Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo apparso sul Global Times che parlava di una rivoluzione in arrivo nel mercato delle batterie a ioni di litio, su cui la Cina continua a farla da padrone. Alcune ricerche del Dragone avevano mostrato promettenti possibilità di allungarne la vita da 500/2.000 a 12.000/60.000 cicli.
Inutile dire come ciò comporterebbe una netta riduzione dell’impatto ambientale che l’utilizzo delle energie rinnovabili ancora sconta (per il consumo, il recupero dei materiali, per la loro lavorazione, e così via). Ma quello che abbiamo evidenziato, in quella occasione, è stato come subito i risultati dei primi studi siano stati messi a disposizione del pubblico.
Lo abbiamo scritto: “per fare questo bisogna non solo essere in vantaggio, sul piano scientifico e tecnologico, ma esserne così consapevoli da non temere neanche di poter essere raggiunti“. In un’altra dimostrazione del genere, la casa automobilistica BYD si prepara a portarne un’altra di rivoluzione.
Wang Chuanfu, amministratore delegato della compagnia cinese specializzata in auto elettriche, aveva annunciato solo poche settimane fa un investimento di 14 miliardi di dollari per lo sviluppo delle funzionalità delle “auto intelligenti“. Parliamo di tutti quegli strumenti altamente tecnologici, e soprattutto della guida assistita.
Questo tipo di “optional” – che potrebbe migliorare sensibilmente anche la sicurezza stradale – è monetizzato al massimo dalle società occidentali, che così recuperano i margini di profitto persi in altre fasi della produzione. Ma BYD sta puntando a inserire questo tipo di software come parte dell’offerta standard delle sue vetture.
Ciò potrebbe porre una pietra tombale sulle strategie di vendita della concorrenza. Dunque, l’azienda cinese non solo investe grandi somme con una prospettiva di lungo termine, ma lo fa pronta a restituirne i risultati all’utenza, senza caricarla di costi aggiuntivi, convinta che le “regole del mercato” alla fine la premieranno. Come da sempre i neo-liberisti nostrani ci dicono, spaventandosi poi quando tocca a loro pagare pegno.
L’articolo ci ricordo subito che questa è una favola: con la scusa di motivi di ‘sicurezza nazionale’ (chissà quali ‘dati riservati’ potrebbero esser rilevati nella circolazione quotidiana di gente senza ‘incarichi segreti’), la vendita di automobili con i nuovi programmi di BYD potrebbe essere bloccata negli Stati Uniti, così da garantire in maniera protezionistica i margini dei prodotti stelle-e-strisce.
Il tutto per ottenere il poco invidiabile risultato di avere un parco macchine mediamente più arretrato e inquinante ma ad un costo più alto. Geniale!
Ma il processo tecnologico, come quello storico, è inarrestabile e l’azienda quindi sa che finirà col “ridefinire le aspettative del settore“.
Un altro duro colpo per il paese che viene spesso accusato di essere il maggior responsabile al mondo delle emissioni inquinanti, che ora ha deciso di tornare indietro (“drill, drill, drill” è il programma trumpiano), ma che – tramite le regole del sistema capitalistico – potrebbe dare la spinta definitiva alla massificazione dell’uso del trasporto elettrico.
La Seagull EV, berlina di punta della BYD, costa 9.500 dollari, mentre il costo medio di un’auto nuova in Italia è più di tre volte tanto.
Su questa nota dolente, vi lasciamo alla lettura dell’articolo.
*****
C’era un tempo in cui le cinture di sicurezza nelle auto erano facoltative. Anche gli airbag erano considerati un lusso, riservati ai modelli di fascia alta. Ora, non penseremmo mai di guidare senza.
La sicurezza, un tempo una caratteristica premium, si è evoluta in una necessità, uno standard del settore per il quale le case automobilistiche non potevano più far pagare di più. Lo stesso cambiamento potrebbe essere in corso per la tecnologia di guida autonoma e un’azienda sta forzando la mano del settore. BYD, il più grande produttore di veicoli elettrici al mondo, sta rendendo i sistemi avanzati di assistenza alla guida una caratteristica standard nella maggior parte della sua gamma, senza costi aggiuntivi.
Per anni, le case automobilistiche hanno considerato il software di assistenza alla guida come la chiave per compensare i margini di guadagno in calo sull’hardware. Ciò si è rivelato come una vera e propria ‘mucca da mungere’ il più possibile, con le aziende tecnologiche che monetizzano i servizi cloud, un componente aggiuntivo ad alto margine di guadagno che genererebbe miliardi di nuove entrate. Tesla, ad esempio, addebita $ 8.000 per il suo software di assistenza alla guida negli Stati Uniti a partire da aprile. Mercedes-Benz e GM sono tra le tante case automobilistiche che puntano sulla monetizzazione della tecnologia di guida assistita.
Esistono rischi intrinseci per il software di guida autonoma, dai guasti tecnologici alle potenziali minacce alla sicurezza informatica. Ma a differenza dei veicoli completamente autonomi, che rimangono controversi e non provati su larga scala, i sistemi avanzati di assistenza alla guida, che migliorano anziché sostituire il controllo umano, hanno già dimostrato il loro valore.
Gli studi suggeriscono che questi sistemi, che includono sistemi di assistenza in autostrada e nel traffico, frenata automatica di emergenza e avvisi di collisione frontale, potrebbero migliorare significativamente la sicurezza stradale. La ricerca dell’Insurance Institute for Highway Safety ha dimostrato che le auto con queste caratteristiche possono ridurre i tassi di coinvolgimento in collisioni posteriori fino al 50 percento. Una più ampia adozione potrebbe ridurre la frequenza degli incidenti di circa un quarto, secondo una ricerca nel Regno Unito, mentre i tipi più comuni di incidenti verrebbero ridotti del 29 percento con un dispiegamento completo.
Supponendo un tasso di adozione conservativo del 30 percento e una commissione di $ 5.000 per veicolo, una casa automobilistica che vende 10 milioni di auto all’anno potrebbe potenzialmente generare $15 miliardi di entrate all’anno dalle sole funzionalità di guida autonoma. Alcune case automobilistiche hanno introdotto modelli di abbonamento: Tesla, ad esempio, addebita $ 99 al mese, il che aiuta a generare entrate ricorrenti molto tempo dopo la vendita di un’auto.
Aumenta ulteriormente tale adozione, man mano che la tecnologia avanza e lo scetticismo dei consumatori diminuisce, e il potenziale finanziario diventa ancora più allettante. Ciò spiega perché le case automobilistiche sono state così ansiose di monetizzare la tecnologia. La sicurezza vende. La domanda ora è: può ancora essere venduta?
BYD sta rendendo più difficile rispondere a questa domanda. Includendo sistemi avanzati di assistenza alla guida come standard in tutta la sua gamma, persino sul suo Seagull EV da 9.500 $, BYD sta sfidando la strategia di prezzo su cui si sono basati i rivali.
Le case automobilistiche troveranno sempre più difficile giustificare la fatturazione del software nei mercati in cui BYD lo offre di serie. Le conseguenze a lungo termine potrebbero essere ancora più destabilizzanti. Se la mossa di BYD costringesse i rivali a tagliare i prezzi del software, o ad abbandonare del tutto i modelli a pagamento, la visione del settore di profitti ad alto margine basati sull’intelligenza artificiale potrebbe non materializzarsi mai completamente.
Non tutti i mercati saranno colpiti allo stesso modo. Negli Stati Uniti, dove la rivalità tecnologica con la Cina si sta intensificando e BYD ha poca presenza, è probabile che vengano applicate restrizioni al suo software di guida, giustificate da motivi di sicurezza nazionale. Tali misure proteggerebbero efficacemente le vendite basate sul software delle case automobilistiche negli Stati Uniti da un’interruzione immediata.
Ma questo ritarderebbe solo l’inevitabile. L’espansione globale di BYD sta già prendendo piede. Nel Regno Unito, BYD ha venduto più di Tesla a gennaio, con vendite in crescita di sei volte rispetto all’anno precedente, mentre Tesla è scesa dell’8 percento. A Singapore, BYD ha superato Toyota come marchio automobilistico più venduto nella città-stato, un’impresa dato che questo include sia i veicoli elettrici che le auto a benzina. In Brasile, la storia è molto simile, con vendite quadruplicate l’anno scorso.
Ora, con ogni nuovo mercato in cui entra, BYD non solo venderà più auto, ma potrebbe anche iniziare a ridefinire le aspettative del settore. La storia suggerisce che una volta che una tecnologia diventa indispensabile, il premio scompare. Alzacristalli elettrici, freni antibloccaggio, telecamere posteriori: tutte erano un tempo caratteristiche di lusso che sono diventate standard. Una volta che i consumatori si abituano a qualcosa di standard, non c’è modo di tornare indietro. Proprio come le cinture di sicurezza.
* articolo del 19 febbraio tradotto dal Financial Times
– © Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO della REDAZIONE di CONTROPIANO
Ultima modifica:
stampa
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link