di Tonia Credendino
Capri cambia continuamente volto, ma conserva luoghi che ne custodiscono l’identità. È in Via Campo di Teste, una delle strade più eleganti dell’isola, tra gli hotel storici, le boutique del centro e i percorsi che dalla Piazzetta conducono ai Giardini di Augusto, che la famiglia Paolino ha scelto di aprire un nuovo capitolo della propria storia. Negli spazi che per anni hanno ospitato il ristorante Villa Margherita, all’interno dell’Hotel La Canasta, nasce Casa Paolino, un progetto che non rappresenta una semplice estensione dello storico ristorante di Palazzo a Mare, ma una nuova interpretazione della stessa cultura dell’ospitalità che ha reso questo nome uno dei più riconoscibili della gastronomia italiana.
Per comprendere il significato di questa apertura bisogna, però, tornare alle origini. La storia della famiglia Paolino non nasce attorno a un’insegna, ma dentro una casa, tra un terreno coltivato, una cucina domestica e l’abitudine, tutta caprese, di accogliere gli ospiti con la naturalezza di chi apre la porta della propria famiglia. Michelina preparava da mangiare, Paolino riceveva gli amici e, quasi senza rendersene conto, quel modo autentico di vivere l’ospitalità avrebbe dato vita a un luogo destinato a diventare un simbolo internazionale dell’isola. Ancora oggi, a distanza di quasi cinquant’anni, quella stessa filosofia continua a rappresentare il tratto più riconoscibile della famiglia.
È questa la sensazione che si avverte entrando a Casa Paolino.
Ad accoglierci è Arianna, che accompagna gli ospiti con l’eleganza discreta di chi è cresciuta all’interno di questa storia e oggi ne custodisce il patrimonio umano prima ancora che imprenditoriale. Mentre racconta il progetto, si sofferma davanti ad alcune fotografie di famiglia.
Le prende tra le mani con orgoglio, le osserva e le racconta una dopo l’altra. Non sono immagini esposte per celebrare il passato, ma frammenti di una memoria ancora viva, capaci di spiegare molto meglio di qualsiasi presentazione quale sia l’identità di Casa Paolino.
In quei volti si riconoscono il lavoro, i sacrifici e la continuità di una famiglia che ha costruito il proprio percorso senza mai separare la cucina dall’accoglienza. È probabilmente questo l’aspetto che colpisce di più: la sensazione che l’ospitalità, qui, non sia mai stata un mestiere appreso, ma un linguaggio tramandato di generazione in generazione.
Pochi minuti dopo Arianna ci accompagna al tavolo.
«Vi metto al tavolo vista luna.»
Il giardino si apre davanti agli occhi con una prospettiva che sorprende. Il limoneto occupa il terrazzamento più basso, mentre lo sguardo continua naturalmente verso il mare, in un equilibrio di verde, luce e silenzio che restituisce tutta l’eleganza discreta di Capri. È un’immagine diversa rispetto allo storico ristorante di Palazzo a Mare, ma profondamente coerente con la stessa idea di ospitalità: lasciare che sia il paesaggio a entrare nell’esperienza, senza forzature.
Durante la conversazione, Arianna pronuncia una frase destinata a spiegare il senso più profondo di questo progetto.
«Eravamo pronti per espatriare fuori dall’isola. Ma l’isola ci ha trattenuto.»
In un momento storico in cui molti marchi della ristorazione scelgono di crescere attraverso aperture lontane dalle proprie origini, la famiglia Paolino ha preferito continuare a investire su Capri. Non si tratta soltanto di una decisione imprenditoriale, ma della consapevolezza che la credibilità costruita in quasi mezzo secolo affondi le proprie radici proprio in questo territorio e nel rapporto autentico con chi lo vive ogni giorno.
A questa riflessione se ne aggiunge un’altra, altrettanto significativa.
«Non ce l’avremmo fatta senza la nostra squadra.»
Sono parole che restituiscono il carattere di una famiglia abituata a considerare il successo come il risultato di un lavoro condiviso. Osservando il servizio, l’attenzione riservata agli ospiti e la naturalezza con cui sala e cucina dialogano tra loro, si comprende come quella frase non rappresenti una semplice dichiarazione di circostanza, ma il riconoscimento di un’identità costruita grazie alle persone che ogni giorno contribuiscono a renderla concreta.
L’aspetto forse più emozionante è vedere che questa storia continua già attraverso la nuova generazione della famiglia, oggi coinvolta nella vita del ristorante con la stessa naturalezza con cui, molti anni fa, i genitori hanno imparato osservando chi li aveva preceduti. È un passaggio di testimone silenzioso, lontano da ogni retorica, che racconta meglio di qualsiasi altra cosa il significato di Casa Paolino.
La stessa visione trova espressione nella cucina, dove la tradizione non viene riproposta come esercizio di memoria, ma reinterpretata con equilibrio e misura. Casa Paolino conserva i piatti che hanno contribuito a costruire la reputazione della famiglia – dalle iconiche Fettuccine al Limone ai Ravioli Capresi, fino alla celebre Bomba di Paolino, diventata negli anni una firma riconoscibile ben oltre l’isola – affiancandoli a una proposta più contemporanea, pensata per accompagnare il cambiamento del gusto e delle abitudini di chi oggi sceglie Capri.
La cucina a vista diventa parte integrante dell’esperienza, mentre la carta si apre a una selezione di crudi di mare, ostriche, tartare e carpacci che raccontano una ristorazione più dinamica e internazionale, senza rinunciare a quella semplicità che ha sempre caratterizzato la famiglia Paolino. Non c’è alcuna ricerca dell’effetto, ma la volontà di costruire un’offerta coerente con il luogo e con il percorso intrapreso.
Tra i piatti che meglio rappresentano questa nuova fase spiccano le Fettuccine Michelina, un omaggio che va oltre la cucina. Dedicare questo piatto a Michelina significa ricordare una donna che ha avuto un ruolo fondamentale nella nascita della storia della famiglia, quando il ristorante ancora non esisteva e l’accoglienza passava semplicemente attraverso una tavola apparecchiata in casa.
In quel nome si ritrovano le radici del progetto, mentre nel piatto si legge la volontà di trasformare quella memoria in una proposta capace di parlare al presente.
Anche gli ambienti seguono la stessa filosofia. Il richiamo ai limoni attraversa con discrezione le ceramiche, i dettagli della tavola e l’identità visiva del ristorante, mentre il cocktail bar introduce un linguaggio più contemporaneo che amplia le occasioni di vivere il locale, non soltanto come destinazione gastronomica ma come luogo di incontro.
Ogni elemento contribuisce a costruire un’identità autonoma, senza rincorrere il confronto con lo storico ristorante di Palazzo a Mare, al quale resta legato da una comune cultura dell’ospitalità più che da una semplice continuità gastronomica.
È proprio questo, probabilmente, l’aspetto più convincente di Casa Paolino. Il progetto non nasce per aggiungere un nuovo indirizzo alla geografia gastronomica di Capri, ma per dimostrare che una grande storia di famiglia può continuare a evolversi senza perdere credibilità. La forza di questo luogo non risiede soltanto nella cucina o nella bellezza della sua posizione, ma nella capacità di conservare un’identità riconoscibile mentre tutto intorno cambia.
Lasciando Casa Paolino, il pensiero torna inevitabilmente all’inizio della serata. Arianna è ancora accanto a quelle fotografie di famiglia che aveva preso tra le mani con un orgoglio silenzioso. Le osserva, le racconta, quasi le accarezza. In quei gesti non c’è nostalgia, ma la consapevolezza che ogni generazione riceva un’eredità con il compito di custodirla e, allo stesso tempo, di renderla capace di parlare al presente.
È forse questo il significato più autentico di Casa Paolino. Non aggiungere un nuovo ristorante all’offerta dell’isola, ma continuare a raccontare Capri attraverso una famiglia che, da quasi cinquant’anni, ha fatto dell’accoglienza il proprio linguaggio più sincero. Le ricette cambiano, gli spazi si trasformano e una nuova generazione entra naturalmente in scena, ma ciò che rende riconoscibile questa storia rimane immutato: la capacità di far sentire ogni ospite parte di una casa prima ancora che di un ristorante.
Casa Paolino
Via Campo di Teste, 4
80073 Capri (NA)
Tel. +39 081 837 0191
Scheda del 3 maggio 2026
Capri, a pochi metri dalla Piazzetta apre Casa Paolino
di Marco Milano
Ha appena aperto sull’isola azzurra a pochi metri dalla piazzetta “Casa Paolino”. Una nuova declinazione dello storico Paolino Lemontrees di Palazzo a Mare che non sostituirà ma affiancherà l’iconico locale immerso nella limonaia. La proposta pensata per la clientela sarà “diversa – hanno spiegato da Casa Paolino – ma profondamente coerente con la tradizione e l’identità della famiglia Paolino”. Il progetto è figlio della collaborazione tra la famiglia Paolino e la famiglia dell’Hotel Mamela, negli spazi dell’ex Villa Margherita, in via Campo di Testa.
Spazi completamente ripensati e trasformati per dare forma a un ambiente nuovo, con l’obiettivo di presentarsi al pubblico in uno stile intimo e caloroso, “capace di accogliere gli ospiti in modo più raccolto senza perdere il carattere distintivo dell’ospitalità caprese”. Per raggiungere “Casa Paolino” basterà attraversare, dunque, la piazzetta salotto del mondo e “scendere” in via Vittorio Emanuele e via Camerelle, la fifth avenue caprese, e in una “traversa” raggiungere in via Campo di Teste la neonata Casa che “si inserisce in un contesto vivace e centrale – si legge nella presentazione – in contrasto con la posizione più appartata di Paolino Lemontrees”. A curiosare nella proposta gastronomica si scopre che esiste “un forte legame con la tradizione, reinterpretata in chiave contemporanea attraverso un menù rinnovato, più moderno e dinamico – queste le prime rivelazioni – accanto alle nuove creazioni, una selezione è dedicata ai piatti iconici della storia di Paolino, tra cui la celebre Bomba di Paolino®️”. Il progetto è stato voluto all’interno di un percorso di valorizzazione portato avanti dalla famiglia dell’Hotel Mamela, oggi alla guida degli spazi dell’Hotel La Canasta, e si presenta ai nastri di partenza della stagione turistica 2026 all’ombra dei Faraglioni come un incontro tra due realtà profondamente legate all’ospitalità caprese. “Casa Paolino rappresenta così un incontro tra memoria e innovazione, tra due famiglie storicamente legate all’ospitalità dell’isola – questo il biglietto da visita – e offre una nuova esperienza capace di raccontare lo spirito Paolino attraverso una forma diversa, ma autentica”.
Casa Paolino
Via Campo di Teste, 4, presso Hotel La Canasta
Capri
Scheda del 27 luglio 2024
A cena sotto un cielo di limoni, da Paolino a Capri
di Tonia Credendino e Ornella Buzzone
“I wonder how I wonder why, Yesterday you told me ‘bout the blue blue sky …And all that I can see is just another lemon-tree”.
Chi non ha canticchiato almeno per una volta questa simpatica canzone dei Fool’s Garden, noi alla vista del Lemon trees di Paolino non siamo riuscite a trattenerci.
Abbiamo anche scoperto che per rafforzare la loro identità nel mondo, hanno registrato due marchi, sia “da Paolino” che “Lemon Trees”, il ristorante dove i limoni non sono solo un ingrediente ma un’esperienza.
Succede spesso che all’estero, quando si menziona il fatto di essere italiani, ci si senta dire frasi come: “Oh Italy! Pizza, pasta, Capri!”, questo luogo infatti costituisce uno dei simboli dell’italianità per eccellenza.
La buona notizia è che Capri non deluderà mai le aspettative, e noi vi portiamo nel ristorante più famoso dell’isola di Capri, da Paolino, uno dei nomi più conosciuti dagli habitué dell’isola perché qui si mangia bene e si cena in un giardino di limoni dall’atmosfera incantata!
Il ristorante è gestito da Lino, figlio dal capostipite Paolino De Martino, insieme alle nipoti Arianna e Michela, la loro è un trionfo di cucina isolana, tramandata di padre in figlio, che riesce a stupire i palati più esigenti.
Tra i più richiesti la bombetta fritta, il crudo di gamberi e frutti di mare, il grande tavolo degli antipasti, i piatti di pasta e pesce fresco, i grandi vini della tradizione locale ma non solo: questo è solo un piccolo assaggio di una cena da Paolino!
È da due anni che spopola il crudo di pesce con materia prima sempre rigorosamente locale o proveniente dalla Sicilia, mai dall’estero, a cui vi si dedica totalmente lo chef Carlo Avino, conosciuto per sua creatività e maestria, trasforma ogni pasto in un’avventura sensoriale. Noi abbiamo provato il Crudo Mediterraneo di pesci e crostacei con variazione di frutta e vegetali, tartare di tonno e salmone, gamberi e scampi siciliani crudi, una proposta che lascia esterrefatti per la freschezza e la bontà, un’esperienza gourmet unica.
Al calice, Capri Bianco di Scala Fenicia, un vino bianco di Capri, composto da un assemblaggio di uve greco, Falanghina e Biancolella, di un colore giallo paglierino delicato e luminoso che sprigiona all’olfatto note di frutta fresca come mela, susina e pesca con intensi rimandi di fiori e salsedine. Un bianco solare, mediterraneo e marino, espressione delle magiche atmosfere di questa perla del Tirreno.
Di recente ristrutturazione la cucina a vista, un vero tempio del gusto, una scelta consapevole di trasparenza e apertura agli ospiti, con maioliche dipinte a mano che ritraggono la storia del ristorante.
Impossibile trattenere la curiosità di scorgere il lavoro della brigata guidata dallo chef Vincenzo Maresca, 40 anni, originario di Massa Lubrense, dodici anni dedicati alla cucina da Paolino e la gestione dei pop-up a Riyadh nel 2021 e Roma all’hotel Eden nel 2023, appassionato cultore e custode delle antiche ricette capresi, la cucina è il suo campo da gioco, la sua seconda casa.
Abbiamo provato la bomba Paolino, con impasto di latte e zucchero, sale e lievito, una gustosa pasta di pizza fritta ripiena con prosciutto cotto e ricotta, con “Chiummenzana” un sugo al pomodoro con gli aromi tipici della cucina mediterranea, la parmigiana di melanzane e la mozzarella grigliata su foglia di limoni di Paolino.
Come primo abbiamo apprezzato la semplicità e la bontà del tipico raviolo capresi con sugo di pomodorini, e menzione speciale per le indimenticabili fettuccine al limone su carpaccio di gambero siciliano, golosissime, dal gusto delicato e dall’inconfondibile profumo agrumato.
Impossibile elencare tutti i personaggi famosi che hanno gustato i ravioli capresi da «Paolino», a partire da Luca Cordero di Montezemolo e Edwige Fenech che hanno aiutato Lino a lanciare il ristorante sin dall’inizio e di tutti conserva una dedica sull’albo d’oro che, dal 1978, custodisce i ricordi dei suoi ospiti.
Per concludere scopriamo un’altra tipicità di Capri, totani e patate, che mescola sapientemente mare e terra in un piatto completo, dal sapore ben equilibrato e dall’ottimo gusto, tipico di Ischia e Capri, il totano è storicamente molto presente nella cucina delle isole e vanta origini antiche e profondamente legate alle tradizioni locali.
Negli anni il ristorante da Paolino ha saputo creare una nutrita cantina con circa 500 etichette, prevalentemente di vini rossi e con un’esposizione di vini bianchi e il bar, novità degli ultimi anni e recentemente ampliato, ad oggi rappresenta un luogo di relax e piacere per i clienti, l’anima artistica si percepisce appena entrati e la lista dei cocktails saprà stupire anche i più esigenti.
Ma in assoluto quello che sorprende e incuriosisce di più è la stanza dei dolci, uno dei loro fiori all’occhiello, un’attrazione per gli ospiti del ristorante.
All’interno abbiamo trovato un’esplosione di colori e profumi rassicuranti, diverse tipologie di dolci, dalla caprese, alla caprese a limone, il babà, la delizia al limone, il tiramisù al limoncello, la tartelletta ai limoni di Paolino e una vasta varietà di frutta fresca e frutti di bosco.
Un’altra loro chicca è il carrettino dei gelati, con gelati artigianali preparati ogni giorno dallo chef.
Anima di questa “temptation room” è Gianmario Lionetti, 28 anni, primo pasticciere dal 2014 da Paolino, un professionista dolce e gentile come le sue creazioni: “Il mio segreto? Dedizione, passione, amore, cura, ma soprattutto felicità”, così si racconta, “Non credo di avere un dolce che mi rappresenti in particolare , credo che il nostro super buffet sia ciò che mi rappresenti di più, tra i nostri due dolci più iconici sicuramente troviamo la delizia al limone, il nostro “best seller”, ogni sera ne consumiamo almeno 100, mentre in chiave moderna abbiamo la Tartelletta Paolino , frolla al limone , croccante al limone, una crema leggera con il succo dei nostri limoni, e meringa, entrambi sono i più gettonati.”
Giunte a fine pasto, onorate, aggiungiamo un posto al tavolo per il Signor Lino, un personaggio iconico, una celebrità, un uomo buono e sincero, innamorato dell’amore e della sua Isola, ci offre il tradizionale limoncello, che anni fa veniva servito caldo e poi ci racconta che per accontentare le preferenze dei turisti che lo richiedevano con ghiaccio la tradizione è cambiata.
“Dietro le quinte, ci sono sempre io e le mie dolci nipoti: siamo qui tutto il giorno, da quando apriamo fino alla chiusura. Cerchiamo di mantenere sempre lo stesso staff: i nostri dipendenti in sala e cucina sono capresi e la maggior parte di loro lavora con noi da tantissimo tempo, Pietro, Carmine e il maître Luca Cioffi sono la vita della sala che può ospitare 350 coperti, lavorano tutti come in una famiglia, per un obiettivo comune, regalare al cliente un’esperienza indimenticabile”.
Lino ci abbraccia tutte in un racconto dettagliato e appassionato delle sue origini: “Paolino e Michelina negli anni ’60 non avrebbero mai immaginato che il loro giardino, lontano dalla “Capri Glamour” sarebbe divenuto poi il luogo più ambito dalla dolce vita”.
Il ristorante Da Paolino brilla di luce propria: basta alzare la testa per assaggiare il sapore degli anni Sessanta, tra dive, star e astri del firmamento e Lino li ricorda tutti con la stessa emozione e commozione.
La semplice trattoria con orto, vigna e campo da bocce, cassette da frutta come sedie, assi dei muratori come tavoli, panini con tonno e pesce fresco è oggi un’autentica gemma sull’isola di Capri, dove l’atmosfera e l’ambientazione svolgono un ruolo fondamentale nell’esperienza culinaria, un incantevole limoneto che trasmette un senso di pace e tranquillità.
Da Paolino
Aperto tutti i giorni 19:30 – 23:30
+39 081 837 6102
Via Palazzo a Mare, 11 – 80076 Capri NA
[email protected]
Scheda del 17 aprile 2024
di Marco Milano
Sull’isola azzurra con l’arrivo della primavera torna la “Colazione da Paolino”. La storica limonaia di Palazzo a Mare, meta del jet set internazionale, di “commensali” come Leonardo di Capri, Thomas Jacob (Tommy) Hilfiger, Paulo Dybala, Montezemolo, Samuel Jackson, Eddie Murphy, e della clientela che ama i sapori della tradizione made in Capri, presenta di nuovo l’iniziativa del brunch domenicale.
Una tradizione che è stata ripresa lo scorso anno e, visti gli ottimi risultati, i patron Michaela, Arianna, Lino e l’intero staff del locale intendono continuare. Il ristorante green, colorato dai suoi tipici e iconici limoni sarà aperto, poi, dal 19 aprile a pranzo e cena e dal 3 giugno “solo la sera per tirare fino all’alba e mantenere alta la vocazione dell’ospitalità caprese e della buona tavola”.
I menù del brunch “da Paolino” che hanno riscosso grande successo la scorsa edizione avevano tra le varie proposte, tutte ispirate alla tradizione, prelibatezze come salsiccia secca, provolone del Monaco, caciotte irpine e caciottine di pecora ma anche “le conserve di Paolino” a base di olive nere, carciofini e melanzane in olio di oliva.
Menzione speciale, poi, per una burrata affumicata in tempura con zuppetta di pomodoro ma anche per “la magia delle mozzarelle appena fatte”, il peperone imbottito. E ancora, la parmigiana di melanzane, le melanzane impanate, la pizza di scarola, la pizza rustica e, last but not least il simbolo del ristorante, la “Bomba Paolino” con la chiummenzana. Tra i primi piatti dei brunch domenicali, gli ziti spezzati al ragù napoletano e la “Mesca Francesca” con patate e provola affumicata.
Tra i secondi in menù per la prima edizione dei brunch by Da Paolino, lonza di maialino nero casertano con salsa di mele annurche e, tra le proposte di mare, calamari scottati, misticanza, mandorle tostate e arance e impepata di cozze. Inoltre, calamaro ripieno, alici e salmone marinati. Dall’orto del ristorante “da Paolino” anche cetrioli e pomodori datterini. Il carrello dei dolci con torta caprese, delizia al limone, pastiera, babà napoletano, struffoli, sfogliatelle, graffe calde, cannoli siciliani, palline di cocco, crostata di cioccolato e fichi e tiramisù.
La notizia del ritorno dei brunch è stata accolta con grande piacere e insieme ai primi clienti della stagione 2024, sono incominciate ad arrivare anche le prenotazioni dei frequentatori del ristorante “da Paolino”, che, quindi, dopo la chiusura invernale dell’intera isola, inaugurano, di fatto, la stagione turistica 2024 e anche quella eno-gastronomica, che sicuramente bisserà il successo dopo quello della scorsa estate.
Ristorante da Paolino
Via Palazzo a Mare 11 – Capri
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Luciano Pignataro
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