno gli ospiti stranieri che scelgono le destinazioni rurali italiane arrivano da sempre più lontano: la distanza percorsa cresce dell’8%, mentre quella verso le città diminuisce del 10,3%.
Secondo questa analisi a cambiare non è solo soltanto la geografia del viaggio ma anche il modo di viverlo. Il soggiorno rurale dura in media 7,5 notti, contro 5,7 in città e coinvolge gruppi più numerosi del 29% rispetto all’urbano e con una quota di minorenni vicina al 20% contro il 15%.
Una dinamica che si traduce anche in maggiore valore complessivo per i territori. Se l’urbano mantiene il primato in termini di spesa per singolo ospite e per notte, è il soggiorno extraurbano a generare prenotazioni di importo complessivo più elevato. Con in media 54,8 euro per ospite/notte, contro i 52,2 euro del rurale, la città registra infatti la resa unitaria più alta. Una prenotazione rurale vale tuttavia mediamente il 59% in più di una urbana, percentuale che sale al 65% nelle aree a densità intermedia: un vantaggio legato non a tariffe più alte, ma a soggiorni più lunghi e gruppi più numerosi. Anche i comuni sotto i 5.000 abitanti mostrano performance sostanzialmente allineate al rurale nel suo complesso, con una permanenza media di 7,4 notti.
Istat: il turismo rurale leva di crescita per i territori
I dati di Istat confermano il ruolo strategico delle destinazioni rurali e decentrate per una crescita più equilibrata del turismo italiano. Nel 2025, un Comune su quattro ricade nelle aree dei parchi nazionali o regionali, che accolgono complessivamente il 23% delle presenze turistiche del Paese. Ampliando lo sguardo alle Aree naturali protette e ai territori della Rete Natura 2000, il perimetro coinvolge oltre un Comune italiano su tre e il 40% di quelli del Mezzogiorno: destinazioni nelle quali il turismo è cresciuto di oltre il 20% rispetto al periodo precedente alla pandemia e presenta ancora ampi margini di sviluppo, soprattutto nel segmento extra-alberghiero. Le zone rurali o scarsamente popolate concentrano già più di un quarto delle presenze nazionali (27%), con 13,9 pernottamenti per abitante: 1,7 volte il dato delle aree non rurali o più densamente abitate. Rilevante anche il potenziale della domanda internazionale, che genera il 53% delle presenze in questi territori. A trainare il comparto sono inoltre gli agriturismi, che nel 2025 hanno superato i 18 milioni di presenze, con una crescita del 30,4% rispetto al 2019.
Dall’esperienza alla capacità di fare sistema
La crescita del turismo esperienziale apre nuove opportunità per i territori, ma pone anche una sfida: trasformare l’autenticità e la vita quotidiana dei luoghi in esperienze capaci di generare valore senza renderli tutti più simili. È la riflessione proposta da Cristina Mottironi, Responsabile dell’area Turismo del Master of Science in Economics and Management in Arts, Culture, Media and Entertainment dell’Università Bocconi. Un’offerta più ampia, infatti, non rende automaticamente una destinazione più competitiva: a fare la differenza è la capacità di costruire intorno al visitatore un’esperienza coerente e distintiva, mettendo in relazione operatori, servizi e risorse del territorio. In questa prospettiva, la rete diventa un vero fattore competitivo quando non si limita a collegare le singole proposte, ma genera conoscenze, competenze diffuse, innovazione e specializzazione. Serve quindi una governance capace di costruire un indirizzo condiviso tra soggetti autonomi, orientando domanda, offerta e investimenti. Il posizionamento turistico diventa così parte della gestione stessa del territorio: attrarre nuovi flussi significa anche garantire modalità di fruizione compatibili con l’identità, i valori e gli altri usi dei luoghi
L’IA ridisegna il turismo rurale: nuove opportunità per i territori italiani
Con l’evoluzione del turismo rurale cambiano anche le modalità con cui i viaggiatori scoprono, pianificano e prenotano i soggiorni. L’intelligenza artificiale accelera questa trasformazione, riducendo da ore a pochi minuti i tempi di ricerca e alimentando aspettative verso esperienze sempre più rapide e fluide. Secondo Elliott Thwaites, Chief Technology Officer di HomeToGo Marketplace, il passaggio dalla ricerca tradizionale alla scoperta basata sull’IA richiede al settore di guardare oltre la Search Engine Optimization (SEO), verso la Generative Engine Optimization (GEO). La sfida diventa quindi rendere strutture e operatori locali visibili, accessibili e prenotabili attraverso le nuove piattaforme di intelligenza artificiale. In questo scenario, l’integrazione tra le tecnologie e la presenza globale di HomeToGo Group e la conoscenza del territorio di Feries può contribuire a connettere l’offerta italiana con viaggiatori di tutto il mondo, rafforzando la visibilità delle destinazioni meno conosciute e favorendo un turismo rurale attivo durante tutto l’anno
Da Rotonda a Rialto: il passaggio di testimone della Capitale Rurale Italiana
Gli Stati Generali sono stati anche l’occasione per celebrare il passaggio di testimone della Capitale Rurale Italiana, il progetto ideato da Feries con l’obiettivo di premiare il comune con meno di 15.000 abitanti che meglio investe in un turismo dei territori autentico e sostenibile. Dopo Rotonda premiata nel 2025, il riconoscimento quest’anno è andato a Rialto, centro agricolo dell’entroterra di Finale Ligure (Savona), nell’alta valle del torrente Pora. Scelto dalla comunità dei viaggiatori dei due portali Agriturismo.it e CaseVacanza.it tra una short list di comuni candidati, Rialto si è distinto per il modello di ruralità autentico e ancora vivo, in cui comunità, attività agricole, tutela del patrimonio naturale e tradizioni locali convivono con un’offerta turistica lenta e sostenibile, lontana dai circuiti di massa.
«Gli Stati Generali nascono per costruire un confronto concreto sul futuro del turismo dei territori, mettendo attorno allo stesso tavolo pubblico e privato, ricerca e operatori. La sfida è trovare un equilibrio tra la tutela di ciò che rende unici i nostri territori e la capacità di innovare: la tradizione può diventare un motore di crescita proprio quando riesce a dialogare con nuovi strumenti, competenze e modi di vivere e raccontare le destinazioni» ha commentato Fabrizio Begossi, Amministratore Unico Feries.
«Gli Stati Generali del Turismo dei Territori a Rotonda rappresentano un’importante occasione di confronto sul ruolo delle aree interne della Basilicata. L’interesse crescente che il Pollino registra anche nel periodo autunnale testimonia la forza di un’offerta fondata su paesaggio, autenticità, produzioni tipiche e qualità dell’accoglienza. È la dimostrazione concreta di ciò che intendiamo quando parliamo di sviluppo armonioso della Basilicata: una crescita che non concentra opportunità in pochi luoghi, ma valorizza ogni territorio secondo le sue vocazioni. In questa prospettiva, il premio ricevuto dalla Basilicata al TTG di Rimini come ‘Destinazione più Amata dai Visitatori’ rappresenta una conferma importante del percorso intrapreso» ha aggiunto Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata.
Margherita Sarli, Direttore Generale dell’Apt Basilicata ha concluso: «Siamo felici che Feries abbia scelto per questa edizione degli Stati Generali il borgo di Rotonda che lo scorso anno ha conquistato il titolo di Capitale Rurale Italiana grazie allo sforzo continuo di merito. In particolare, il Pollino fino a settembre del 2026, dai dati provvisori acquisiti dall’Agenzia, ha fatto registrare 52mila presenze, e ci sono altri esempi virtuosi in Basilicata per il turismo rurale che io definisco anche di comunità. Parlare di turismo dei territori è una sfida complessa alla quale non dobbiamo sottrarci, nella consapevolezza delle criticità su più fronti e dall’altro dei punti di forza e nella certezza che indispensabile sia il partenariato pubblico privato».
Ha concluso Rocco Bruno, Sindaco di Rotonda: «Ospitare a Rotonda gli Stati Generali del Turismo dei Territori è motivo di orgoglio e un’importante occasione di crescita. Il nostro borgo, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, dimostra come tradizioni, produzioni tipiche e patrimonio naturale possano diventare motore di sviluppo. Dopo il riconoscimento di Capitale Rurale Italiana 2025, vogliamo continuare a investire su un turismo sostenibile, capace di creare opportunità per la nostra comunità e per tutto il territorio».
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link



