lo schema di riassicurazione pubblico-privato UE svolgerebbe un “ruolo attivo” nel ridurre il gap di protezione Assinews.it

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Da una recente analisi di Morningstar emerge la conferma di quanto sia necessario un approccio coordinato a livello europeo in materia di assicurazioni, soprattutto perché i sistemi nazionali faticano a tenere il passo con i crescenti rischi finanziari posti dalle catastrofi naturali.

Mario De Cicco, Vicepresidente del Global Insurance & Pension Ratings, e Marcos Alvarez, Managing Director del Global Financial Institution Ratings di Morningstar, hanno analizzato il crescente gap di protezione assicurativa in Europa causato dalle catastrofi naturali.

Sulla base delle informazioni fornite dall’EIOPA e dalla Banca centrale europea (BCE), hanno commentato i potenziali vantaggi di un sistema assicurativo a livello europeo per ridurre il divario e rafforzare la stabilità finanziaria di fronte a catastrofi sempre più gravi.

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Il sistema di riassicurazione pubblico-privato proposto dall’UE ha come scopo quello di migliorare la diversificazione dei rischi, l’accessibilità economica e la stabilità finanziaria in Europa.

Come notano De Cicco e Alvarez, “il sistema di riassicurazione pubblico-privato dell’UE svolgerebbe un ruolo attivo nella riduzione del gap assicurativo, garantendo allo stesso tempo una protezione assicurativa a prezzi accessibili contro le catastrofi naturali in tutta Europa”. Ampliando la portata del risk-pooling, questo sistema potrebbe fornire un sostegno fondamentale sia ai governi che agli assicuratori privati.

Nonostante la crescente minaccia di eventi legati al clima come inondazioni, incendi e tempeste, lo stato attuale della copertura assicurativa nell’UE è inadeguato. Secondo il Dashboard 2024 dell’EIOPA, infatti, solo il 20% delle perdite economiche generate da catastrofi naturali nell’UE è assicurato, lasciando il restante 80% esposto.

Gli autori sottolineano che “sette dei 28 Paesi hanno riportato perdite economiche non assicurate da catastrofi naturali superiori al 95% del totale”. Questo significativo gap assicurativo è destinato a peggiorare con l’aumentare della frequenza e della gravità delle catastrofi naturali, esercitando una pressione crescente sui sistemi finanziari pubblici e privati.

Il problema è aggravato dalla crisi climatica, che determina sia la crescente gravità degli eventi naturali sia l’aumento dei costi associati all’assicurazione contro questi rischi. Questo scenario aggrava i problemi di accessibilità economica per i consumatori, le imprese e i governi, rendendo evidente la necessità di un sistema più ampio e resiliente.
Diversi Paesi europei hanno già implementato schemi assicurativi nazionali per affrontare i rischi finanziari posti dalle catastrofi naturali. Danimarca, Francia e Belgio hanno programmi particolarmente efficaci che combinano risorse del settore pubblico e privato per gestire i rischi. In Spagna, ad esempio, il Consorcio de Compensación de Seguros (CCS) è stato essenziale nel coprire le richieste di risarcimento per rischi straordinari come le inondazioni, contribuendo a mitigare l’impatto finanziario degli eventi catastrofici sul settore pubblico e privato.

Tuttavia, i sistemi assicurativi nazionali presentano dei limiti, in particolare per quanto riguarda la capacità di coprire in modo completo tutti i rischi di catastrofe naturale.
Come osservano gli autori, il nuovo sistema italiano (il cui lancio è previsto per il 2025) si concentrerà solo su alcuni eventi naturali ed escluderà i privati e le abitazioni. Queste limitazioni sottolineano la necessità di una soluzione più completa a livello europeo, in grado di raggruppare i rischi in più Paesi, fornendo un meccanismo finanziario più ampio e stabile per affrontare i crescenti rischi di catastrofe.

Il sistema di riassicurazione pubblico-privato proposto a livello europeo, come delineato dall’EIOPA e dalla BCE, offrirebbe vantaggi sostanziali. De Cicco e Alvarez sottolineano che una soluzione a livello europeo creerebbe quadri di gestione del rischio più efficaci e una maggiore diversificazione del rischio, rafforzando la capacità del continente di resistere all’impatto finanziario delle catastrofi naturali.

Questo approccio più ampio a livello europeo incorporerebbe anche ulteriori meccanismi di trasferimento del rischio, come i catastrophe bond, rafforzando ulteriormente la capacità dell’Europa di gestire le ricadute finanziarie di catastrofi naturali sempre più frequenti.

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Gli autori osservano che ciò offrirebbe l’ulteriore vantaggio di migliorare l’accessibilità economica delle assicurazioni, distribuendo il rischio su un gruppo più ampio di Paesi.

Inoltre, il settore privato trarrebbe notevoli benefici da questa espansione. La proposta fornirebbe una capacità riassicurativa aggiuntiva, aiutando le compagnie assicurative ad assorbire alcuni dei rischi finanziari associati alle catastrofi naturali. Questo, a sua volta, contribuirebbe a migliorare la disponibilità e l’accessibilità delle assicurazioni, in particolare nelle regioni ad alto rischio.

Sebbene i vantaggi principali di una soluzione a livello europeo siano di natura finanziaria, l’impatto più ampio di un tale sistema sarebbe anche sociale. Garantendo alle popolazioni vulnerabili l’accesso a una protezione assicurativa a prezzi accessibili, un sistema a livello europeo ridurrebbe l’impatto sociale ed economico delle catastrofi naturali.

Ad esempio, le regioni che altrimenti non potrebbero ottenere una copertura a causa dei premi elevati sarebbero protette, creando un sistema più equo per tutti i cittadini europei.

I regimi assicurativi nazionali hanno fatto passi avanti nel mitigare le ricadute finanziarie delle catastrofi naturali in alcuni Paesi, ma gli autori sostengono che un’azione a livello europeo è essenziale per affrontare la crescente minaccia di catastrofi naturali in tutto il continente. La soluzione a livello europeo proposta dall’EIOPA e dalla BCE offre un percorso promettente, ampliando la condivisione dei rischi, migliorando l’accessibilità economica e sostenendo la stabilità finanziaria.



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