Il futuro di Star Wars, le ipotesi dopo l’addio di Kathleen Kennedy

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L’ultima notizia sul futuro di Star Wars, arrivata nei giorni scorsi, può essere avvertita come un leggero disturbo nella Forza: Kathleen Kennedy potrebbe lasciare il suo posto da presidente di Lucasfilm a conclusione del suo contratto a fine 2025, decidendo poi di godersi la meritata pensione. La veterana dell’industria cinematografica era entrata nell’azienda nel 2012 per fare da co-presidente assieme al fondatore George Lucas, che poi l’ha lasciata sola in seguito all’acquisizione da parte di Disney. Nei dieci anni della sua guida, ha rilanciato soprattutto il franchise di Star Wars, inaugurando la trilogia sequel, tentando tra alti e bassi la via degli spin-off (soprattutto Rogue One, apprezzato dalla critica) e soprattutto gestendo l’espansione sul fronte delle serie tv con successi come The Mandalorian e Andor. Accanto a grandi traguardi, altri progetti da lei siglati (come l’altro spin-off filmico Solo e, in altri ambiti del catalogo Lucasfilm, il revival di Indiana Jones) non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati e soprattutto non sono stati molto apprezzati dal pubblico, per non dire che sono stati dei veri e propri flop.

In ogni caso il suo abbandono – da lei stessa mai confermato, anzi bollato come “speculazioni” – era ipotizzato da tempo ma, in ogni caso, metterebbe in discussione il futuro di Star Wars come mai prima. Nonostante la sua direzione creativa non fosse sempre apprezzata soprattutto dai fan più puristi e affezionati alla visione di Lucas, Kennedy era riuscita a mantenere la barra dritta su una delle saghe più complesse, ambiziose e lucrose del cinema mondiale. Allo stesso tempo, la serie cinematografica è in una fase di stallo che dura da sei anni (dal non esaltante Star Wars: L’ascesa di Skywalker del 2019), un’eternità considerando i ritmi produttivi attuali. Al momento l’unica uscita definita porta la data del maggio 2026, quando dovrebbe uscire The Mandalorian & Grogu di Jon Favreau, il culmine cioè dell’universo seriale targato Disney+. Per il resto si parla da tempo di nuovi titoli firmati da James Mangold, Sharmeen Obaid-Chinoy, Taika Waititi e Donald Glover, ma nessuno ha mai avuto ufficialità assoluta o dettagli di produzione; altri progetti legati a filmmaker come Kevin Feige, Patty Jenkins, Rian Johnson, David Benioff e D.B. Weiss sono sfumati per varie ragioni.

Il futuro di Star Wars

Sarà legato a questo punto a una serie molto ampia di variabili. Non è chiaro chi potrebbe prendere il posto di Kennedy, un ruolo che non solo ha ricadute molto importanti e delicate dal punto di vista finanziario e di marketing, ma che ha anche una responsabilità creativa piuttosto cruciale nel dare il volto al cinema dei prossimi anni. Non solo Lucasfilm ha sempre spinto in avanti l’innovazione a livello di effetti speciali e ottimizzazioni produttive (si vedano le avanzate tecniche di facial capture o l’avanguardistico studio di ripresa a 360 gradi di The Mandalorian), ma ha anche lanciato o valorizzato talenti registici di grande calibro. A volte, però, li ha anche sacrificati: venuto dal mondo indie, Gareth Edwards ha avuto la sua grande chance con Rogue One, salvo poi vederselo stravolto prima dell’uscita in sala; Phil Lord di Christopher Miller di Spider-Man: Into the Spider-verse sono stati licenziati a metà riprese; la serie The Acolyte di Leslye Headland (Russian Doll) è stata cancellata senza tanti complimenti.

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La galassia lontana, lontana si trova dunque di fronte a una serie di bivi, acuiti dalla delicata situazione del cinema globale: la saga è vittima della propria iper-produzione degli ultimi anni oppure della sua lunghissima pausa degli ultimi anni? Dovrà puntare su un ritorno alle atmosfere e alla mitologia originali oppure inseguire i più recenti trend della cinematografia? Il segreto è puntare sul coltivare nuovi talenti o affidarsi ai nomi più di grido? Non ci sono ovviamente risposte univoche anche se una direzione dovrà presto essere trovata dal papabile successore di Kathleen Kennedy. A Hollywood iniziano già a girare alcuni nomi: ovviamente in pole position ci sono lo stesso Jon Favreau, che ha rivitalizzato l’afflato epico di Guerre stellari con The Mandalorian e affini, e Dave Filoni, già creativo di punta dietro a titoli come The Book of Boba Fett e Skeleton Crew. Secondo Variety, in lizza ci sono anche David Heyman, già produttore dei film di Harry Potter e Animali Fantastici, o Mary Parent che da Legendary ha seguito saghe come Dune e Godzilla. Con un’altra property come Marvel che naviga anch’essa acque incerte, la casa madre Disney dovrà trovare presto una nuova rotta, senza scontentare investitori né fan e soprattutto senza abbandonarsi al lato oscuro della Forza.



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