«Così convinceremo i privati ad affittare gli alloggi sfitti»

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C’è il Piano casa della Regione Veneto, un malloppo di cento pagine licenziato dalla giunta lo scorso dicembre e al momento fermo in Seconda commissione consiliare. Ci sono le proposte del Partito Democratico. Ci sono quelle della Cgil e del Sunia. E, presentate ieri, anche quelle del Veneto che Vogliamo di Elena Ostanel. Al di là delle differenti ricette, c’è un dato che accomuna le diverse analisi: in Veneto non ci sono alloggi pubblici sufficienti, non c’è un’offerta tale da far fronte a una domanda sempre più crescente. Tant’è che l’assessore competente, Cristiano Corazzari, è convinto: «Per quante case pubbliche possiamo ristrutturare, il problema si risolve solo attingendo al mercato privato che oggi in Veneto ha 500mila alloggi sfitti, mentre noi in rapporto ne abbiamo l’1%. Il punto è convincere i privati ad affittare le loro case. Non lo fanno perché non si sentono tutelati. Ho messo i tecnici al lavoro per capire quali possono essere gli ambiti di intervento e al momento l’ipotesi è di un partenariato pubblico-privato». Un’agenzia? «Sì, mettere in piedi un’agenzia che prenda in affitto gli immobili privati, tutelando i rispettivi proprietari, per darli poi a chi ne ha bisogno».


L’opposizione

Nel frattempo il “Piano strategico delle politiche della casa nel Veneto 2024-2029” varato dalla giunta regionale lo scorso dicembre sta raccogliendo valanghe di critiche. Perché è tardivo (l’ultimo Piano è scaduto nel 2020). Perché non ha fondi. Perché non affronta specifici problemi abitativi, come quelli degli studenti universitari: giovani che per motivi di studio si trasferiscono a Venezia, Padova, Verona, anche Treviso, e faticano a trovare una camera. «E non sarebbe male una bella indagine su quanto “nero” ci sia in questo settore», rifletteva ieri mattina lo speaker dell’opposizione Arturo Lorenzoni, presente assieme ai colleghi Vanessa Camani e Chiara Luisetto (Pd), Andrea Zanoni e Renzo Masolo (Europa Verde) e Erika Baldin (M5s), alla presentazione di “Abitare in Veneto”, un corposo dossier preparato dal Veneto che Vogliamo di Elena Ostanel. Notevole la raccolta di dati, tutti documentati. Ad esempio: in Veneto ci sono almeno 10mila famiglie in attesa di un alloggio Ater, ma le Ater hanno 7.850 alloggi di proprietà e in gestione che sono sfitti. È il 19,3%. Quante erano nel 2010, anno di insediamento della prima giunta Zaia? Il 7,1 per cento. «Con dati alla mano – ha detto Ostanel – ho dimostrato che la casa in Veneto èuna chimera per tanti, sia per chi vorrebbe accedere ad una casa pubblica, sia per chi non riesce piùa trovarla nel mercato privato perché paga quasi il 40% del proprio reddito mensile per l’affitto: in queste condizioni dobbiamo riconoscere di essere in una crisi abitativa che dobbiamo urgentemente prendere in carico». Dure le accuse alla giunta di Zaia: «Il nuovo Piano casa non individua azioni concrete per rispondere alle famiglie sempre piùin difficoltà e, ancora piùgrave, non stanzia un euro da investire sulla casa. È un libro dei sogni».

Proposte? «Basterebbero alcune azioni concrete. Con un piano da 3 milioni di euro all’anno la Regione potrebbe eseguire i lavori necessari a riattare gli alloggi che necessitano di piccole manutenzioni, che sono il 25% del totale degli alloggi sfitti di proprietàdelle Ater, e che potrebbero essere cosìmessi subito a disposizione delle graduatorie. Quanto al mercato privato, bisogna rifinanziare il fondo per le morosità incolpevoli, ma soprattutto sostenere le agenzie per l’abitare che nascono nei comuni e che si pongono come ente che sostiene sia i locatori che i locatari. E poi bisogna affrontare due grandi temi: gli affitti brevi e gli alloggi studenteschi». E per sottolineare le carenze di Palazzo Balbi, Ostanel ha invitato l’assessore di Padova Francesca Benciolini: «Dalla Regione non arrivano fondi strutturali per le manutenzioni, ma solo sporadici».

La replica

«Il nostro Piano un libro dei sogni senza fondi? È un documento di strategie, mette le basi per modificare la legge 39 del 2017 – ha detto l’assessore Corazzari -. Sto inoltre portando in giunta uno stanziamento di 14 milioni di fondi Fsc per Comuni e Ater per interventi di riatto degli alloggi, fino a 15mila euro e da 15mila a 50mila. E abbiamo approvato nel Collegato di stabilità lo sgravio dello 0,4% del valore locativo per Comuni e Ater». Proposta, a onor del vero, che era stata avanzata da Ostanel. Ma la sfida, per Corazzari, è convincere i privati, tutelandoli, ad affittare le loro case sfitte: «Ci stiamo lavorando». 





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