danni alla pista di bob

Effettua la tua ricerca

More results...

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Filter by Categories
#finsubito

Contabilità

Buste paga

 


Un grosso tubo di acciaio messo di traverso, a chiudere la stradina comunale che porta ad alcune case, a ridosso del cantiere dello sliding centre olimpico di Cortina d’Ampezzo, la pista Eugenio Monti, che fra un anno accoglierà le gare di bob, skeleton e slittino dei Giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Per molti, a partire da Simico, la società che cura le infrastrutture olimpiche, si è trattato di un sabotaggio e ieri pomeriggio è stata presentata una denuncia ai carabinieri di Cortina. L’episodio è accaduto nella notte fra giovedì e venerdì e ne ha dato notizia proprio Simico (Società infrastrutture Milano Cortina). Siamo a due giorni dal nuovo sopralluogo, in calendario per lunedì 24, quando i tecnici delle federazioni sportive internazionali, per conto del Comitato olimpico internazionale, visiteranno ancora una volta il cantiere, prima della preomologazione dell’impianto, che si svolgerà dal 25 al 30 marzo. Per qualche ora il tubo ha ostruito il passaggio verso l’abitato di Cadelverzo di Sotto, una manciata di case, con alcune decine di abitanti. Fra di loro anche la famiglia di Gianluca Lorenzi, il sindaco di Cortina d’Ampezzo. Poi, la mattina presto, è stato rimosso. «Sabotaggio nel corso della notte alla pista di bob, skeleton e slittino – scrive Simico – un tubo di refrigerazione è stato staccato e ritrovato in mezzo alla strada, ha bloccato la circolazione stradale e creato notevoli disagi ai lavori del cantiere». Fabio Saldini, amministratore delegato di Simico e commissario di governo per le opere olimpiche, ha aggiunto: «È un atto irrispettoso che mette in difficoltà chi lavora giorno e notte».

Contabilità

Buste paga

 

Ieri Simico ha formalizzato la denuncia alla compagnia dei carabinieri di Cortina. Proprio una pattuglia dei militari è arrivata sul posto prima della mezzanotte di giovedì, sollecitata da un passante che aveva visto il tubo per terra. Nel cantiere, durante le ore notturne, c’è anche un servizio di vigilanza privata, con una ronda continua degli operatori. C’è inoltre un sistema di videosorveglianza, in particolare nelle aree più delicate. Dall’analisi delle immagini potranno arrivare informazioni più precise. Il controllo continuo è stato disposto all’apertura del cantiere, quando un tratto della rete di recinzione fu divelto nel corso della notte. In quell’occasione ci fu chi attribuì la responsabilità al frequente transito di mandrie di cervi, fra il bosco e i prati circostanti, e chi invece assicurò che si trattava di un atto vandalico.

LA STRUTTURA
Il tubo finito in mezzo alla strada è destinato a comporre il complesso impianto di refrigerazione della struttura. Ha un diametro ragguardevole, una trentina di centimetri per la sola condotta di acciaio, attorno alla quale c’è uno strato di materiale isolante. L’ingombro totale è dunque notevole: oltre mezzo metro di diametro, per una decina di metri di lunghezza. Questi tubi vengono saldati e interrati, lungo tutti i 1.700 metri di lunghezza della pista. Dalla linea principale si dipartono i collegamenti, verso trentatré piccole centrali di rilancio del liquido refrigerante. Quello trovato in strada non era ancora stato messo in opera.

Un mese fa ci fu l’ultimo sopralluogo al cantiere, da parte degli ispettori delle due federazioni sportive, una del bob e dello skeleton, l’altra dello slittino, per conto del Comitato olimpico internazionale. Una analoga ispezione è prevista dopodomani, per verificare l’avanzamento dei lavori e la qualità delle opere. La pista deve essere completata in un paio di settimane. In marzo comincerà la refrigerazione e il 24 del mese arriveranno a Cortina atleti delle varie discipline, in tutto una trentina. Il giorno dopo cominceranno a scendere in pista, fino al 30 marzo, per la preomologazione. I giorni successivi sono previsti allenamenti dei piloti della squadra nazionale italiana. Terminata questa fase, il cantiere proseguirà, con il completamento di tutte le altre opere, sino al prossimo autunno. In ottobre ci sarà il test finale della pista, con discese ufficiali, ultima prova dell’impianto, che dovrà accogliere tutte le gare di velocità sul ghiaccio delle Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026.

Sul presunto sabotaggio è intervenuto Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture, principale sostenitore dell’impianto quando si trattò di deciderne la costruzione: «È un gesto vile e irresponsabile. Chi vuole sabotare le Olimpiadi invernali 2026 colpisce non solo l’impegno di tanti lavoratori, ma anche il Paese, davanti a tutto il mondo. Non ci faremo intimidire». Mentre Andrea Abodi, ministro per lo Sport, ha commentato: «Un atto vile e irrispettoso nei confronti di chi sta lavorando con competenza, determinazione e passione. È soprattutto un gesto criminale compiuto da soggetti che pensavano di arrecare un danno all’Italia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA





Source link

***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****

Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link

Finanziamenti e agevolazioni

Agricoltura

 

Source link