#Finsubito news – l’obiettivo è rilanciare l’agricoltura italiana


Con 76 voti favorevoli,  nessuno contrario e 64 astensioni, il Senato ha approvato ColtivaItalia, il provvedimento del governo Meloni pensato per dare una boccata di ossigeno a un settore da tempo in apnea.

Un progetto da 1.184,3 milioni di euro destinato all’agricoltura italiana, sul quale maggioranza e opposizioni hanno finalmente trovato un punto di incontro. Ed è un segnale tutto sommato molto positivo, in una legislatura segnata da scontri politici frontali praticamente su ogni dossier.

Il testo, presentato già nel 2025 dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, completa ora il proprio iter parlamentare per diventare legge a tutti gli effetti. 

Le risorse sono spalmate sul triennio 2027-29 e coprono un ventaglio ampio di interventi: dalle filiere strategiche al ricambio generazionale, dalla lotta alle malattie delle piante alla tutela del Made in Italy agroalimentare.

Il piano del disegno di legge sull’agricoltura 

L’agricoltura italiana, è inutile negarlo, soffre di debolezze antiche e di alcune emergenze più recenti. La dipendenza dall’estero per alcune produzioni strategiche, la difficoltà dei giovani ad accedere alla terra e al credito, la concorrenza sleale sui mercati internazionali: Coltivaitalia prova ad affrontare tutto questo con strumenti diversi, non con un unico intervento a pioggia che non consideri la differente complessità dei singoli problemi. .

La fetta più consistente delle risorse, 900 milioni di euro, proviene dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-27. Per le norme comunitarie che ne regolano l’utilizzo, almeno l’80% di questi fondi dovrà andare al Mezzogiorno. Un dato che orienta geograficamente una buona parte degli effetti concreti della legge.

I comparti più finanziati

300 milioni di euro sono destinati all’allevamento italiano, con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dalle importazioni di carne bovina e rafforzare la cosiddetta linea vacca-vitello, ovvero il ciclo produttivo che parte dall’allevamento dei capi autoctoni. Durante l’esame parlamentare, le misure sono state estese anche alle strutture fisiche degli allevamenti.

Altri 300 milioni andranno al settore olivicolo, in collegamento con il nuovo Piano olivicolo nazionale 2026-2030. L’olivicoltura italiana è da anni sotto pressione in modo particolare: il batterio Xylella fastidiosa ha devastato migliaia di ettari in Puglia, i costi di produzione sono aumentati e al tempo stesso la concorrenza del prodotto straniero, spesso venduto come italiano, erode sensibilmente i margini dei produttori. La legge introduce anche un divieto esplicito di espiantare ulivi destinati a produzioni a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta per fare spazio a impianti fotovoltaici o eolici, salvo reimpianto nello stesso sito o nelle vicinanze.

Infine, ulteriori 300 milioni andranno al potenziamento generale delle filiere locali e alla competitività delle imprese. Il Fondo sovranità alimentare, in questo senso, viene rifinanziato con 70 milioni, con attenzione particolare a comparti in difficoltà come grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali. Per la filiera cerealicola, 10 milioni sono destinati ai contratti di filiera del frumento, con un credito d’imposta tra il 20 e il 40% per accordi pluriennali da tre a cinque anni: uno strumento per garantire prezzi più stabili agli agricoltori, riducendo l’esposizione alle oscillazioni del mercato.

Il nodo generazionale dell’agricoltura italiana

Un altro problema strutturale è l’invecchiamento dell’agricoltura italiana. L’età media degli imprenditori agricoli è infatti tra le più alte d’Europa e il ricambio generazionale resta una delle sfide più difficili da risolvere. Pertanto, Coltivaitalia dedica a questo tema 150 milioni di euro per sostenere l’imprenditoria giovanile e femminile: il 65% andrà a mutui, mentre il restante 35% sarà riservato a contributi a fondo perduto.

Oltre alle risorse finanziarie, la legge prevede la messa a disposizione di 8.417 ettari di terreni dell’Ismea in comodato d’uso gratuito per dieci anni, riservati ai giovani tra i 18 e i 41 anni. Al termine del periodo, sarà possibile acquistare il terreno al 50% del valore iniziale. Si tratta di un incentivo concreto per chi vuole entrare nel settore ma non ha i capitali per farlo.

Viene istituita inoltre una banca comunale delle terre: i Comuni potranno censire e rendere disponibili i terreni inutilizzati del proprio territorio. L’obiettivo è duplice: recuperare superfici abbandonate e contrastare al tempo stesso lo spopolamento delle aree rurali, con un effetto collaterale positivo anche sulla prevenzione del dissesto idrogeologico.

Le misure contro le emergenze fitosanitarie

Sul fronte delle emergenze, la legge istituisce un commissario straordinario nazionale per la già nominata Xylella, in carica fino al 31 dicembre 2028, affiancato da tre sub-commissari e da una struttura di cinque unità. Lo stanziamento è di tre milioni di euro. 

Per la Peste suina africana, un milione di euro è stato stanziato per la prevenzione e la biosicurezza, tre milioni alle imprese di macellazione. Sono stati finanziati anche interventi fisici quali recinzioni e strutture temporanee per limitare gli spostamenti dei cinghiali, principale vettore della diffusione del virus.

La legge prevede inoltre una moratoria sui mutui per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura colpite da epizoozie e fitopatie nel corso del 2025.

Come ColtivaItalia protegge il Made in Italy

Sul versante della tutela dei prodotti nostrani, Coltivaitalia introduce una serie di misure per rafforzare i controlli e l’autenticità delle produzioni. Viene creata una banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, dotata di 650.000 euro, per verificare l’origine geografica, varietale e compositiva dei prodotti agroalimentari. Uno strumento tecnico pensato proprio per smascherare le frodi e proteggere le denominazioni.

Per il settore ittico, 1,79 milioni di euro rafforzeranno i controlli sui certificati di cattura delle importazioni e il Nucleo centrale pesca marittima, composto da 20 militari della Guardia costiera.

La legge introduce anche una norma sull’aceto: il termine potrà essere utilizzato solo per prodotti derivati da materie prime agricole, non di sintesi, con obbligo di indicare la materia di origine. Una misura di trasparenza che tutela sia i produttori italiani sia i consumatori.

I prossimi nodi da sciogliere per l’agricoltura italiana

La legge è stata finalmente approvata, ma il percorso non è ancora terminato. Il presidente della Copagri Tommaso Battista ha lodato il provvedimento come «un’importante iniezione di fiducia e liquidità», ma ha subito sottolineato il passaggio critico che si apre ora: l’emanazione dei decreti attuativi. Il testo, difatti, ne prevede numerosi e, senza quelli, le risorse restano solo sulla carta senza trasformarsi in soluzioni tangibili. Al momento, l’obiettivo dichiarato è avere i fondi operativi entro i primi mesi del 2027.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม