Pietro Praticò svela tutto quello che c’è da sapere sul gioco del burraco

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Si è volto nei giorni scorsi nei locali del circolo Arci Samarcanda, organizzato dalla Burraco team Trapper, si è svolto un interessante convegno che, copiando un famoso film di Woody Allen, si è incentrato su “Tutto quello che avreste voluto sapere sul burraco, ma non avete osato chiedere. Anzi vi stanno raccontando frottole ’’. A darne notizia è l’associazione “noiburraco”.

“La relazione iniziale, – tenuta  proprio dal dr. Piero Praticò, sociologo, presidente nazionale dell’Associazione “noiburraco’’  il quale, nel lontano 2003,fece conoscere il gioco nelle nostre zone, ed è, a oggi, uno dei più accreditati esperti   italiani del settore, autore, fra l’altro, di diverse pubblicazioni e articoli sulle riviste ludiche specializzate e non.

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Il Pratico ‘ha svolto un approfondito excursus sul gioco, dalla sua nascita all’attuale situazione che lo vede, per il numero degli appassionati e per il giro economico, non più un semplice gioco di carte, bensì un fenomeno sociale importante che impatta sulla sociologia, sulla storia dei giochi di carte.

Il relatore si è soffermato, inoltre, in maniera dettagliata sull’evoluzione del gioco, specificando che la prospettiva, visione e organizzazione del gioco tendente a decretare il burraco come disciplina sportiva, da far riconoscere dal Coni, come facente parte dei giochi della mente, insieme a bridge, scacchi e dama è stata soppiantata dall’affermarsi, invece, di una dimensione e caratura commerciale, fortemente strutturata e capace di generare redditi e certamente non  orientata  a valori etici e sportivi.

Aver instaurato la logica del quarantino, aver continuato, nonostante i clamorosi insuccessi a utilizzare l’architrave inidonea dei movimenti danesi e Mitchell (schemi propri del bridge) al burraco e soprattutto aver avviato l’aberrante istituzione   dei gironi unitamente alle opacità di talune gestioni contabili e amministrative ha comportato che il Coni abbia deciso di escludere il burraco dal novero delle discipline sportive, evidenziandone la mancanza di uno schema di gioco, valido e appropriato, e di un regolamento condiviso e culturalmente performante.

L’Ente sportivo ha, praticamente, distrutto tutto, anche il poco di valido che era stato costruito, i risultati che precedentemente si erano ottenuti, decretando, tra l’altro la fine delle Federazioni; chi ancora oggi ne parla, non è un semplice nostalgico, bensì un divulgatore di notizie false e tendenziose che fanno leva e breccia sulla credulità popolare per guadagnare qualche soldino. La decisione adottata dal Coni, nell’ambito delle prerogative di legge, ha comportato l’imbarbarimento del settore.

Si assiste, quotidianamente, al nascere di improvvisati organizzatori, la cui attività non è sottoposta al vaglio di alcuna struttura sovrastante, con dubbia applicazione, peraltro, di normative giuridiche, con grosse sacche di evasioni fiscali e mancanze di ritenute sui redditi generati e completa inosservanza degli adempimenti obbligatori, previsti dall’entrata in vigore del codice del Terzo Settore.

Urge, necessariamente, – a giudizio del relatore – l ’adozione di un provvedimento legislativo che regoli il settore e preveda, non solo i requisiti necessari per i soggetti organizzatori, ma soprattutto determini un limite alle quote economiche di partecipazione, e i relativi montepremi e il numero massimo dei tornei da svolgere, tenendo presente le difficoltà economiche del periodo e i rischi di fenomeni di ludo patia. Necessita, quindi, un quadro normativo chiaro e ben dettagliato che dia serenità e tranquillità agli appassionati del gioco, ai presidenti dei circoli e agli direttori di gara.

Se vanno, nella direzione delineata, le recenti dichiarazioni del presidente del Senato, possono essere interpretate   come un primo passo di espressione della volontà politica   di mettere mano e regolamentare il mondo del burraco, almeno quello, dei tornei pubblici.

In attesa dei provvedimenti legislativi necessari e propedeutici, vanno ripresi, peraltro, i colloqui e i confronti col Coni per far tornare il burraco nell’alveo delle discipline sportive.

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A tal fine il dr. Praticò, unitamente ad alcuni dirigenti dell’Associazione, ha illustrato l’innovativo sistema di gioco per il burraco, denominato Alorun, già depositato in SIAE, sperimentato e apprezzato in diverse circostanze, come idoneo a regolamentare le competizioni di burraco. Il suo utilizzo è stato sospeso, cosi come l’organizzazione dei tornei giusta l’indicazione dei commercialisti consultati, che ne hanno consigliato il riavvio quando saranno chiare e risolte alcune difficolta di interpretazione e di applicazione, di norme contenute nel codice del Terzo Settore e comunque applicabili   al burraco”.



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