MODENA. Modena Life è il primo fondo di investimento immobiliare chiuso dedicato alla realizzazione di interventi di rigenerazione urbana a Modena, che consentiranno di restituire alla collettività la fruibilità di aree e comparti immobiliari attualmente abbandonati al degrado. L’obiettivo del fondo è quello di assicurare ritorni economici per gli investitori e benefici per i territori coinvolti, restituendo al contempo ai cittadini porzioni di territorio oggi in stato di abbandono e degrado, minimizzando l’impatto ambientale e favorendo il riuso. Una nuova filosofia di intervento, quindi, che porta benefici diretti non solo agli investitori, ma a tutta la comunità.
Le differenze
Il fondo comune di investimento Modena Life si differenzia da precedenti iniziative per diversi aspetti: per prima cosa, è strutturato per sostenere iniziative immobiliari nelle città di piccola e media dimensione della “provincia” italiana, mentre i fondi immobiliari tradizionali in Italia sono prevalentemente dedicati a Roma e a Milano. In secondo luogo, il nuovo fondo incorpora nel proprio regolamento di attuazione, sotto la vigilanza della Banca d’Italia, il perseguimento di finalità ambientali, sociali e di gestione (Esg) che hanno il medesimo peso della finalità di ritorno economico dell’iniziativa, mentre i fondi immobiliari tradizionali perseguono finalità speculative. Inoltre, il fondo persegue investimenti di rigenerazione che portano alla riqualificazione (intesa come effetti sulla comunità locale circostante) di interi comparti urbanistici, ponendosi come interlocutore per una programmazione negoziata pubblico-privata, in linea con i nuovi strumenti normativi di pianificazione urbanistica, mentre i fondi tradizionali si confrontano con gli organismi pubblici prevalentemente in fase di rilascio delle autorizzazioni.
Direzionale Manfredini
Il primo intervento di rigenerazione urbana di Modena Life riguarda un complesso immobiliare denominato “direzionale Manfredini”, situato in viale Corassori, a pochi minuti dal centro storico di Modena, già sede del Banco San Geminiano e San Prospero, ma in stato di abbandono da quasi trent’anni. Il progetto di recupero, ora nella fase di “strip out” dopo l’acquisizione da parte di Modena Life, persegue quindi obiettivi tanto di natura economica quanto sociali e ambientali.
Le idee per il rilancio
Per quanto riguarda il contenuto del direzionale Manfredini del futuro, al momento le idee per vanno in tre direzioni: da una parte una “food court”, ovvero un’ampia area destinata alla ristorazione e al food, con comparto commerciale a servizio della comunità; la seconda area sarebbe quella di un business center con uffici che condividono servizi comuni, come sale multimediali e sale meeting anche a servizio del quartiere. Infine, ai piani alti del grande complesso di viale Corassori, una parte destinata alle residenze temporanee per lavoratori e studenti. Durante il convegno in programma oggi a Palazzo Ducale si parlerà diffusamente di questo intervento, e di altri che sono per ora in fase di studio, dal Direzionale 70 al Villaggio Artigiano ovest, sino all’edilizia rurale e a diversi altri interventi per il rilancio dei servizi in Appennino.
L’aspetto sociale
Dal punto di vista economico, trattandosi di risparmio gestito, gli interventi del fondo dovranno necessariamente puntare a una remunerazione per gli investitori, condizione indispensabile di ogni iniziativa privata. Sotto il profilo sociale, la riconversione si caratterizzerà per il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse (a partire dalla comunità locale, quindi cittadini e imprese, e da tutti gli enti coinvolti). Da un punto di vista ambientale, il progetto rispetterà i migliori standard in tema di sostenibilità. L’obiettivo degli investitori consiste nel miglioramento delle condizioni di vita della comunità e nel fornire risposte ai bisogni attuali di cittadini, lavoratori e imprese. Consultazione online Per coinvolgere immediatamente i cittadini, anche qui scegliendo una modalità innovativa e decisamente inusuale per un intervento privato, il fondo ha aperto una consultazione popolare sul sito www.modenalife.it che nelle prime settimane ha raggiunto circa 600 risposte. La cifra distintiva delle risposte è stata quella di un generale consenso verso l’intervento, che dopo quasi tre decenni di degrado e incuria restituirà il complesso alla comunità.
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