È una delle principali opportunità di assunzione nella pubblica amministrazione per i profili tecnici. La Commissione RIPAM ha bandito un concorso per il reclutamento a tempo indeterminato di 882 specialisti tecnici, destinati alle amministrazioni di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
I vincitori saranno inquadrati nell’Area dei funzionari del comparto Funzioni locali. Il personale sarà impiegato esclusivamente in attività direttamente collegate alle politiche di coesione europee. La selezione è organizzata su base territoriale e la candidatura deve essere presentata per uno solo dei sette codici di concorso, corrispondenti alle diverse regioni. Le domande sono aperte fino alle ore 23.59 del 23 settembre 2026.
Quanti sono i posti e dove sono
La distribuzione dei 882 posti è molto differenziata tra i territori:
- Sicilia 269
- Campania 237
- Puglia 168
- Calabria 104
- Sardegna 61
- Basilicata 35
- Molise 8
Non si tratta di assunzioni concentrate soltanto nei capoluoghi. Il bando elenca infatti una lunga serie di amministrazioni destinatarie: Regioni, città metropolitane, Province, Comuni, Unioni di Comuni e altri enti locali. In Basilicata, per esempio, sono presenti posti nei Comuni di Potenza, Matera, Melfi e in numerosi altri Comuni, oltre alla Provincia di Potenza.
In Campania i 237 posti sono distribuiti in numerosi Comuni, nelle Comunità montane, nelle Province di Avellino, Benevento e Salerno, nella Regione Campania e nelle Unioni di Comuni.
In Puglia sono previsti, tra gli altri, posti presso la Città metropolitana di Bari, numerosi Comuni, le Province di Barletta-Andria-Trani e Foggia e la Regione Puglia. Il totale regionale è di 168 posti.
In Sardegna i 61 posti comprendono la Città metropolitana di Cagliari, diversi Comuni, Comunità montane, Province e Unioni di Comuni.
La Sicilia è invece il territorio con il maggior numero di posti: 269, distribuiti tra la Regione Siciliana, le Città metropolitane di Catania, Messina e Palermo, numerosi Comuni, Liberi Consorzi comunali e Unioni di Comuni.
Che cosa farà lo specialista tecnico
Il profilo ricercato non è quello di un tecnico generico. Il bando specifica che i vincitori saranno impiegati esclusivamente in attività direttamente afferenti alle politiche di coesione europee. Lo specialista tecnico dovrà contribuire a rafforzare la capacità amministrativa degli enti attraverso attività di supporto e progettazione tecnica, oltre che attraverso l’esecuzione di opere e interventi pubblici finanziati con risorse europee.
Le competenze richieste riguardano un’area molto ampia: urbanistica e pianificazione territoriale, ingegneria strutturale e civile, edilizia, impiantistica, architettura, ambiente e paesaggio, mobilità, trasporti e gestione del territorio. Il professionista potrà inoltre progettare e realizzare interventi, gestire opere pubbliche, infrastrutture ed edilizia e verificare la conformità dei progetti finanziati attraverso i fondi strutturali rispetto alla normativa europea e nazionale.
I requisiti: quali lauree servono
Per partecipare sono richiesti i requisiti generali previsti per l’accesso alla pubblica amministrazione: maggiore età, cittadinanza italiana o possesso dei requisiti previsti dalla normativa per l’accesso dei cittadini stranieri, godimento dei diritti civili e politici, idoneità fisica all’impiego, oltre all’assenza delle condizioni che impediscono l’assunzione presso una pubblica amministrazione.
Il requisito più importante riguarda il titolo di studio. Il bando ammette sia lauree magistrali sia, per alcune classi, lauree triennali. Tra le lauree magistrali sono comprese: LM-3 Architettura del paesaggio; LM-4 Architettura e ingegneria edile-architettura; LM-22 Ingegneria chimica; LM-23 Ingegneria civile; LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi; LM-26 Ingegneria della sicurezza; LM-27 Ingegneria delle Telecomunicazioni; LM-28 Ingegneria elettrica; LM-30 Ingegneria energetica e nucleare; LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio; LM-48 Pianificazione territoriale urbanistica e ambientale; LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio.
Sono ammesse anche le lauree triennali: L-7 Ingegneria civile e ambientale; L-17 Scienze dell’architettura; L-21 Scienze della pianificazione territoriale, urbanistica, paesaggistica e ambientale; L-23 Scienze e tecniche dell’edilizia; L-32 Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura.
Sono ammessi anche i titoli equiparati secondo la normativa vigente.
Per i titoli conseguiti all’estero valgono le procedure di equipollenza o equivalenza previste dalla legge.
Non è invece indicato dal bando un requisito di esperienza professionale specifica: il requisito fondamentale, oltre a quelli generali, è il possesso di una delle lauree previste.
Come si svolge il concorso: una sola prova
La procedura è particolarmente semplice dal punto di vista delle fasi concorsuali: è prevista una sola prova scritta. Non è previsto un colloquio orale. Il test consiste in 40 quesiti a risposta multipla da svolgere in 60 minuti, per un punteggio massimo di 30 punti.
I quesiti sono divisi in tre gruppi: 25 domande sulle materie tecnico-professionali. A questi si aggiungono 8 quesiti di logica e ragionamento critico-verbale e 7 quesiti situazionali, finalizzati a valutare la capacità di giudizio di fronte a concrete problematiche organizzative e gestionali.
Per le prime 33 domande la risposta corretta vale 0,75 punti, quella errata comporta una penalizzazione di 0,25 punti, mentre la mancata risposta vale zero. Per i quesiti situazionali il punteggio varia in base all’efficacia della risposta: 0,75 per quella più efficace, 0,375 per quella neutra e zero per quella meno efficace.
La prova viene superata con almeno 21 punti su 30.
Domanda entro il 23 settembre
La candidatura deve essere presentata esclusivamente online attraverso il portale inPA, utilizzando SPID, CIE, CNS oppure eIDAS.
Il candidato deve essere registrato sul portale, compilare il curriculum vitae e disporre di una PEC intestata a sé oppure di un domicilio digitale. La finestra per le candidature è stata aperta il 24 agosto 2026 alle ore 18 e terminerà alle 23.59 del 23 settembre 2026.
C’è un aspetto importante: si può presentare domanda per un solo codice di concorso, quindi per un solo ambito territoriale regionale. La scelta va dunque fatta tra Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Per partecipare è inoltre necessario pagare una quota di 10 euro, non rimborsabile, entro la scadenza della domanda. Il mancato pagamento comporta l’esclusione.
Il termine è perentorio: dopo la scadenza il portale non consentirà più di inviare la candidatura. Se viene presentata più di una domanda, viene considerata valida soltanto l’ultima inviata, mentre le precedenti vengono revocate.
Attenzione alle riserve
Il bando prevede diverse riserve di posti. Il 10% dei posti di ciascun ambito territoriale è riservato alle persone con disabilità ai sensi della legge 68/1999. Un’ulteriore quota del 30% è riservata, secondo le condizioni previste dalla normativa, ai volontari delle Forze armate. È inoltre prevista una riserva del 15% per gli operatori volontari che abbiano concluso senza demerito il servizio civile universale o nazionale.
È prevista infine una riserva non superiore al 40% dei posti per ciascun ambito territoriale a favore del personale che abbia maturato almeno 36 mesi di servizio nei rapporti di lavoro a tempo determinato indicati dal bando. Le diverse riserve non possono comunque complessivamente superare la metà dei posti messi a concorso.
Dopo il concorso: assunzione e formazione
I vincitori saranno assunti con contratto a tempo indeterminato nell’Area dei funzionari delle amministrazioni destinatarie. L’assegnazione avverrà sulla base delle preferenze espresse dai candidati secondo l’ordine della graduatoria. Se il vincitore non effettua la scelta, potrà essere assegnato d’ufficio a una sede vacante.
Dopo la selezione è previsto anche un corso di formazione sulle politiche di coesione, della durata massima di tre mesi. Durante il corso è riconosciuta una borsa di studio di 1.000 euro lordi al mese.
C’è però un vincolo da tenere presente per chi pensa alla mobilità futura: il personale assunto attraverso questo concorso non potrà accedere alle procedure di mobilità né essere utilizzato presso altre amministrazioni attraverso comando, distacco o strumenti analoghi fino al 31 dicembre 2029.
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