Non solo la promessa mancata del ritorno al 65 per cento: l’ecobonus subisce un nuovo taglio, per effetto del livellamento dei limiti di spesa. La Manovra 2027 riduce ulteriormente gli sconti fiscali per i lavori di riqualificazione energetica
La necessità di favorire la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, sia per rispondere agli obblighi normativi comunitari che al tema della crisi dovuta alle tensioni internazionali, non sembra essere pienamente sentita dal Governo.
Questo quello che si evince dalla lettura del disegno di legge relativo alla Manovra 2027 approvato il 28 ottobre in Consiglio dei Ministri.
Il nulla di fatto sul potenziamento dell’ecobonus si affianca a una nuova stretta: dal 1° gennaio si livellano i limiti di spesa, con le detrazioni fiscali che non saranno più riconosciute entro massimali differenziati in ragione della tipologia di intervento posto in essere.
Ecobonus, come cambia lo sconto fiscale nella Manovra 2027: limite di spesa unico per tutti i lavori
Consultare il testo del DdL di Bilancio approvato dal Governo è fondamentale per conoscere la forma reale delle novità annunciate, in maniera sommaria, nel comunicato stampa pubblicato dopo il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre scorso.
Se infatti la notizia pubblicata da Palazzo Chigi evidenzia che “per il 2027 sono confermate le detrazioni per le ristrutturazioni edilizie”, nel pacchetto dei bonus casa della Manovra ci sono modifiche sostanziali da analizzare e conoscere.
Per quel che riguarda l’ecobonus, il piano messo nero su bianco dal Governo contiene in realtà uno stravolgimento a tutto campo delle logiche della detrazione per i lavori di riqualificazione energetica.
La Manovra 2027 abroga e riscrive le disposizioni temporanee contenute nell’articolo 372 del nuovo TUIR in vigore dal prossimo 1° gennaio e, con il nuovo articolo 360-ter proposto viene abbandonata la stratificazione dei massimali di detrazione per singolo intervento.
Per le spese sostenute nel 2027 viene confermato il doppio binario delle aliquote: lo sconto fiscale resta pari al 50 per cento per i lavori sulla prima casa e scende al 36 per cento per gli immobili diversi.
Nessun nuovo taglio ma salta l’annunciato ritorno dell’ecobonus al 65 per cento, con l’aggiunta di una nuova modifica che contribuisce ad assottigliare i benefici fiscali per i contribuenti.
I massimali di detrazione differenziati per singolo intervento vengono sostituiti da un limite di spesa onnicomprensivo, che appiattisce i vantaggi fiscali sulle ristrutturazioni energetiche.
Il valore massimo dei costi detraibili viene livellato a quello già in vigore per le ristrutturazioni edilizie, e sarà quindi pari a 96.000 euro per le unità immobiliari singole e a 40.000 euro per gli interventi sulle parti comuni condominiali, moltiplicato per il numero di appartamenti.
Come cambia l’ecobonus nel 2027: infissi, riqualificazioni globali e sostituzione impianti con un plafond unico
Per comprendere l’impatto delle modifiche è bene evidenziare che, a differenza del bonus ristrutturazioni, la normativa relativa all’ecobonus fissava valori massimi di detrazione, e non di limite massimo di spesa ammessa a sconto.
Ad oggi, e fino al 31 dicembre 2026, i massimali previsti sono i seguenti:
| Tipologia di intervento | Art. 372 TUIR allegato |
|---|---|
| Riqualificazione energetica globale dell’edificio (fabbisogno energia primaria < 20%) | 100.000 € di detrazione massima |
| Interventi sull’involucro (pareti opache, coperture, pavimenti) | 60.000 € di detrazione massima |
| Sostituzione finestre comprensive di infissi | 60.000 € di detrazione massima |
| Pannelli solari termici (produzione acqua calda) | 60.000 € di detrazione massima |
| Schermature solari | 60.000 € di detrazione massima |
| Micro-cogeneratori | 100.000 € di detrazione massima |
| Sostituzione impianti di climatizzazione (caldaie a condensazione classe A, ibridi, generatori aria calda) | 30.000 € di detrazione massima |
| Scaldacqua a pompa di calore (per ACS) | 30.000 € di detrazione massima |
| Impianti con generatori a biomasse | 30.000 € di detrazione massima |
| Building automation / dispositivi multimediali da remoto | Spesa compresa nel limite degli impianti o senza tetto autonomo separato |
| Parti comuni condominiali (interventi involucro > 25% o qualità media estiva/invernale) | Spesa massima di 40.000 € moltiplicata per il numero di unità dell’edificio |
| Ecosismabonus condominiale (riduzione 1 o 2 classi di rischio sismico + efficienza energetica) | Spesa massima di 136.000 € moltiplicata per il numero di unità dell’edificio |
Nella pratica, nel regime ad oggi in vigore la spesa massima ammissibile è una variabile dipendente dall’aliquota di detrazione applicabile.
Ad esempio quindi, in caso di riqualificazione globale dell’abitazione principale (ecobonus al 50 per cento), il massimale dei costi è pari a 200.000 euro e scende a 120.000 euro per le altre categorie più comuni, come la sostituzione di finestre e infissi o le schermature solari e i pannelli solari.
Per tutti gli interventi di cui sopra, che rappresentano l’elenco dei costi ammessi all’ecobonus, dal 1° gennaio prossimo la Manovra 2027 prospetta un massimale di spesa – e non più di detrazione – unico, pari come detto a 96.000 euro per gli edifici singoli e a 40.000 euro per singola unità immobiliare in caso di interventi condominiali.
Di conseguenza, se nel regime previgente effettuando più tipologie di lavori (es. caldaia + finestre), ciascun intervento beneficiava del proprio massimale autonomo di detrazione, con la riformulazione degli sconti prevista dalla Manovra 2027 il massimale di 96.000 euro è onnicomprensivo per unità immobiliare, coprendo tutte le spese e indipendentemente dal tipo o dal numero di interventi eseguiti.
La perdita in termini di sconto fiscale è evidente, con un meccanismo che penalizza in particolare le riqualificazioni energetiche profonde.
In aggiunta, si introduce espressamente la regola secondo cui, in caso di interventi che rappresentano la prosecuzione di lavori iniziati in annualità precedenti, le spese già sostenute e detratte concorrono a erodere il tetto massimo di spesa disponibile.
Ad ogni buon fine si specifica che l’iter della Manovra 2027 è solo alle primissime fasi. Il percorso parlamentare potrà modificare ulteriormente le disposizioni messe ad oggi nero su bianco e pertanto, per le dovute conferme, è fondamentale attendere l’ok definitivo al testo da parte di Camera e Senato.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




