La lotta alla Xylella in Puglia entra in una nuova fase con un piano condiviso e 30 milioni di euro per la rigenerazione olivicola. Fondi, trasparenza e semplificazione burocratica saranno cruciali per rilanciare il settore e garantire la sostenibilità futura
La Xylella fastidiosa è una ferita aperta per l’olivicoltura pugliese. Da oltre un decennio, il batterio ha devastato migliaia di ettari di uliveti, compromettendo il paesaggio, l’economia agricola e l’identità stessa della regione. Ma ora, dopo anni di incertezze, sembra aprirsi una nuova fase: il recente tavolo tecnico convocato al Ministero dell’Agricoltura (Masaf) segna un punto di svolta, con un piano di azione condiviso tra istituzioni, comunità scientifica e mondo agricolo.
Un impegno condiviso per uscire dall’emergenza
Il vertice, tenutosi il 26 febbraio 2025 a Roma, ha visto la partecipazione di attori chiave del governo e della Regione Puglia, oltre alle principali associazioni agricole. Tra i presenti,
- il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida,
- il sottosegretario Patrizio La Pietra,
- i sottosegretari alla Salute e all’Ambiente, rispettivamente Marcello Gemmato e Claudio Barbaro,
- il presidente del Crea Andrea Rocchi
- e il commissario straordinario Nicola Dell’Acqua.
Il messaggio lanciato è chiaro: la lotta alla Xylella deve essere affrontata con una strategia organica e trasparente, superando le difficoltà burocratiche che finora hanno rallentato l’attuazione dei piani di intervento. «Dobbiamo capire cosa è stato fatto fino ad ora, come sono stati impiegati i fondi già stanziati e con quali risultati. Solo così potremo elaborare una strategia efficace per il rilancio dell’olivicoltura pugliese», ha dichiarato La Pietra.
30 milioni per la rigenerazione olivicola: fondi e semplificazione
Uno dei punti centrali del tavolo è stato il finanziamento di 30 milioni di euro previsto dal cosiddetto “DL Agricoltura”, destinato alla riconversione e al reimpianto di varietà resistenti. Si tratta di un primo passo concreto per restituire produttività alle aree colpite, ma che dovrà essere accompagnato da una semplificazione delle procedure burocratiche, affinché gli aiuti arrivino tempestivamente alle aziende agricole.
«L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Donato Pentassuglia – è mettere a disposizione queste risorse nel più breve tempo possibile, evitando gli ostacoli che in passato hanno frenato gli interventi. Il riconoscimento del lavoro fatto dalla Regione Puglia è un segnale positivo, ma ora bisogna accelerare l’attuazione delle misure».
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Dalla crisi idrica alla trasparenza nella gestione dei fondi
Accanto alla Xylella, un altro problema cruciale per l’agricoltura pugliese è la carenza d’acqua. La rete irrigua regionale si dimostra ancora inadeguata, aggravando le difficoltà degli agricoltori nel gestire le nuove coltivazioni e ostacolando il recupero degli uliveti. Durante l’incontro al Masaf è stato affrontato anche questo tema, con il coinvolgimento del commissario straordinario per la crisi idrica.
Ma oltre alle risorse, è fondamentale garantire trasparenza e tracciabilità nell’utilizzo dei fondi. Alfonso Guerra, direttore di Copagri Puglia, ha posto l’accento sulla necessità di una banca dati chiara e accessibile per monitorare le misure finanziate e il loro impatto. «Non possiamo permetterci che la burocrazia faccia più danni della Xylella stessa», ha ammonito Guerra.
Un cambio di paradigma per il futuro dell’olivicoltura pugliese
Il tavolo tecnico ha evidenziato un punto cruciale: serve un cambio di approccio. La gestione dell’emergenza deve lasciare spazio a una visione strategica a lungo termine, che includa misure strutturali per la rigenerazione del settore.
Luca Lazzàro, presidente di Confagricoltura Puglia, ha sottolineato l’urgenza di un nuovo piano di rigenerazione produttiva: «L’attenzione del governo è un segnale importante, ma ora bisogna fare in modo che i fondi diventino operativi rapidamente. Le imprese agricole, da anni impegnate a contenere il batterio con risorse proprie, non possono più aspettare».
La Xylella ha cambiato per sempre il volto dell’olivicoltura pugliese, ma la sfida ora è trasformare questa tragedia in un’opportunità di rinnovamento. Il nuovo piano dovrà garantire non solo il reimpianto, ma anche la sostenibilità delle coltivazioni e il rafforzamento dell’intero comparto. La partita è ancora aperta, ma la direzione sembra finalmente quella giusta.
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