#Finsubito news – La Basilicata costretta a scegliere tra “pane e pace”


Cerimonia di firma di un Memorandum of Understanding tra EDGE Group e la Regione Basilicata

Avevamo il dubbio che la Cmd di Atella fosse destinata a un rilancio nell’industria bellica. L’altro dubbio era che l’azienda finisse in mani straniere. In quest’ultimo caso il dubbio è risolto, nel primo caso siamo sulla strada.

I primi segnali nel gennaio scorso, quando viene completata l’operazione di acquisto del 67% del capitale prima detenuti dalla multinazionale cinese Loncin Motor Co. Ltd, da parte della famiglia Negri che così diventa proprietaria del 100% delle quote. L’operazione che viene presentata come un ritorno decisivo all’identità industriale italiana non ci ha convinti.







Il 14 maggio l’azienda diffonde un comunicato in cui annuncia di aver ricevuto una proposta di acquisizione da Edge Group , azienda fondata nel 2019 con base negli Emirati Arabi, tra i principali gruppi tecnologici internazionali. La proposta prevede l’acquisizione di una partecipazione di controllo.

Avevamo anche il dubbio che la Cmd rimanesse in mani italiane. Il 15 giugno la visita ufficiale di una delegazione proveniente dagli Emirati Arabi in rappresentanza di Edge Group, azienda che a maggio ha firmato la proposta di acquisizione di una partecipazione di controllo della lucana Cmd.

“La delegazione, guidata da S.E. Hamad Al Marar, Ceo di Edge Group, e S.E. Abdulla Ali AlSubousi, Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia, ha visitato il centro direzionale e R&D di Cmd a Caserta, luogo dell’innovazione e punto di raccordo tra progettazione, sviluppo e industrializzazione, per poi recarsi ad Atella dove hanno sede i 4 Plant produttivi dell’azienda. Proprio ad Atella si è svolta la cerimonia di firma di un Memorandum of Understanding tra Edge Group e la Regione Basilicata con il Presidente Vito Bardi, alla presenza di S.E. Abdulla Ali AlSubousi, del Sindaco di Atella, Giuseppe Telesca, e del Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma.”




CMD EDGE


Il 26 ottobre Cmd annuncia il completamento dell’operazione che ha portato ufficialmente il suo ingresso in Edge Group, azienda con base negli Emirati Arabi. Si badi, l’acquisizione di quote di Edge in Cmd viene presentata come ingresso di Cmd in Edge. “L’operazione – spiegheranno –  consentirà all’azienda lucana, con stabilimenti ad Atella e un centro direzionale e R&D a Caserta, di accelerare il proprio percorso di crescita e sviluppo internazionale, mantenendo identità, competenze e forte legame con il territorio. In sostanza, il colosso tecnologico degli Emirati Arabi Uniti oggi detiene la quota di maggioranza (80%) e il controllo della società.” L’acquisizione è stata completata dopo aver ottenuto il via libera formale dalle autorità normative competenti (inclusa la procedura italiana del Golden Power).




CMD EDGE


Oggi, 4 novembre 2026, a pochi giorni dall’ingresso ufficiale in Edge Group, la Cmd, ripetiamo, specializzata nella progettazione e sviluppo di sistemi di propulsione avanzati, annuncia la firma di una serie di Memorandum of Understanding…

Gli accordi, sottoscritti negli uffici di Edge Europe a Parigi durante Euronaval 2026, coinvolgono aziende appartenenti all’ecosistema industriale del Gruppo e aprono nuove prospettive per l’applicazione delle tecnologie sviluppate da Cmd nei settori navale, dei sistemi autonomi e aerospaziale. Particolarmente significativo è l’accordo con Abu Dhabi Ship Building (ADSB), la divisione navale di Edge con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione, nuova costruzione, riparazione, manutenzione, ammodernamento e conversione di navi militari e commerciali.

“Le prospettive di sviluppo aperte dall’ingresso in EDGE riguardano anche il settore aerospaziale. CMD ha infatti sottoscritto un accordo di collaborazione con Dronamics, società del Strategic Development Fund (SDF), anche parte del Gruppo EDGE, specializzata nello sviluppo di sistemi aerei senza pilota e che si sta affermando come uno dei principali innovatori europei nei settori aerospaziale e logistico, con l’obiettivo di valutare l’impiego delle proprie tecnologie propulsive su nuovi velivoli cargo senza pilota di DRONAMICS destinate ai mercati internazionali.”




CMD EDGE


“Le iniziative annunciate si inseriscono nel piano di sviluppo delineato da Edge sin dalla proposta preliminare di acquisizione di Cmd, che prevede il potenziamento della capacità produttiva, l’accelerazione delle attività di ricerca e sviluppo e l’espansione della presenza dell’azienda nei mercati della propulsione avanzata, dei sistemi autonomi e delle applicazioni marittime.”

RIEPILOGHIAMO COSA È ACCADUTO NEGLI ULTIMI MESI

Il colosso tecnologico degli Emirati Arabi Uniti detiene la quota di maggioranza (80%) e il controllo della Cmd. La famiglia Negri ha mantenuto il 20%. La famiglia conserva la guida operativa e manageriale all’interno del consiglio di amministrazione.

L’assetto azionario attuale giunge al termine di un anno di profonde trasformazioni per Cmd: a inizio 2026 i Negri avevano riacquistato il 100% delle quote liquidando il socio cinese Loncin Motor, per poi cedere la maggioranza all’emiratino Edge Group attraverso un piano industriale di sviluppo globale.

Mariano Negri in qualità di amministratore delegato mantiene la guida operativa e manageriale della società. La sua conferma come Ceo è stata posta come condizione chiave per assicurare la continuità aziendale, lo sviluppo tecnologico dei motori e la fidelizzazione delle commesse storiche (come l’automotive e l’avionica).

Oltre all’Ad, nel consiglio siede il co-fondatore Giorgio Negri. In continuità con il riassetto generazionale avviato a inizio anno, l’organo amministrativo fa affidamento anche sui componenti della terza generazione della famiglia (tra cui Gianfranco, Ludovica e Corrado Negri) per presidiare le attività industriali e l’indotto sui siti di Atella e Caserta.

Con l’acquisizione dell’80% delle quote, il colosso di Abu Dhabi esprime la maggioranza dei membri del consiglio di amministrazione, inserendo propri manager strategici e finanziari (legati alle divisioni Commercial e UAV/Propulsion di Edge) per supervisionare le sinergie internazionali e i piani di espansione verso mercati esteri.




CMD EDGE


Per esplicita scelta dei contraenti e comunicati ufficiali rilasciati da Edge, il prezzo esatto corrisposto per l’acquisto dell’80% delle quote di Cmd non è stato divulgato pubblicamente. Il gruppo di Abu Dhabi (che vanta ricavi superiori ai 5 miliardi di dollari) ha finanziato interamente l’acquisizione attingendo a liquidità e risorse proprie, senza ricorrere a indebitamento con istituti di credito terzi.

IL NUOVO CORSO INDUSTRIALE

Sistemi Aerei non Pilotati (Droni): È l’asse portante del nuovo corso. Cmd ha siglato un accordo di cooperazione immediato con Dronamics (società nel portafoglio del fondo sovrano Sdf, legato a Edge) per integrare i propri sistemi di propulsione sui velivoli cargo autonomi Black Swan destinati alla logistica internazionale. L’obiettivo finale prevede lo sviluppo di soluzioni propulsive di nuova generazione appositamente per le piattaforme Uav (Unmanned Aerial Vehicle) di Edge

Settore Navale: È in corso un’integrazione con la società emiratina Abu Dhabi Ship Building (ADSB) e altri partner europei per adattare i motori marini di Cmd a imbarcazioni professionali e sistemi di superficie senza equipaggio (USV).

Mantenimento dell’Automotive: Il comparto automobilistico tradizionale (storica lavorazione di componenti complessi e testate motori per marchi come Maserati e Alfa Romeo) rimane confermato come colonna portante per garantire stabilità ai volumi produttivi. Qui, abbiamo molti dubbi.

IL RUOLO DEL GOVERNO MELONI

In tutta la controversa vicenda che ha fatto disperare, per lunghi anni, sindacati e lavoratori della Cmd, è stato fondamentale lo zampino del governo. Trattandosi di un settore ad alta tecnologia e rilevanza strategica (difesa e aerospazio), tutte le operazioni e i relativi piani di espansione hanno coinvolto il quadro normativo sui poteri speciali dello Stato (Golden Power) sotto il monitoraggio dalla Presidenza del Consiglio e allineato alle politiche di attrazione degli investimenti esteri promosse dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ricordiamo anche che la Cmd ha  beneficiato storicamente di agevolazioni e investimenti legati a fondi pubblici regionali per l’innovazione tecnologica e lo sviluppo della motorizzazione aeronautica.

COS’È EDGE GROUP: GLI SCENARI GEOPOLITICI E LE GUERRE

Edge Group è un conglomerato statale della difesa e della tecnologia avanzata con sede ad Abu Dhabi, interamente controllato dal governo di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), ed è stato fondato nel novembre 2019 su iniziativa statale sotto la guida dell’amministratore delegato e presidente Faisal Al Bannai.  Nel corso della sua espansione internazionale e industriale, il gruppo ha stretto importanti alleanze e operazioni societarie, tra cui una Joint Venture con Leonardo negli Emirati Arabi Uniti in cui Edge Group detiene il 51% e Leonardo il 49%.

Edge sarebbe coinvolta in scenari geopolitici complessi e accusata da più fronti di violazione degli embarghi internazionali sulle armi.

Inchieste giornalistiche (tra cui quelle di France 24 e Report ripresi da Nigrizia ) e dossier del Consiglio di Sicurezza dell’Onu hanno evidenziato come sistemi d’arma e veicoli prodotti o gestiti da aziende collegate agli Emirati e a Edge Group siano stati rintracciati in teatri di guerra come il Sudan, con il sospetto di supporto alle paramilitari Rapid Support Forces (RSF), in violazione degli embarghi.

Il gruppo e la filiera della difesa emiratina sono già stati segnalati in passato per la fornitura di mezzi militari (come i veicoli corazzati Nimr) in violazione di risoluzioni Onu in contesti di crisi come Libia e Somalia.

Gli accordi industriali e le joint venture siglate da Edge Group con aziende strategiche italiane ed europee — tra cui Leonardo (approfondito da Terzogiornale ) e l’acquisizione dell’80% della lucana Cmd (Costruzioni Motori Diesel) — hanno scatenato le proteste di reti pacifiste e organizzazioni per i diritti umani (come Amnesty International), le quali denunciano una “complicità” industriale e il rischio di alimentare conflitti attivi tramite forniture militari a Paesi del Golfo.

I rapporti tra Edge Group e l’industria della difesa di Israele si sono sviluppati rapidamente a partire da settembre 2020, in seguito alla firma degli Accordi di Abramo , che hanno normalizzato le relazioni diplomatiche tra gli Emirati Arabi Uniti e lo Stato ebraico.

Da allora, Edge Group è diventato il principale vettore della cooperazione industriale e tecnologica bilaterale nel settore della difesa, un asse che si è mantenuto solido nonostante le tensioni geopolitiche regionali.

Già a marzo 2021, Edge Group e Israel Aerospace Industries (IAI) hanno siglato un accordo strategico per co-sviluppare un sistema avanzato di contromisure per veicoli aerei senza pilota (Counter-Unmanned Aircraft System). Il progetto vede il coinvolgimento diretto di SIGN4L , sussidiaria di Edge specializzata in guerra elettronica, per l’integrazione di sistemi radar 3D, sensoristica elettro-ottica e tecnologie di abbattimento sia soft-kill (guerra cibernetica e disturbo delle frequenze) sia hard-kill (missili o laser).

A fine 2021, la collaborazione con IAI si è estesa al settore navale. Edge (tramite la controllata ADSB) e l’azienda israeliana hanno avviato la progettazione congiunta di una serie di imbarcazioni militari senza pilota (USV) modulari da 17 metri. I natanti combinano lo scafo e l’integrazione dei carichi utili degli Emirati con i sistemi di controllo autonomo e i sensori avanzati sviluppati in Israele, mirati sia a compiti commerciali sia a missioni militari (pattugliamento, sorveglianza e rilevamento sottomarini).

In una delle operazioni pubbliche più significative dopo lo scoppio del conflitto a Gaza, Edge Group ha acquisito una quota del 30% nella società israeliana ThirdEye Systems per un valore di 10 milioni di dollari. ThirdEye è un’azienda specializzata in intelligenza artificiale applicata a sistemi elettro-ottici, la cui tecnologia di tracciamento droni è già in uso presso le forze di difesa israeliane. L’accordo prevede inoltre il finanziamento di una joint-venture da 12 milioni di dollari controllata a maggioranza da Edge.

I canali commerciali includono anche trattative e accordi per l’approvvigionamento e la potenziale produzione localizzata negli EAU del drone da ricognizione e attacco Hermes 900, sviluppato dal colosso israeliano Elbit Systems . Questo accordo rappresenta un salto di qualità nei rapporti, spostando l’asse dalla semplice compravendita al trasferimento tecnologico strategico.

l’Hermes 900 ampiamente utilizzati nella striscia di Gaza


Hermes drone


La Cmd di Atella, ex lucana, ex italiana che lavorava componenti complessi e testate motori per marchi come Maserati e Alfa Romeo, non solo è passata in mani straniere, il che non è un male, ma è destinata a diventare parte di una catena di produzione di sistemi d’armi, cosiddetti di difesa per addolcire la pillola, già consolidata negli ultimi anni. Salvare posti di lavoro di aziende in crisi, in particolare quelle dell’automotive e della metalmeccanica, attraverso la riconversione verso i settori della “difesa”. È questa la logica. Ci diranno che la Cmd nulla c’entra con la produzione di componenti per armamenti di difesa. Noi non ci crediamo.

Tuttavia, se per alcune singole realtà, come la Basilicata, rappresenta una soluzione immediata per salvare posti di lavoro, gli analisti evidenziano limiti strutturali significativi sul piano macroeconomico delle operazioni di riconversione del tipo componenti per gli armamenti e armamenti. Rispetto al mercato civile (come l’automotive che produce milioni di veicoli all’anno), la difesa richiede volumi estremamente ridotti e non ha la capacità di assorbire crisi industriali di massa. Gli investimenti nella difesa generano molti meno posti di lavoro rispetto ad altri settori. Gli studi indicano che un miliardo investito nelle armi crea circa 3.000 posti, contro i 14.000 dello stesso miliardo investito nell’istruzione o nella transizione civile. Molti lavoratori e sindacati denunciano il ricatto morale del dover scegliere tra “lavoro o pace”, evidenziando come la produzione militare aumenti l’instabilità globale.

Il dilemma di portare il pane a casa attraverso la produzione di strumenti di morte, è forte. Qui in Basilicata siamo al paradosso delle dicotomie della vita: ci hanno costretti a scegliere tra lavoro o salute e adesso ci costringono al ricatto occupazionale esercitato dai signori che fanno profitti sulle guerre.

Non doveva andare così, almeno in Basilicata. Abbiamo enormi potenzialità in altri settori che nulla hanno a che fare con le armi. Tuttavia, Bardi e i suoi preferiscono l’incasso del consenso “maledetto e subito”. Ma non è questo il vero problema. È in atto una tendenza tutta politica dell’attuale governo regionale a trascinare la Basilicata in una prospettiva che non ci piace : industria aerospaziale per la difesa, riconversioni industriali nei settori degli armamenti, concessioni petrolifere, ampie praterie alla speculazione nei settori dell’energia. È questa la prospettiva di “sviluppo” a cui opporsi.

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