#Finsubito news – Stadio-clinica: per l’Anac affidamento diretto illegittimo. Per Bandecchi: “Se serve bando pubblico il Comune agirà”


Nuovi guai per l’operazione stadio-clinica a Terni: l’Anac, Autorità Nazionale Anticorruzione, boccia l’affidamento diretto definendolo “illegittimo”. Nel mirino l’operazione da 118 milioni di euro promossa dalla Ternana Calcio e affidata dal Comune di Terni alla società Stadium, contestati anche il piano economico finanziario e il ruolo della clinica privata nella sostenibilità dell’intervento. Le forti criticità che hanno indotto il parere negativo dell’Anac sono espresse nella delibera 434, approvata il 28 ottobre scorso, al termine di un’attività di vigilanza sul progetto stadio-clinica. In sostanza l’Anac contesta la scelta del Comune di Terni di procedere con un affidamento diretto alla società sportiva per l’opera da 118 milioni di euro.
Secondo l’Autorità, a prescindere dal tipo di partenariato pubblico-privato, l’ente locale aveva l’obbligo di indire una gara pubblica sul progetto definitivo.

L’Anac richiama l’articolo 4, comma 12, del decreto legislativo 38/2021. Un’interpretazione che l’Autorità giudica non corretta: la norma, secondo Anac, non consente agli enti pubblici di derogare alle procedure di evidenza pubblica per affidamenti di questo valore. Sarebbe stata quindi necessaria una gara sul progetto definitivo approvato, nel rispetto dei principi di concorrenza, trasparenza e parità di trattamento.

Quanto al Piano economico finanziario, è stato definito dall’Anac come indeterminato, incompleto e non sostenibile. Nel documento mancano certezze sulle reali fonti di ricavo e non sono stati quantificati adeguatamente i vantaggi economici riconosciuti al concessionario. Inoltre si sottolinea anche la mancata predisposizione della matrice dei rischi, strumento necessario per verificare la corretta distribuzione delle responsabilità tra pubblico e privato.

Tra i vantaggi contestati riconosciuti al concessionario, anche la disponibilità delle aree pubbliche per tutta la durata della concessione e le diverse agevolazioni economiche che avrebbero dovuto essere adeguatamente considerate nella valutazione dell’equilibrio finanziario. Ecco poi l’ombra della sentenza del Tar: l’Anac evidenzia come l’intera impalcatura amministrativa sia compromessa dagli effetti della sentenza del Tar dell’Umbria, che aveva già annullato gli atti comunali legati alla realizzazione della clinica privata. Inoltre, l’Autorità richiama l’attenzione anche sulla situazione societaria della Ternana Calcio, coinvolta nel frattempo in procedure concorsuali o societarie delicate che indeboliscono le garanzie sul piano della continuità.

L’amministrazione comunale, dopo un lungo scontro legale e la successiva rinuncia al ricorso al Consiglio di Stato contro il Tar, si trova ora a fare i conti con un ulteriore stop formale da parte di un organo di garanzia nazionale come per l’appunto l’Anac. Sebbene la Regione Umbria avesse in precedenza espresso un parere di compatibilità urbanistica sanitaria di massima per le specialità previste nella clinica (senza però che questo implicasse l’automatico accreditamento o l’assegnazione dei posti letto convenzionati), il pronunciamento dell’Anac rimette in discussione la validità della convenzione firmata nell’agosto del 2025. Da palazzo Spada fanno sapere che i legali dell’avvocatura comunale e gli uffici incaricati di seguire il progetto stadio-clinica sono già al lavoro per valutare gli effetti della delibera Anac.

“Con serenità gli uffici del Comune di Terni stanno analizzando il provvedimento dell’Anac, stimolato (come risulta dal corpo dell’atto) – dichiara il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi – da un esposto della Regione Umbria. Dopo una prima e veloce lettura si può affermare che se il massimo dei problemi dovesse essere fare un bando pubblico, domanda tra l’altro posta ad Anac a luglio del 2025 senza mai aver ricevuto risposta, il Comune agirà di conseguenza. Con tranquillità – afferma ancora Bandecchi – ci sentiamo quindi di poter affermare che il progetto stadio-clinica nonostante le lunghe vicissitudini è ancora vivo e vegeto e lotta insieme a noi”.

Dal Comune viene preso in considerazione anche il caso Arezzo il cui piano ha concluso l’iter contrattuale senza incorrere in obiezioni di legittimità. Se dunque a Terni l’amministrazione ha optato per l’affidamento diretto della concessione alla società sportiva utilizzatrice sollevando la critica di Anac (il ‘Decreto Stadi’, spiega l’Autorità, consente importanti semplificazioni burocratiche nell’esame delle proposte, ma non cancella i principi di concorrenza fissati dal Codice dei contratti pubblici), ad Arezzo, l’iter amministrativo ha evitato questa contestazione strutturandosi fin dal principio come un partenariato pubblico-privato aperto e pienamente integrato nei meccanismi competitivi e di validazione degli enti terzi (tra cui l’Agenzia del Demanio), completando la procedura in linea con le tappe concorsuali di mercato.

Un altro pilastro della bocciatura subita dal Comune di Terni riguarda la sostenibilità finanziaria complessiva del progetto. A differenza del progetto ternano, l’intervento ad Arezzo, quantificato in circa 48 milioni di euro, mostra un quadro economico e funzionale differente. In questo caso, il partenariato è stato strutturato prevedendo che l’intero investimento finanziario rimanga a totale carico della proprietà privata, azzerando i rischi di spesa pubblica o di squilibrio economico per il Comune. La sostenibilità a lungo termine della struttura è assicurata da un modello di business che non dipende da concessioni o accreditamenti della sanità pubblica.

Il parallelo tra i due iter amministrativi sarà uno degli elementi esaminati per verificare la correttezza procedurale seguita a Terni. Non resta che attendere gli sviluppi. Di certo la delibera dell’Anac mette in discussione aspetti centrali dell’operazione, un quadro di criticità che apre interrogativi importanti sul futuro dell’intero progetto stadio clinica.


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