Dolby Vision 2 � ormai prossimo ad arrivare sui televisori. Il formato HDR dinamico presentato lo scorso settembre � in distribuzione sui modelli Hisense del 2026, nello specifico le serie UX, UR9, UR8 e U7, che lo ricevono tramite aggiornamento del firmware. TCL e Philips lo aggiungeranno su alcuni modelli entro la fine dell’anno.
Il completamento degli aggiornamenti sulle quattro famiglie Hisense � atteso entro fine settembre, con la gran parte del lavoro chiuso entro fine agosto, secondo quanto indicato da Chris Turkstra, vicepresidente della divisione dispositivi domestici di Dolby Laboratories. Il formato prevede anche Dolby Vision 2 Max, destinato alla fascia alta e presente su tutti i modelli Hisense annunciati; la versione base invece � pensata per i televisori pi� economici, privi del sensore di luce ambientale e della capacit� di elaborazione necessaria a gestire l’interpolazione del movimento.
Entrambi i livelli richiedono hardware dedicato, come gi� accadeva con Dolby Vision. L’unico SoC oggi compatibile � il MediaTek Pentonic 800, e questo esclude qualunque aggiornamento dei televisori Dolby Vision gi� venduti: continueranno a riprodurre i contenuti Dolby Vision 2 ignorandone semplicemente i metadati aggiuntivi. La diffusione del formato resta quindi legata al ricambio dei televisori nelle case, un processo che tipicamente ha un’estensione temporale di qualche anno.
Il motore lavora scena per scena
Il perno delle novit� � Content Intelligence, la piattaforma che sfrutta i metadati incorporati nel contenuto per ottimizzare l’immagine scena per scena, con l’obiettivo di rendere leggibili anche le sequenze girate in penombra. Dolby ha precisato che il meccanismo si appoggia esclusivamente ai metadati e non a una elaborazione di intelligenza artificiale. Sui contenuti sportivi e sul gioco l’intervento passa invece per la regolazione del punto di bianco e per il controllo del movimento.
Si affianca Light Sense 2, evoluzione della regolazione in base alla luce ambientale gi� vista con Dolby Vision IQ, che adatta l’immagine in modo continuo alle condizioni della stanza e serve soprattutto quando si guarda una scena scura in pieno giorno. C’� poi un cursore di intensit� con cui l’utente regola la profondit� delle alte luci HDR in base alle preferenze, alle condizioni di visione o alla propria percezione del contrasto, con una logica vicina ai controlli gi� presenti sui proiettori JVC ed Epson o all’impostazione dell’intensit� HDR di Windows. Authentic Motion e Light Sense 2 rientrano nel livello Max, mentre il cursore, la mappatura tonale locale e quella bidirezionale sono disponibili anche nella versione base e funzionano sui contenuti Dolby Vision gi� esistenti.
La mappatura tonale ora lavora anche verso l’alto
Quando Dolby Vision debutt�, poco pi� di dieci anni fa, film e serie erano masterizzati con alte luci pi� brillanti di quanto i televisori dell’epoca riuscissero a riprodurre, e il motore di mappatura tonale serviva a comprimere quell’informazione dentro la gamma effettivamente disponibile sul pannello. Oggi il rapporto si � rovesciato, perch� i master si fermano di norma fra i 1.000 e i 4.000 nit mentre i televisori di fascia alta vanno ben oltre. Il motore di Dolby Vision 2 pu� quindi lavorare anche nella direzione opposta, alzando in modo proporzionale la luminosit� del contenuto per sfruttare tutta la resa del pannello, e usare i metadati esistenti per la mappatura tonale locale e per la regolazione del contrasto.
Blade Runner 2049 � un film volutamente scuro, con una luminosit� media intorno ai 200-250 nit anche nella versione HDR, e quella penombra � parte del suo tono. Un Hisense UR9 supera i 3.000 nit, mentre un televisore come TCL X11L pu� vantare 10.000 nit (dichiarati dal produttore) per un pannello da 20.736 zone di attenuazione. Quanto di quell’intenzione fotografica sopravviva a un innalzamento proporzionale � il nodo che il formato si porta dietro, in un segmento di mercato che vende esattamente la fedelt� a ci� che il regista ha visto sul monitor di masterizzazione.
Le decisioni passano dalla post-produzione
Authentic Motion consente di attivare l’interpolazione del movimento con l’intensit� voluta su singole scene o su pochi istanti, per attenuare lo scatto di una panoramica o la scia in una sequenza d’azione veloce, e di disattivarla nei passaggi drammatici dove produrrebbe il classico effetto “soap opera”. La scelta va inserita nei metadati durante la post-produzione e non � applicabile ai contenuti Dolby Vision esistenti. “Quella funzione, forse pi� di ogni altra, deve nascere da decisioni approvate sul piano creativo”, ha spiegato Jonas Klittmark, responsabile business e prodotto di Dolby. “Sull’esperienza del movimento non vogliamo inventarci nulla”.
L’impostazione ha la precedenza sui filtri di interpolazione del televisore, ma resta sovrascrivibile: chi non tollera alcun tipo di fluidificazione artificiale pu� tornare alle regolazioni statiche dell’apparecchio o spegnere tutto. Il formato vive comunque dei contenuti codificati con i nuovi metadati, un passaggio che gli studi devono inserire nel proprio flusso di post-produzione. Al momento hanno aderito Peacock, la francese Canal+ e la cinese iQiyi, con altri produttori di contenuti al lavoro sull’integrazione.
Sul fronte opposto HDR10+ Advanced, annunciato lo scorso autunno poco dopo Dolby, mette sul piatto le stesse funzioni, dal controllo della luminosit� alla mappatura tonale locale fino ai metadati per l’interpolazione, e non richiede royalty: lo sostengono Samsung e Panasonic, che ne sono fra i fondatori, insieme a Hisense, TCL, Amazon Prime Video e Roku. LG e Sony non hanno per ora annunciato il supporto a Dolby Vision 2. Per chi possiede uno dei quattro Hisense citati l’aggiornamento arriva da solo entro settembre e senza costi.
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