Spacca per le elezioni guarda al Pd (e ha usato Osimo come esca)

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Contabilità

Buste paga

 


C’è una sottile linea rossa che collega Osimo a Palazzo Raffaello. Un fil rouge che sta strangolando la Regione. La città dell’Anconetano assurta al rango di Ohio delle Marche non per meriti ma per l’ordinaria follia che la governa da mesi. In principio fu l’eutanasia politica della giunta Pirani, sostituita dal commissario dopo aver staccato la spina. Ora è la volta del passo indietro di Orsetti, dopo che il gotha del centrodestra regionale aveva accolto la sua candidatura a sindaco come la manna dal cielo.

Finanziamenti personali e aziendali

Prestiti immediati

 

Il tris

E siccome non c’è due senza tre, alle elezioni di maggio la vittoria del centrosinistra a Osimo pare talmente scontata da far impallidire le proverbiali percentuali bulgare. Un triplete di autogol che si scarica sul campo da gioco proprio a ridosso delle Regionali di fine settembre. Il governatore Acquaroli aveva auspicato – e apertamente sostenuto – la discesa in campo di Orsetti, ritenuto uomo capace e di spessore. Nei desiderata del presidente e del suo cerchio magico, quello di Osimo doveva diventare il laboratorio positivo su cui fondare un’alleanza con Base popolare in prospettiva regionale. Invece è stato un boomerang piombato malamente sul suo tavolo. Perché questo tipo di centro perde il pelo ma non il vizio, ed essere giano bifronte è nella sua natura. Quando Orsetti è sceso in campo – di fatto spinto dal padrino del movimento Spacca – l’ha detto apertis verbis: siamo disponibili ad allearci con chiunque.

Le reazioni inaspettate

Poi però, da centrodestra locale e civiche sono arrivati i veti su Dino Latini (presidente del Consiglio regionale), considerato il Giuda che ha tradito la maggioranza Pirani. Ma senza i suoi voti Orsetti – che con Latini aveva stretto un accordo omeopatico – non avrebbe avuto chance. Da sinistra si è levato il muro invalicabile dell’ex sindaco Pugnaloni, peraltro figlio putativo politico di Orsetti. Tu quoque, Brute avrebbe detto Cesare. Se Spacca aveva auspicato un passo indietro della candidata Glorio già in campo – per iniziare a cinguettare col Pd, chissà mai dove si poteva arrivare – la risposta di dem&soci è stata picche. Ma la vicenda diventa emblematica delle dinamiche che si replicheranno alle Regionali. Il centrodestra è convinto che Base popolare sia dei loro. Intanto Spacca porta avanti la politica dei due forni, da scafato panettiere. Perché se davvero Orsetti – e quindi Spacca – fosse stato convinto di candidarsi col centrodestra, gli endorsement di Acquaroli e della segretaria regionale della Lega Latini sarebbero stati più che sufficienti.

Il modello Ursula

Invece sono andati avanti anche i tentativi con il Pd, che resta l’opzione più gradita: nell’intervista di settembre a questo giornale lo stesso Spacca rivelò di preferire per le Regionali una rivisitazione in salsa marchigiana della maggioranza Ursula, la coalizione multicolor che nel 2019 portò per soli 9 voti la Von der Leyen sullo scranno di presidente della commissione Ue. E questo grazie all’alleanza che unì popolari e socialdemocratici (tra gli italiani, per capirci, la votarono Pd, Forza Italia e pure i grillini), escludendo le destre. Tradotto dall’esperanto all’italiano: se Ricci ci sta andiamo con lui, sennò ripieghiamo su Acquaroli. Non sorprende quindi che l’intera melassa spacciata per decollo si sia tradotta in un fragoroso schianto, con il generoso Orsetti nelle vesti di Icaro, sciolto in 4 giorni.

Dalla vicenda osimana – segnalano i radar – si è tenuto ben alla larga proprio Ricci, lo stesso che ha innescato questa reazione a catena quando la scorsa estate dal palco della Festa dell’Unità di Pesaro, aveva lanciato un’Opa su Spacca e Base popolare. Da allora nulla è stato come prima: il centrodestra – dimenticata nella cassapanca la bussola e insieme la capacità di orientarsi – si è cominciato ad agitare e si è lanciato in una controffensiva che pareva aver funzionato, allontanando apparentemente il centrosinistra.

Contributi e agevolazioni

per le imprese

 

Poi la debacle di Osimo e il traumatico risveglio con la doccia fredda. In questa operazione Base popolare ha perso buona parte della sua credibilità, trascinando nel fango proprio il centrodestra – che ora ci penserà due volta prima di garantire un posto nella giunta regionale ad Orsetti in caso di vittoria – prendendo schiaffi dal centrosinistra e dando ragione a quegli esponenti di primo piano del Pd marchigiano che avevano con lungimiranza sparato a pallettoni contro Spacca. Una domanda sorge spontanea: ma un movimento che se alle urne raggiunge il 3% va ad accendere un cero nella Santa Casa di Loreto, vale davvero tutto questo bailamme? Esattamente, non lo vale. Qualcuno (geolocalizzato a Pesaro) l’ha capito, altri meno.





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Source link